Vertenza Dumarey, FIM-CISL: «Azienda irremovibile, attesa la decisione sulla proposta del Governo»

Economia
PISA e Provincia
Martedì, 28 Luglio 2026

Il segretario provinciale Yari Auli Casucci fa il punto sul vertice romano: le organizzazioni sindacali ribadiscono il no ai licenziamenti e attendono la risposta dell'azienda alla mediazione del Ministero

PISA Resta appeso a un filo il futuro dei 35 lavoratori dello stabilimento Dumarey destinati al licenziamento a partire dal prossimo 31 luglio. A tracciare il bilancio del delicato tavolo di confronto svoltosi lunedì 27 luglio a Roma, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MiMIT), è Yari Auli Casucci, segretario provinciale della FIM-CISL, che ha fatto il punto sulle posizioni emerse e sulle prospettive dell'intricata vertenza.

Nel corso della riunione al Ministero, le parti hanno inizialmente confermato una profonda distanza nelle rispettive posizioni. L'azienda ha infatti ribadito la fermezza della propria intenzione di procedere con le procedure di esubero per le 35 maestranze entro la fine del mese, mentre le organizzazioni sindacali hanno opposto una netta contrarietà, esigendo il ritiro immediato dei provvedimenti e l'avvio di un percorso concreto a tutela dell'occupazione.

A dirottare la trattativa verso una possibile via d'uscita è stato l'intervento diretto dell'esecutivo. Registrata la spaccatura, il Governo ha avanzato una proposta di mediazione per congelare la situazione in atto, rinviando il confronto a un nuovo incontro da calendarizzare subito dopo l'insediamento del nuovo Amministratore Delegato e la presentazione ufficiale di un piano industriale, considerato il passaggio chiave per comprendere le reali prospettive del sito produttivo.

«L’azienda si è riservata di comunicare entro la serata di mercoledì la propria decisione in merito alla proposta avanzata dal Ministero», ha spiegato il segretario della FIM-CISL Yari Auli Casucci. «Le organizzazioni sindacali restano in attesa della risposta dell’azienda, ribadendo che la priorità assoluta rimane la tutela dei posti di lavoro e la salvaguardia del futuro produttivo dello stabilimento». Ore decisive, dunque, per la sorte delle decine di famiglie in attesa di capire se la proprietà accoglierà la moratoria governativa.


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massimo.corsini