Vigili del Fuoco, la Cgil denuncia la carenza di organico: "Situazione non più sostenibile"
Secondo l'organizzazione sindacale il Comando di Pisa opera con personale inferiore rispetto agli standard previsti, con ripercussioni sull'organizzazione del soccorso e sulla sicurezza del territorio
La situazione dell'organico del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Pisa torna al centro dell'attenzione.
In una nota, La Funzione pubblica della Cgil denuncia una significativa carenza di personale rispetto alle dotazioni previste, sostenendo che l'attuale assetto operativo stia incidendo sulla capacità di risposta alle emergenze, sulle condizioni di lavoro degli operatori e sulla sicurezza del servizio di soccorso.
Su questo argomento, giovedì 16 luglio, abbiamo intervistato Sonia Antoni Segretaria Generale FP-CGIL Pisa.
Ha scritto la Fp Cgil Vigili del fuoco Pisa.
La situazione operativa del Comando dei Vigili del Fuoco di Pisa ha raggiunto un livello di criticità insostenibile.
Nel 2020, il Comando organizzava il soccorso recependo il decreto del Capo del Corpo del 5/12/2019 (Ripartizione territoriale delle dotazioni organiche del personale operativo), potendo confidare su 64 persone attribuite dall'Amministrazione per ogni turno. In particolare, dalle 64 persone operative, levando le ferie, in servizio vero e proprio ne rimanevano 46. Ebbene, oggi il servizio viene garantito con sole 37 unità, potendo fare affidamento solo su 52 persone operative totali per turno. Tra le cause, c'è anche il mancato reintegro del turn over, sebbene più volte sia stato denunciato da questa organizzazione sindacale perfino ai vertici dell’Amministrazione, sia tecnici che politici, i quali continuano a disconoscerne numeri e responsabilità, se non addirittura imputare quest'ultima ad una mala gestione tecnico-politica Toscana.
L'oggettiva carenza strutturale di almeno 10 persone per turno non è un semplice dato numerico, ma rappresenta una forte criticità per la composizione delle squadre in carico al Comando e quindi, come diretta conseguenza, una grave mancanza di sicurezza per la cittadinanza. Considerando che ogni squadra di soccorso è composta da 5 unità, una riduzione dell’organico come questa ha di fatto azzerato la possibilità di effettuare almeno una ulteriore squadra di pronta partenza, necessaria per fronteggiare più interventi di soccorso in contemporanea oppure singoli interventi complessi che prevedano l’utilizzo di più squadre, lasciando di conseguenza il territorio scoperto e i cittadini esposti a rischi inaccettabili.
Non di minor importanza rimane anche la problematica che, essendo il personale in servizio impegnato nel soccorso ordinario praticamente per tutto l’orario di lavoro, venga a mancare la possibilità di esercitare tutte quelle attività necessarie al personale per mantenere un adeguato livello professionale (addestramenti, controllo attrezzature, manutenzioni varie, laboratorio autorespiratori, ecc.).
La macchina del soccorso, per quanto riguarda i Vigili del Fuoco, oggi si regge esclusivamente su un ricorso continuo e massiccio allo strumento dello straordinario, con personale costantemente richiamato in servizio oltre i turni ordinari, circostanza che, alla lunga, mina e logora la sicurezza e la tenuta psicofisica degli operatori.
Questa organizzazione sindacale da anni stigmatizza fermamente questa situazione, chiedendo un intervento immediato delle istituzioni competenti per il reintegro delle unità mancanti.
Non è più possibile derogare agli standard di sicurezza previsti dalle ordinanze: ripristinare l’organico previsto per turno non è già una proposta, piuttosto un obbligo per garantire il diritto alla sicurezza di tutti, operatori e cittadini insieme.


