"Vi faccio fare la fine della Capovani": 28enne si barrica in casa, arrestato
Indagine della Polizia su ripetuti atti persecutori ai danni di medici del reparto psichiatrico di Cisanello. Necessario l'intervento dei Vigili del fuoco. La vicinanza dell'Azienda USL al personale e il ricordo sempre vivo di Barbara Capovani
Un uomo di 28 anni è stato arrestato dalla Polizia al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Pisa, con l’accusa di aver posto in essere per mesi comportamenti persecutori e minacciosi nei confronti del personale sanitario del Servizio Psichiatrico dell’ospedale Cisanello.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile della Questura pisana, hanno ricostruito una serie di episodi che avrebbero coinvolto in particolare una psichiatra del reparto, destinataria di ripetute telefonate anche in orari notturni, durante le quali sarebbero state pronunciate minacce gravi, comprese intimidazioni di morte. Secondo quanto emerso, l’uomo, già seguito dalla struttura per problematiche di natura psichiatrica, avrebbe agito ritenendo di essere stato vittima di errori nelle cure ricevute.
Gli accertamenti investigativi avrebbero inoltre documentato atteggiamenti aggressivi e intimidatori anche durante precedenti periodi di ricovero, con minacce rivolte a medici e infermieri, minacciati anche con la frase "Vi faccio fare la fine della Capovani". Gli elementi raccolti sono stati ritenuti sufficienti dal giudice per le indagini preliminari, che ha disposto nei confronti dell’indagato la misura cautelare della custodia in carcere, con contestuale ricovero in un reparto di osservazione psichiatrica.
L’arresto è stato eseguito a Pontedera, dove l’uomo si era recato dopo un periodo trascorso all’estero. All’arrivo degli agenti presso l’abitazione dei familiari, il 28enne si sarebbe barricato all’interno, rendendo necessario l’intervento dei Vigili del fuoco e del personale del locale Commissariato, che insieme agli investigatori hanno fatto ingresso nell’abitazione e proceduto al fermo.
Su disposizione dell’autorità giudiziaria, l’uomo è stato successivamente trasferito presso il servizio di osservazione psichiatrica del carcere di Firenze.
Ha scritto l'Ausl Toscana nord ovest
A seguito dell’arresto eseguito dalla Squadra Mobile della Questura di Pisa nei confronti di un uomo di 28 anni “gravemente indiziato di aver posto in essere per mesi un continuo e grave stalking nei confronti del personale sanitario del Servizio Psichiatrico”, l’Azienda USL Toscana nord ovest esprime la propria totale vicinanza e solidarietà ai medici, agli infermieri e a tutti gli operatori del Servizio psichiatrico diagnosi e cura (SPDC) di Pisa che opera all’ospedale Santa Chiara.
Negli ultimi mesi, il personale del reparto è stato infatti bersaglio di pesanti e continue minacce, anche di morte. Tra queste, figurano riferimenti specifici, brutali e particolarmente dolorosi alla tragedia della dottoressa Barbara Capovani, la psichiatra barbaramente uccisa tre anni fa proprio di fronte a questa sede.
“Rivolgo il più sentito ringraziamento alla Polizia di Stato e alla Procura della Repubblica di Pisa – evidenzia la direttrice generale dell’Asl Maria Letizia Casani - per la rapidità e l'efficacia delle indagini che hanno portato all'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Sapere che le istituzioni rispondono con fermezza a tutela di chi lavora in prima linea è fondamentale per la serenità dei nostri operatori.”
L'arresto del giovane paziente, per il quale è stato disposto il contestuale ricovero in un reparto di osservazione psichiatrica carceraria, riapre una ferita mai rimarginata, ma offre anche l'occasione per onorare nuovamente la memoria di Barbara Capovani. I colleghi e la Direzione la ricordano oggi con immutato affetto.
“Barbara – prosegue la dottoressa Casani - non era solo una psichiatra stimata, ma un vero e proprio simbolo di dedizione al servizio pubblico. Ringrazio ancora le colleghe e i colleghi della Psichiatria che, nonostante il peso psicologico di minacce così gravi e rievocative, continuano a impegnarsi quotidianamente con determinazione e costanza per mantenere vivo il suo ricordo e proseguire il delicato lavoro di assistenza e cura dei pazienti.
L’impegno della nostra Azienda proseguirà con fermezza nella direzione intrapresa negli ultimi anni sui temi della prevenzione e della sicurezza dei lavoratori, applicando la tolleranza zero rispetto a qualsiasi forma di aggressione, verbale o fisica. L'Azienda ribadisce tuttavia che, oltre alle misure di sicurezza e all'indispensabile protezione delle Forze dell'Ordine, è quanto mai necessario un ulteriore salto culturale all’interno della nostra comunità per restituire il dovuto rispetto e la massima tutela a chi si prende cura della salute pubblica.”


