Carcere di Pisa, Fratelli d’Italia in visita al Don Bosco: “Maggiore attenzione per il personale e il disagio psichiatrico”

Politica
PISA e Provincia
Lunedì, 22 Giugno 2026

Sopralluogo del vicepresidente del consiglio regionale Diego Petrucci e dei consiglieri comunali Alessandra Orlanza e Stefano Barsantini

Visita istituzionale alla Casa circondariale Don Bosco di Pisa da parte di una delegazione di Fratelli d’Italia composta dal vicepresidente del consiglio regionale della Toscana Diego Petrucci e dai consiglieri comunali Alessandra Orlanza e Stefano Barsantini.

Nel corso del sopralluogo sono stati affrontati alcuni dei principali temi che riguardano la struttura, dalle condizioni operative della Polizia penitenziaria alla presenza di detenuti con problematiche psichiatriche, fino alle questioni legate al sovraffollamento e alla gestione della popolazione detenuta straniera.

 

Ha scritto Diego Petrucci, vicepresidente del consiglio regionale.

Questa mattina il Vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana e consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Diego Petrucci, insieme ai consiglieri comunali pisani di FdI Alessandra Orlanza (Vicepresidente del Consiglio Comunale) e Stefano Barsantini, entrambi membri della Commissione Politiche Sociali e Sanitarie del Comune, hanno effettuato un sopralluogo presso la Casa Circondariale di Pisa.

“Siamo venuti a esprimere la nostra più ferma e convinta solidarietà alle donne e agli uomini della Polizia Penitenziaria, con i quali abbiamo avuto un lungo e proficuo incontro a conclusione della visita – ha dichiarato Petrucci a conclusione della visita –. È evidente che chi lavora quotidianamente in questa struttura ha bisogno di una maggiore attenzione e di tutele concrete da parte delle istituzioni. Il carcere di Pisa sconta tantissimi problemi, ma il dato che balza immediatamente agli occhi è l’altissima percentuale di detenuti con patologie psichiatriche: parliamo di circa 50 soggetti su un totale di 300 detenuti. Va da sé che una presenza così massiccia, che sfiora il 15%, rappresenta un problema enorme. Lo è per la gestione del paziente stesso, lo è per gli altri detenuti e, soprattutto, diventa un rischio grave per l’incolumità della Polizia Penitenziaria, costretta a subire continui e pericolosi episodi di violenza, l'ultimo dei quali si è verificato proprio di recente.
Le REMS (Residenze per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza), nate in alternativa ai vecchi ospedali psichiatrici giudiziari, non sono attualmente la soluzione perché i posti letto a disposizione sono del tutto insufficienti. La Regione Toscana deve intervenire immediatamente: una risposta concreta può essere il raddoppio dei posti letto nella struttura di Volterra. 

Il Don Bosco registra anche una altissima percentuale di detenuti stranieri, circa il 60%. Un dato che dimostra come sia ormai non più rinviabile la realizzazione di un CPR in Toscana. Chi delinque deve andare via dall’Italia e dall’Europa, non comprendiamo i no categorici della sinistra toscana dopoché anche l’Unione Europea sta andando in questa direzione visto che la scorsa settimana ha approvato il nuovo regolamento rimpatri”.

“Le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria - hanno detto Barsantini e Orlanza - sono esposti quotidianamente a un rischio altissimo. Un rischio che scelgono di correre non solo per adempiere al proprio dovere, ma per tutelare la sicurezza di tutti i cittadini e, in particolare, degli stessi detenuti affidati alla loro custodia. Operano in condizioni di costante emergenza, sottorganico, eppure mantengono fermo il fronte della legalità dello Stato.
L'incontro che abbiamo avuto questa mattina all'interno della casa circondariale è stato un momento di ascolto e sono scaturiti suggerimenti concreti, proposte strutturate e linee d'azione che porteremo immediatamente sui tavoli istituzionali”.

In foto Petrucci, Barsantini e Orlanza di fronte alla Casa circondariale di Pisa

 

 

 


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redazione.cascinanotizie