Calabresi: "Il ritiro è il punto di partenza, contano lavoro, principi e senso di appartenenza"
Il difensore nerazzurro, intervistato da Gabriele Bianchi e Paolo Sardelli ai microfoni di Punto Radio al termine del test con il Pavia a Morgex, sottolinea l'entusiasmo del gruppo, l'impatto del nuovo staff e la volontà di lasciarsi alle spalle le difficoltà della scorsa stagione
Il risultato della prima amichevole estiva passa inevitabilmente in secondo piano. Al termine del test contro il Pavia, disputato nel ritiro di Morgex domenica 19 luglio, Arturo Calabresi ha tracciato un primo bilancio del lavoro svolto dal Pisa, soffermandosi sull'approccio della squadra, sull'impatto del nuovo staff tecnico e sugli obiettivi di una preparazione che punta soprattutto a costruire identità e spirito di gruppo.
Intervistato da Gabriele Bianchi e Paolo Sardelli per Punto Radio, il difensore ha ribadito come in questa fase il focus sia esclusivamente sulla crescita della squadra.
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"Il risultato conta relativamente", ha spiegato Calabresi. "In questo momento è fondamentale mettere minuti nelle gambe, lavorare con intensità e creare le basi per una stagione importante. I carichi di lavoro sono elevati ed è normale che all'inizio si avverta un po' di pesantezza, ma c'è grande entusiasmo e tanta voglia di mettersi a disposizione del nuovo staff".
Le prime impressioni sul gruppo di lavoro sono positive. Secondo il centrale nerazzurro, lo staff tecnico sta trasmettendo fin dai primi giorni energia e idee molto chiare.
"Si lavora davvero bene. È uno staff affiatato, reduce da una stagione importante, e questo si percepisce. Ci stanno trasferendo entusiasmo e noi siamo pronti a recepire le loro indicazioni".
Dal punto di vista tattico, Calabresi ha spiegato che il lavoro non si concentra tanto sui sistemi di gioco quanto sui concetti che dovranno accompagnare la squadra durante tutta la stagione.
"Più che parlare di moduli, stiamo assimilando principi di gioco. Sono questi che devono guidarci, indipendentemente dal fatto di schierarci con una difesa a tre o a quattro. Abbiamo giocatori duttili, capaci di interpretare ruoli diversi, ma ciò che farà la differenza saranno l'agonismo, l'intensità e la capacità di applicare quei principi in ogni situazione".
Nel corso dell'amichevole il Pisa ha alternato diversi assetti tattici, una scelta che per Calabresi rappresenta un'opportunità di crescita.
"È utile per conoscerci meglio e imparare a leggere situazioni differenti durante la partita. Il calcio moderno richiede flessibilità e lo staff sta proponendo un modo di lavorare molto attuale. Noi dobbiamo essere pronti ad adattarci e mettere in pratica quanto ci viene richiesto".
Un passaggio è stato dedicato anche ai nuovi acquisti, già inseriti nel gruppo durante i primi giorni di ritiro.
"Hanno dato subito l'impressione di essere ragazzi disponibili e desiderosi di inserirsi. Noi vogliamo aiutarli a comprendere il senso di appartenenza che ha sempre caratterizzato questo gruppo. Mi sembrano giocatori pronti a imparare e a dare il proprio contributo".
Tra i temi affrontati anche quello dell'eredità lasciata dalla scorsa stagione. Per il difensore, il modo migliore per voltare pagina è ritrovare entusiasmo e spirito competitivo nella quotidianità.
"Dobbiamo recuperare il piacere di vincere le partite. L'anno scorso abbiamo attraversato un periodo complicato, ma ormai è alle spalle. L'orgoglio di indossare questa maglia deve andare oltre qualsiasi categoria. Ai compagni che hanno vissuto momenti difficili vogliamo trasmettere il valore dell'appartenenza e la voglia di crescere insieme. L'entusiasmo nasce dai dettagli: dagli allenamenti, dalle partitelle, dal piacere di stare insieme e dall'energia che ci sta trasmettendo il nuovo staff".
In chiusura, Calabresi ha commentato con il consueto spirito ironico il riconoscimento ricevuto nella passata stagione come "Giocatore dell'anno" di Punto Radio.
"Spero quasi di non rivincerlo", ha scherzato. "Quando emergono soprattutto le mie prestazioni significa che probabilmente la squadra sta attraversando delle difficoltà. Preferirei che a conquistare questi premi fosse un attaccante autore di tanti gol o un compagno protagonista di una grande stagione. Io mi considero un giocatore al servizio del gruppo: il mio compito è dare equilibrio, aiutare i compagni e trasmettere quei valori che servono sia nei momenti difficili sia quando le cose vanno bene".
Fonte foto Pisa Sporting Club


