La ex chiesa di Sant’Antonio in Qualquonia rinasce come nuovo spazio culturale della città

Cultura
PISA e Provincia
Venerdì, 5 Giugno 2026

Il monumentale recupero è stato finanziato con oltre 1,3 milioni di euro tra fondi PNRR e il contributo di Fondazione Pisa

PISA – Un antico gioiello nel cuore del quartiere di Sant'Antonio viene strappato al degrado e riconsegnato alla cittadinanza in una veste completamente rinnovata. Il Comune di Pisa ha inaugurato ufficialmente oggi il restauro e la rifunzionalizzazione della ex chiesa di Sant’Antonio in Qualquonia, un complesso monumentale dalle radici profonde, nato in epoca medievale come spedale per i pellegrini e in seguito adibito a orfanotrofio.

L'operazione di recupero, che restituisce uno spazio pubblico di circa 180 metri quadrati per attività espositive, convegni e incontri culturali, ha richiesto un imponente sforzo economico. Ai 990mila euro iniziali provenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) si è infatti aggiunto un prezioso contributo supplementare di 390mila euro stanziato dalla Fondazione Pisa, resosi necessario in corso d'opera per far fronte a imprevisti interventi di consolidamento statico della struttura.

All'inaugurazione, svoltasi nel pomeriggio, hanno preso parte il sindaco Michele Conti, l'assessore alla cultura Filippo Bedini, l'assessore all'attuazione del PNRR Frida Scarpa, il consigliere della Fondazione Pisa Franco Cervelli, il dirigente comunale Fabio Daole e l'architetto Luisa Guarguagli. Ad accompagnare la cerimonia di riapertura sono state le note dell’Ensemble di clarinetti dell’Istituto Comprensivo G. Toniolo, seguite dal taglio del nastro della mostra fotografica “Tracce di Luce” di Natale Gucci, allestita in collaborazione con il Rotary Club Pisa.

«La Qualquonia torna oggi a essere un punto di riferimento per il quartiere e per l'intera città: un luogo accessibile, accogliente, destinato a ospitare iniziative culturali – ha dichiarato con soddisfazione il sindaco Michele Conti –. Questo intervento si inserisce all’interno di un nuovo percorso turistico che tocca la vicina Cappella di Sant’Agata, recuperata nel 2022, l’antica Chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno e la bellissima Chiesa della Spina, attualmente in fase di restauro, ricollegandosi al circuito dei Musei del Lungarno». Il primo cittadino ha inoltre precisato che l'impegno del Comune non si ferma qui: sono già in programma il recupero dell'antico cassettonato ligneo e la sistemazione delle aree verdi esterne.

La struttura, dotata di impianto di climatizzazione e pienamente accessibile ai portatori di disabilità motorie, ha una capienza di circa 70 persone nell'aula principale. «Una dimensione molto richiesta per gli eventi culturali a Pisa – ha evidenziato l'assessore Filippo Bedini –. Questo spazio rappresenterà un’alternativa preziosa per le iniziative delle associazioni e per le attività espositive, rispondendo a una domanda sempre crescente in città».

Dal punto di vista tecnico, come spiegato dall'assessore Frida Scarpa e dal consigliere Franco Cervelli, l'intervento rappresenta un modello virtuoso di buona amministrazione e rispetto dei cronoprogrammi. I lavori strutturali hanno compreso la demolizione di un vano tecnico abusivo, la messa in sicurezza delle capriate e del campanile, il consolidamento delle pareti con reti strutturali e l'installazione di una nuova cancellata in acciaio identica a quella della vicina Cappella di Sant’Agata.

Il Comune ha già approvato e finanziato le fasi successive per completare il restauro del complesso: I giardini esterni: con uno stanziamento di 216mila euro, tra agosto e settembre verranno riqualificate le aree verdi a nord e a sud della ex chiesa. Saranno realizzati percorsi pedonali in ghiaia, nuove piantumazioni e una gradonata per gestire i dislivelli del terreno, oltre a un nuovo sistema di proiettori per l'illuminazione monumentale notturna della facciata; il soffitto a cassettoni: per l'antico cassettonato ligneo – rimosso parzialmente dopo un crollo avvenuto nel dicembre 2014 – l'Amministrazione ha stanziato 40mila euro per un intervento di pulitura e disinfestazione biologica tramite "camera anossica" ad azoto. Parallelamente, il Dipartimento di Architettura dell'Università di Firenze sta conducendo uno studio scientifico propedeutico al suo definitivo restauro.


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massimo.corsini