Sanità toscana promossa a pieni voti: il Rapporto Bersaglio certifica la tenuta del sistema
L'analisi del Laboratorio Mes del Sant'Anna di Pisa promuove il 71% degli indicatori nel 2025. Eccellenze in oncologia e percorso nascita, mentre si punta sulle Case di Comunità per abbattere le liste d'attesa
FIRENZE – Con più di trecento freccette a disposizione, la Toscana centra più volte la parte interna del "bersaglio". È una fotografia
estremamente positiva quella scattata dal Laboratorio Mes (Management e sanità) della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, che come ogni anno ha misurato le prestazioni del sistema sanitario regionale. Il rapporto, che ha preso in esame i dati relativi all'annualità 2025, è stato presentato ufficialmente questa mattina a Firenze, presso il Palazzo del Pegaso.
I risultati promuovono a pieni voti il modello toscano: il 71 per cento degli indicatori analizzati risulta stabile o in netto miglioramento rispetto all'anno precedente. Un dato di eccellenza che testimonia la solidità dei servizi nonostante un contesto macroeconomico complesso. ««Una conferma dell’eccellenza del nostro sistema sanitario, che negli ultimi anni è sempre stato sul podio italiano»», ha commentato con soddisfazione il presidente della Regione, Eugenio Giani. «Una certificazione di tenuta che nei risultati dà conto dell’importanza e della scelta corretta di investire risorse aggiuntive regionali sulla sanità». Alle sue parole fanno eco quelle dell’assessora alla Sanità, Monia Monni: «Il rapporto riconosce i meriti del nostro servizio sanitario e ne mette in luce le eccellenze».
Dall'analisi dei ricercatori pisani emergono straordinari punti di forza, specialmente nell'ambito materno-infantile. Si registra infatti una virtuosa riduzione del ricorso al taglio cesareo, che scende al 16%, e delle episiotomie, calate dall'8,4% del 2024 al 6,7% del 2025. Nel settore oncologico si confermano standard di altissimo livello per i trattamenti del tumore alla mammella, al polmone e alla prostata. Sul fronte della gestione delle malattie croniche (come diabete, scompenso cardiaco e broncopneumopatia cronica ostruttiva), il Mes rileva una netta flessione del tasso di ospedalizzazioni potenzialmente evitabili, segno di una rinnovata accessibilità dei servizi territoriali. Passi in avanti anche per l'appropriatezza prescrittiva farmaceutica, con un importante calo del consumo di antibiotici negli adulti (-6,25%) e soprattutto nei bambini (-32,14%). Ottimi riscontri, infine, per la gestione del rischio clinico, con tempi di chiusura delle richieste di risarcimento in via stragiudiziale decisamente superiori alla media nazionale.
Non mancano tuttavia le criticità su cui l'amministrazione intende intervenire, condizionate anche dall'incremento dei costi dovuto all'inflazione. Il nodo più complesso resta quello delle liste d'attesa. Se per la diagnostica l'88% delle prestazioni rispetta i tempi previsti, per le visite specialistiche la quota si ferma al 72%, evidenziando forti disparità geografiche sul territorio regionale (con oscillazioni che variano dal 46% all'89%). Un altro elemento di preoccupazione riguarda le cure palliative: il 35% dei pazienti ricoverati in hospice vi rimane per meno di sette giorni, sintomo di una presa in carico giudicata troppo tardiva dai tecnici del Sant'Anna. Restano alti, inoltre, i consumi di antibiotici nei reparti ospedalieri e le prescrizioni di risonanze muscoloscheletriche.
Per superare i punti deboli, la Regione punta tutto sul potenziamento della medicina di prossimità. Il piano prevede la messa a regime delle case di comunità: settanta sono già state completate tramite i fondi del Pnrr, mentre altre 89 sono attualmente finanziate da risorse regionali. «Mi aspetto molto dall’attività di queste strutture»» – ha concluso il presidente Giani – «dove i cittadini potranno trovare risposte assistenziali e diagnostiche di base, alleggerendo la pressione sui pronto soccorso».

