UNIPI, la maggioranza degli studenti è donna, ma per le docenti resta il "soffitto di cristallo"
Pubblicato online il rapporto 2024-2025 dell'Ateneo pisano: benissimo le studentesse per iscrizioni e 110 e lode, ma la presenza femminile crolla nelle carriere accademiche STEM e nei ruoli di vertice
PISA - Una presenza femminile largamente maggioritaria e vincente negli studi, a cui fa però da contraltare una progressiva scomparsa
delle donne nei ruoli apicali della docenza, in particolar modo nel settore scientifico e tecnologico. È la fotografia a chiaroscuri che emerge dal nuovo Bilancio di Genere 2024-2025 dell’Università di Pisa, il documento strategico pubblicato sul portale unipi.it che analizza la popolazione universitaria per monitorare le pari opportunità e indirizzare le politiche dell'Ateneo.
I dati sulla componente studentesca confermano il primato delle donne, che rappresentano il 51,6% della popolazione iscritta. Le studentesse si laureano più spesso in corso e con risultati accademici eccellenti: il 33,18% delle laureate ottiene il 110 e lode, contro il 29,19% dei colleghi maschi. Si registrano inoltre timidi segnali di crescita nelle discipline ICT (Information and Communications Technology), dove la quota rosa sale al 15,40% nelle triennali e al 23,21% nelle magistrali. Nonostante questi primati, persistono forti segregazioni di genere nelle scelte formative: le ragazze continuano a preferire l'area umanistica e sanitaria, mentre ingegneria e informatica restano a netta trazione maschile. Anche dopo il titolo, pur con tassi di occupazione positivi nell'immediato, gli uomini continuano a beneficiare di stipendi e stabilità lavorativa mediamente più elevati.
I problemi maggiori emergono quando si osserva la componente docente e ricercatrice, dove il Bilancio mostra un lieve arretramento rispetto al report precedente. La presenza di professoresse ordinarie si attesta al 25,37%, mentre le associate scendono al 40,85% e le ricercatrici al 48,78%. Il divario diviene ancora più profondo nelle materie STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), dove le docenti e ricercatrici dell'Ateneo pisano si fermano al 30%, un dato nettamente inferiore rispetto alla media nazionale del 36,96%. Al contrario, il personale tecnico, amministrativo e bibliotecario registra un'ampia prevalenza femminile, pari al 61,89%, arrivando a picchi dell'83,33% nel settore bibliotecario e al 50% tra i dirigenti di seconda fascia.
Nonostante le criticità, il documento evidenzia le misure strutturali attivate dall'Ateneo per favorire l'inclusione, tra cui il Gender Equality Plan, le carriere alias, la Consigliera di fiducia e lo Sportello contro la violenza di genere. «Accanto all'analisi dei dati, il Bilancio documenta il percorso compiuto dall'Ateneo per integrare la prospettiva di genere nelle proprie politiche, rendendo la promozione dell'uguaglianza un elemento strutturale», ha commentato Elisabetta Catelani, presidente del Comitato Unico di Garanzia. Sulla stessa linea la delegata del rettore per le politiche d'uguaglianza, Renata Pepicelli, che sottolinea come i dati confermino «la necessità di proseguire con determinazione nel rafforzare le politiche di Ateneo per il raggiungimento degli Obiettivi 5 e 10 dell'Agenda 2030».

