Takeda Pisa, alta adesione al primo sciopero contro il taglio dei dipendenti
La Filctem Cgil Pisa denuncia il trasferimento di parte della produzione all'estero e le ricadute sui lavoratori somministrati. Avviate le iniziative sindacali e istituzionali per chiedere un confronto con l'azienda
Prima giornata di sciopero nello stabilimento Takeda Manufacturing Italia Spa di Ospedaletto, dove i lavoratori hanno incrociato le braccia nell'ambito della vertenza aperta contro la riorganizzazione annunciata dall'azienda. A fare il punto della situazione è stato Alessandro Conforti, della Filctem Cgil Pisa, intervistato da Carlo Palotti per Punto Radio Cascina Notizie.
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Secondo il sindacato, l'adesione alla mobilitazione è stata pressoché totale, coinvolgendo sia i dipendenti diretti sia i lavoratori in somministrazione. La produzione, ha spiegato Conforti, non sarebbe partita durante il turno interessato dallo sciopero.
Alla base della protesta c'è la decisione dell'azienda, riferisce la Filctem Cgil, di trasferire una parte delle attività produttive nello stabilimento di Vienna. Una scelta che, secondo il sindacato, avrebbe come prima conseguenza la cessazione dei contratti di 67 lavoratori somministrati impiegati da anni nello stabilimento pisano tramite agenzia interinale.
Conforti ha evidenziato come si tratti di persone che, pur lavorando da lungo tempo nel sito produttivo, rischiano di perdere l'occupazione a seguito dell'interruzione del rapporto commerciale tra Takeda e l'agenzia di somministrazione, senza ricorrere a procedure di licenziamento.
Il sindacato sostiene di aver tentato il confronto con l'azienda prima della proclamazione dello sciopero, ma che le decisioni sarebbero state presentate come definitive. Per questo motivo, la mobilitazione proseguirà anche sul piano istituzionale.
Tra le iniziative annunciate figurano la richiesta di un incontro con il sindaco di Pisa e l'attivazione del tavolo di crisi regionale, che dovrebbe essere convocato nei prossimi giorni per affrontare la vicenda.
Conforti ha inoltre reso noto che anche nello stabilimento Takeda di Rieti è stato proclamato uno sciopero di solidarietà. Pur non essendo coinvolto direttamente dalla riorganizzazione, il sito laziale ha registrato, secondo i dati forniti dal sindacato, un'adesione intorno al 20%, interpretata come un segnale di sostegno ai lavoratori dello stabilimento pisano.
La vertenza resta quindi aperta, con il sindacato che chiede il ritiro delle misure annunciate e l'avvio di un confronto finalizzato alla tutela dei livelli occupazionali.


