Cantieri senza preavviso e code chilometriche: è bufera sulla chiusura della Statale del Brennero

Cronaca
San Giuliano Terme
Lunedì, 20 Luglio 2026

L'Anas sbarra la strada tra La Figuretta e il capoluogo per due settimane senza concertare i lavori: il sindaco Cecchelli attacca l'ente stradale chiedendo l'immediato senso unico alternato

SAN GIULIANO TERME Strada completamente sbarrata, viabilità paralizzata e automobilisti esasperati fin dalle prime ore del mattino. È un lunedì d'inferno quello vissuto lungo la strada statale 12 dell'Abetone e del Brennero, chiusa improvvisamente al traffico da Anas nel tratto fondamentale compreso tra le località de La Figuretta e il capoluogo termale. L'interdizione della circolazione, necessaria per lo svolgimento di improrogabili lavori di asfaltatura, rischia di trasformarsi in un incubo quotidiano destinato a protrarsi per almeno un paio di settimane. A scatenare la rabbia dei residenti e delle istituzioni locali sono state le modalità operative scelte dal gestore stradale, che ha calato dall'alto la chiusura totale con un'ordinanza emessa soltanto venerdì 17 luglio e una cartellonistica provvisoria giudicata incompleta e ingannevole.

A farsi portavoce del malumore generale è il sindaco di San Giuliano Terme, Matteo Cecchelli, che non ha usato mezzi termini per stigmatizzare l'operato dell'ente di gestione definendola «una decisione scellerata che mette in crisi la viabilità del Lungomonte Pisano». Il primo cittadino ha sottolineato con forza le responsabilità dell'ente nazionale, precisando che «avrebbero potuto lavorare con senso unico alternato, come di regola si fa sulle strade di rilevanza nazionale ma anche regionale e provinciale, invece, hanno deciso inspiegabilmente di chiudere e lavarsene completamente le mani». Una situazione resa ancora più critica dalla concomitante chiusura di via Ulisse Dini a Gello per i cantieri del nuovo acquedotto gestiti da Acque Spa. L'amministrazione si è già attivata formalmente per chiedere un'immediata riorganizzazione delle lavorazioni, ma Cecchelli ha espresso forte preoccupazione per la mancanza di poteri diretti sull'arteria: «Abbiamo scritto ad Anas chiedendo di rivedere l’organizzazione del cantiere e di consentire almeno il traffico a senso unico alternato già da domani, ma come amministrazione comunale non abbiamo poteri di veto o autorizzativi nei tratti al di fuori del centro abitato, ma Anas dipende dal Ministero delle Infrastrutture: se non saranno loro a tornare indietro sulle decisioni prese, ci attendono due settimane di code e disagi, nonostante il lavoro della Polizia Locale per mitigare gli effetti di queste scelte».

In attesa di capire se i vertici di Anas accoglieranno l'appello del Comune, per raggiungere Pisa dal Lungomonte vengono raccomandate alcune direttrici alternative: l'Aurelia per i veicoli in arrivo da Madonna dell'Acqua, la provinciale di San Jacopo per chi proviene da Pontasserchio, via Lenin per il traffico da Pappiana, via dei Condotti da Asciano e la provinciale Vicarese per le auto in transito da Mezzana.

Sulla vicenda sono intervenute anche le forze di minoranza: Un territorio paralizzato, lunghe code e traffico congestionato. È questo lo scenario denunciato da Simone Fabbrini, consigliere comunale di San Giuliano Terme ed esponente di Futuro Nazionale, a seguito della recente chiusura della SS12 del Brennero. Un provvedimento che va a sommarsi alle già critiche situazioni di via di Gello e via di Palazzetto, quest'ultima interdetta per decisione comunale.
Questa situazione ha di fatto compromesso la viabilità, isolando il capoluogo comunale e riversando pesanti disagi ai residenti, pendolari e alle attività commerciali della zona. Dura la presa di posizione del consigliere: «con la chiusura improvvisa della SS12 Brennero da parte di Anas, che si aggiunge ai blocchi già attivi su via di Gello e via di Palazzetto, il nostro territorio è stato letteralmente tagliato fuori dalla circolazione stradale. È inammissibile che i cittadini debbano subire le conseguenze di una simile paralisi senza che siano state previste adeguate alternative».
Fabbrini punta il dito sulla gestione dei tempi e sul coordinamento tra gli enti coinvolti: «ci domandiamo se le tempistiche e le modalità scelte per questi interventi siano state minimamente concordate o se, come appare evidente, sia mancata qualsiasi pianificazione congiunta. Non si possono avviare o mantenere contemporaneamente più cantieri su arterie così importanti senza prevedere l'impatto devastante sulla quotidianità delle persone». Così conclude Fabbrini: «La priorità assoluta deve essere il ripristino di condizioni di viabilità accettabili per il territorio e scongiurare definitivamente situazioni critiche come quella di stamani».


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massimo.corsini