Gambecchio soccorso a Bocca di Serchio con un amo conficcato nel corpo
Il piccolo migratore è stato recuperato da un cittadino e affidato alla Lipu Cruma Livorno. Le sue condizioni sono stabili, ma l’amo da pesca non può essere rimosso senza gravi rischi
Un Gambecchio comune, piccolo uccello migratore in transito lungo la costa toscana, è stato soccorso nei giorni scorsi a Bocca di Serchio dopo essere rimasto ferito da un amo da pesca.
L’animale, notato da un cittadino con una lenza che fuoriusciva dal becco, è stato affidato prima all’Oasi Lipu di Massaciuccoli e poi trasferito al Cruma Livorno, dove i veterinari stanno monitorando attentamente le sue condizioni.
Ha scritto la Lipu.
Un esemplare di Gambecchio comune (Calidris minuta), un piccolo limicolo migratore, è stato soccorso il 23 maggio a Bocca di Serchio da un privato cittadino che ha notato una lenza che fuoriusciva dal becco dell'animale. Il volatile è stato inizialmente consegnato all'Oasi Lipu di Massaciuccoli e successivamente trasferito alla Lipu Cruma Livorno per le cure del caso. Gli esami radiografici hanno rivelato la presenza di un amo da pesca conficcato in profondità, in una posizione che rende impossibile la rimozione chirurgica, anche in laparoscopia, senza mettere a rischio la vita dell’animale.
Il Gambecchio è attualmente sotto stretta osservazione. I segnali sono incoraggianti: si alimenta autonomamente, l’amo non sembra compromettere in modo grave la sua capacità di nutrirsi e sta riprendendo peso. Nei prossimi giorni i veterinari e gli operatori del Cruma continueranno a monitorarlo per valutare l'evoluzione del quadro clinico.
Il gambecchio comune è presente in Toscana come migratore regolare. I passaggi più consistenti si osservano proprio in questo periodo, quando la specie sosta nelle zone umide costiere e interne - paludi, lagune, foci fluviali - dove si alimenta prima di proseguire verso i siti di nidificazione nelle tundre artiche, dalla Scandinavia alla Siberia. La speranza è che l’uccello possa rimettersi al più presto per completare la migrazione: lo attendono ancora diverse migliaia di chilometri.
«Questo episodio ci ricorda quanto i rifiuti legati alla pesca sportiva e professionale, come lenze, ami e piombi, siano una minaccia concreta per la fauna selvatica, uccelli in primis», commenta Nicola Maggi, responsabile del Cruma. «Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo ricoverato 22 animali rimasti intrappolati in questo modo; soltanto 3 nell’ultimo mese. Per questo è importante smaltire correttamente ogni attrezzatura e segnalare tempestivamente animali in difficoltà».
Progetto “SOS Fauna selvatica, un patrimonio da curare”, il servizio civile regionale
Ogni animale soccorso racconta una storia, ma dietro ogni storia c’è una rete di persone pronte a intervenire, curare e restituire alla natura ciò che le appartiene. Per formare nuove figure in questo ambito, la Lipu propone un percorso rivolto ai giovani. Al Cruma infatti, è possibile fare domanda per il Servizio Civile Regionale: le candidature sono aperte fino al 10 giugno. 5 posti per giovani interessati a un’esperienza concreta nella tutela della fauna selvatica, con attività di gestione degli animali, soccorso sul territorio, riabilitazione dei pazienti e liberazione in natura.


