Delca, dal presidio dei lavoratori Pentair l'appello alle istituzioni: "Lo stabilimento venga trasferito fuori dal territorio"
Lavoratori, rappresentanti sindacali Uilm, cittadini e amministratori si sono confrontati davanti allo stabilimento di Lugnano. Al centro del presidio la richiesta di accelerare lo smaltimento del materiale ancora presente nell'area e di individuare una nuova collocazione per l'impianto
Si è svolto giovedì 16 luglio, davanti allo stabilimento della Delca Energy di Lugnano, il presidio promosso dalla RSU di Pentair e dalla UILM Pisa per chiedere alle istituzioni risposte sull'incendio che ha interessato l'impianto nelle scorse settimane e per ribadire la richiesta di non consentire la riapertura dell'attività nell'attuale sito produttivo.
Nel corso della manifestazione si sono alternati gli interventi di rappresentanti sindacali, lavoratori, cittadini e amministratori locali. Tra i temi affrontati, la bonifica dell'area, le ricadute occupazionali, la tutela della salute pubblica e il futuro dello stabilimento.
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Ad aprire gli interventi è stato Francesco Ventavoli, componente della RSU Pentair, che ha spiegato come, a oltre un mese dall'incendio, i lavoratori attendano ancora risposte alle richieste avanzate ai tavoli istituzionali. Tra queste, l'istituzione di un fondo regionale per compensare le perdite economiche subite dai dipendenti durante il periodo di cassa integrazione e un cronoprogramma dettagliato per la rimozione dei materiali combusti e incombusti ancora presenti nell'area.
Ventavoli ha inoltre ribadito la posizione del sindacato, precisando che l'obiettivo non è la chiusura dell'azienda, ma il suo trasferimento in un'area ritenuta più idonea, lontana dalle abitazioni e dalle altre attività produttive.
Sulla stessa linea è intervenuto Riccardo Riccio, della segreteria UILM Firenze-Pisa-Arezzo-Prato, che ha sottolineato come il presidio rappresenti una richiesta di risposte rapide da parte delle istituzioni. Riccio ha evidenziato la necessità di accelerare le procedure per lo smaltimento del materiale sequestrato e ha ribadito che, secondo la posizione della UILM, l'impianto non dovrebbe più svolgere attività di lavorazione nell'attuale collocazione, pur tutelando i posti di lavoro dei dipendenti della Delca.
Durante il presidio è intervenuto anche Luigi Cecchi, farmacista di Lugnano, che ha ricordato la petizione sottoscritta da circa 900 cittadini per chiedere la tutela della salute pubblica e un ambiente di lavoro e di vita ritenuto sicuro. Cecchi ha espresso sostegno alla richiesta di trasferire l'impianto in un sito differente, sottolineando al tempo stesso l'importanza di garantire continuità occupazionale ai lavoratori.

Tra gli interventi anche quello di una cittadina di Vicopisano, che ha annunciato di aver presentato un esposto alla Procura della Repubblica, spiegando di aver ritenuto opportuno affiancare, come privata cittadina, le indagini già avviate dalla magistratura.
Nel dibattito è intervenuta anche Fabiola Franchi, vicesindaca del Comune di Vicopisano, accompagnata dal presidente del Consiglio comunale Alessio Ferrucci. Franchi ha espresso vicinanza ai lavoratori e ai cittadini coinvolti, ricordando che l'amministrazione comunale segue costantemente l'evoluzione della vicenda e che il Comune attende gli sviluppi delle attività della magistratura e degli enti competenti. Ha inoltre riferito che, secondo le informazioni ricevute dagli organi tecnici, la rimozione dei cumuli presenti nell'area dovrebbe avvenire nelle prossime settimane, compatibilmente con i tempi delle indagini.
La vicesindaca ha inoltre precisato che il Comune dispone di competenze limitate sulle autorizzazioni relative all'impianto, attribuite ad altri enti, ribadendo comunque la disponibilità dell'amministrazione a rappresentare le istanze dei cittadini presso le istituzioni competenti.

Nel corso del confronto alcuni partecipanti hanno sollecitato una maggiore presenza delle istituzioni e una più rapida comunicazione sugli sviluppi delle attività di bonifica e delle indagini. I rappresentanti sindacali hanno inoltre ricordato le conseguenze economiche subite dai lavoratori Pentair durante il periodo di sospensione dell'attività produttiva, chiedendo misure di sostegno dedicate.
A chiudere la manifestazione è stato nuovamente Riccardo Riccio, della segreteria UILM Firenze-Pisa-Arezzo-Prato, che ha ribadito come la mobilitazione non abbia finalità politiche ma sia orientata esclusivamente alla tutela dei lavoratori e del territorio. Il rappresentante della RSU ha annunciato che, in assenza di risposte ritenute soddisfacenti da parte delle istituzioni, potranno essere organizzate ulteriori iniziative pubbliche nelle prossime settimane.
Il presidio si è concluso alle 10.30 con il rientro dei lavoratori in azienda, mentre i rappresentanti sindacali hanno confermato l'intenzione di proseguire il confronto con gli enti coinvolti sulla gestione dell'emergenza e sul futuro dell'area industriale.


