Indice di Sportività 2026, Trapani e Trotta: "Serve una strategia per il futuro dello sport pisano"

Politica
PISA e Provincia
Martedì, 28 Luglio 2026

Il consigliere regionale del Partito Democratico e il docente dell'Università di Pisa commentano i dati del Sole 24 Ore e propongono un Piano dello Sport per valorizzare impianti, società e territorio

L'Indice di Sportività 2026 del Sole 24 Ore diventa lo spunto per una riflessione sul sistema sportivo della provincia di Pisa.

Matteo Trapani, consigliere regionale del Partito Democratico, e Luca Trotta, docente di Scienze Motorie dell'Università di Pisa, analizzano i risultati della classifica e rilanciano la proposta di una programmazione di lungo periodo per rafforzare infrastrutture, attività sportive e collaborazione tra istituzioni, scuola e associazioni.

► LEGGI ANCHE: Indice di Sportività 2026, Pisa al 47esimo posto: eccellenze nella formazione e tra i tecnici

 

Hanno scritto Matteo Trapani, consigliere regionale PD e Luca Trotta, docente Scienze Motorie Unipi.

Il nuovo Indice di Sportività 2026 del Sole 24 Ore offre l’occasione per interrogarsi sul presente e soprattutto sul futuro dello sport pisano. La provincia di Pisa si colloca al 47° posto nazionale, con risultati migliori nel rapporto tra sport e società, 32° posto, e nelle discipline individuali, 39°, mentre scende al 53° posto nella struttura sportiva e al 55° negli sport di squadra.

Numeri che riguardano l’intero territorio provinciale, e non il solo Comune di Pisa, ma che rappresentano una fotografia utile per capire punti di forza e criticità e, soprattutto, per ragionare su cosa costruire nei prossimi anni.

«Il nostro territorio ha grandi potenzialità, ma anche margini di crescita importanti – sottolinea il consigliere regionale Matteo Trapani –. Abbiamo una storia sportiva importante, società che svolgono ogni giorno un lavoro fondamentale, atleti di livello internazionale e un patrimonio di associazionismo prezioso. Dobbiamo avere l’ambizione di mettere maggiormente in relazione queste realtà e costruire una visione dello sport che guardi ai prossimi dieci anni».

Una prospettiva che parte dalle infrastrutture, ma non può limitarsi alla disponibilità degli impianti.

«Un impianto sportivo è un contenitore. È fondamentale che sia moderno, accessibile e adeguato, ma la qualità di un sistema si misura anche da ciò che riusciamo a far accadere dentro quel contenitore», osserva Luca Trotta, docente di Scienze Motorie all’Università di Pisa. «Dobbiamo sapere chi utilizza gli impianti, quanto vengono realmente sfruttati, quali discipline trovano spazio e quali no, quali sono i bisogni delle società e quali fasce della popolazione restano fuori dalla pratica sportiva. Prima di programmare l’offerta dobbiamo conoscere la domanda».

Da qui la proposta di costruire un vero Piano dello Sport, partendo da una mappatura dell’intero ecosistema: impianti pubblici e privati, società, discipline, utilizzo degli spazi, attività scolastica e universitaria, accessibilità, professionalità presenti e bisogni ancora senza risposta.

«Lo sport non può essere considerato un settore isolato – prosegue Trapani –. Significa politiche giovanili, scuola, salute, inclusione, rigenerazione urbana, turismo e sviluppo economico. Pisa ha tutte le caratteristiche per costruire un modello nuovo, mettendo insieme istituzioni, Università, sistema sanitario, associazionismo e realtà sportive».

Sport di squadra: rafforzare la base

Il 55° posto negli sport di squadra invita a guardare oltre le singole realtà di vertice. La forza di un territorio non dipende soltanto dai risultati delle prime squadre, ma dalla solidità della base: settori giovanili, società territoriali, disponibilità degli spazi, qualità tecnica e capacità di contrastare l’abbandono sportivo durante l’adolescenza.

Calcio, basket, pallavolo, rugby, hockey, pallanuoto e le altre discipline possono essere pensati come vere filiere sportive, creando maggiore continuità tra scuola, attività di base, settore giovanile e agonismo.

«Il compito della politica non è dire alle società come lavorare – precisa Trotta –. È creare le condizioni perché possano lavorare meglio, favorire la collaborazione e l’accessibilità degli spazi e costruire continuità tra scuola, sport di base e attività agonistica. Non dobbiamo dirigere lo sport dall’alto, ma creare un ecosistema che gli permetta di crescere».

Le eccellenze ci sono: facciamole diventare sistema

Nelle discipline individuali Pisa raggiunge il 39° posto nazionale, ma il territorio ha dimostrato di saper esprimere eccellenze nella scherma, nel nuoto, nell’atletica e in numerose altre discipline, con atleti e tecnici arrivati ai massimi livelli nazionali e internazionali.

A questo patrimonio si aggiunge una realtà di rilievo nazionale come il Centro di Preparazione Olimpica CONI di Tirrenia, insieme all’Università di Pisa, alle competenze sanitarie e scientifiche e al lavoro quotidiano di società e tecnici.

«Quando un territorio riesce a esprimere atleti e tecnici ai massimi livelli significa che talento e competenze ci sono – sottolinea Trotta –. Quei risultati appartengono prima di tutto agli atleti, agli allenatori, alle famiglie e alle società. La politica deve creare le condizioni affinché queste eccellenze possano essere accompagnate e possano diventare parte di un sistema. Avere sul territorio Università, competenze scientifiche e sanitarie e un Centro di Preparazione Olimpica come Tirrenia è un patrimonio enorme: dobbiamo riuscire a metterlo maggiormente in relazione».

Pisa può costruire proprio su queste caratteristiche una propria identità, collegando sport, ricerca e salute: dalla formazione dei tecnici alla prevenzione, dall’attività motoria per bambini e anziani alla disabilità, fino alla preparazione degli atleti di alto livello.

E poi c’è il territorio: l’Arno, il litorale, San Rossore, il Monte Pisano, una città universitaria e un aeroporto internazionale. Running, ciclismo, canottaggio, nuoto, surf, triathlon e sport outdoor possono diventare parte non soltanto dell’offerta sportiva, ma dell’identità e dell’attrattività di Pisa.

«La sfida non è inseguire una posizione in classifica – conclude Trapani –. È decidere dove vogliamo che Pisa sia tra dieci anni: una città nella quale praticare sport sia più semplice, le società possano crescere e sport, salute, Università e territorio facciano parte di un unico progetto. Le potenzialità ci sono: dobbiamo trasformarle in sistema».

Gli impianti restano indispensabili, ma non possono essere il punto di arrivo. Costruire e riqualificare i contenitori è necessario; costruire ciò che accade dentro e intorno a quei contenitori è la vera sfida per il futuro dello sport pisano.

 

 

 


Visita anche il Podcast di Punto Radio, per riascoltare una trasmissione che ti è piaciuta particolarmente o che ti sei perso.

 

redazione.cascinanotizie