Ossicombustore di Peccioli, Macelloni contro Barontini: "Ha idee confuse. Se la Giunta approva, si dimetta"

Politica
PISA e Provincia
Sabato, 8 Agosto 2026

Il sindaco di Peccioli alza i toni nel confronto sull'impianto e chiama direttamente in causa l'assessore regionale all'Ambiente

Si fa sempre più acceso il confronto politico sull'ossicombustore di Peccioli.

Dopo le perplessità espresse dall'assessore regionale all'Ambiente David Barontini, la replica del vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo e l'intervento del gruppo M5S, arriva la dura presa di posizione del sindaco di Peccioli Renzo Macelloni. "Le idee dell'assessore sono molto confuse", afferma il primo cittadino, che invita Barontini a portare la propria contrarietà all'impianto direttamente all'interno della Giunta regionale: "Se la Giunta approverà il progetto, a quel punto all'assessore non resterà che dimettersi".

La nuova replica arriva al termine di alcuni giorni nei quali il progetto di ossidazione termica previsto a Peccioli è diventato uno dei principali terreni di confronto all'interno della maggioranza che governa la Toscana. Barontini aveva espresso "forte perplessità" sull'impianto, sostenendo la necessità di verificare la sua coerenza con il modello regionale di economia circolare e richiamando la mancanza, a suo giudizio, di un consolidato storico di esercizio della tecnologia su analoghe scale industriali per il trattamento dei rifiuti urbani residui.

Parole alle quali aveva replicato Antonio Mazzeo, consigliere regionale Pd e vicepresidente del Consiglio regionale. Mazzeo aveva chiesto di chiarire se quella di Barontini fosse una valutazione personale oppure un nuovo indirizzo dell'intera maggioranza, ricordando il percorso già compiuto con il Piano regionale dell'economia circolare e sottolineando la necessità di evitare messaggi contraddittori.

Successivamente erano intervenuti anche i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Luca Rossi Romanelli e Irene Galletti, schierandosi a sostegno della linea dell'assessore. Per il M5S il Piano sull'economia circolare deve essere maggiormente orientato alla strategia "Rifiuti Zero", mentre il tavolo tecnico convocato da Barontini dovrebbe consentire di approfondire produzione dei rifiuti, fabbisogni impiantistici e possibili alternative.

 


Ha scritto l'assessore regionale all'ambiente David Barontini venerdì 7 agosto.

“La gestione dei rifiuti rappresenta una delle principali sfide ambientali dei prossimi anni e richiede scelte coerenti con la transizione verso un modello di Economia Circolare. Come Movimento 5 Stelle abbiamo sempre sostenuto che la priorità debba essere la prevenzione della produzione dei rifiuti, il riuso, il riciclo e il recupero di materia. Per questo guardo con forte perplessità al progetto dell’ossicombustore di Peccioli”. È quanto dichiara l’assessore regionale all’ambiente David Barontini.

“La questione non riguarda il rispetto del procedimento autorizzativo, che segue il percorso previsto dalla normativa, ma la responsabilità politica di valutare se un impianto di questa natura sia coerente con il modello di gestione dei rifiuti che la Toscana intende costruire nei prossimi decenni. Autorizzare questa infrastruttura significa infatti orientare per molti anni sia il sistema impiantistico regionale che le scelte relative all'Economia Circolare”, prosegue Barontini.

“Il progetto prevede il trattamento fino a 177 mila tonnellate annue di rifiuti solidi e 75 mila tonnellate di percolato attraverso una tecnologia innovativa di ossidazione termica senza fiamma. Pur riconoscendo il lavoro svolto nell’ambito dell’istruttoria tecnica, ritengo che permangano rilevanti elementi di prudenza, perché si tratta di una tecnologia che non presenta alcun consolidato storico di esercizio su analoghe scale industriali nel trattamento dei rifiuti urbani residui. Quando una scelta è destinata a incidere sulla pianificazione regionale per decenni, la cautela non rappresenta un freno all’innovazione, ma un dovere istituzionale”, osserva l’assessore.

“Proprio ieri abbiamo annunciato la costituzione di un tavolo tecnico istituzionale di concertazione sull’Economia Circolare, composto da 15 rappresentanti tra cui ARPAT, ARRR, Università ed enti di ricerca, gestori del servizio rifiuti, associazioni ambientaliste, di categoria, del terzo settore operanti nell’ambito dell’Economia Circolare, consorzi di filiera, sistema camerale e associazioni rappresentative degli enti locali. Il compito di questo organismo sarà quello di costruire, attraverso il confronto tra tutte le competenze coinvolte, una strategia condivisa per rafforzare le politiche regionali di riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata di qualità, riuso, riciclo e recupero di materia, in coerenza con gli indirizzi del programma di governo regionale”, spiega Barontini.

“È proprio all’interno di questo percorso che ritengo debbano essere valutate anche le grandi scelte impiantistiche. Prima di orientare il sistema regionale verso una particolare tecnologia innovativa, ma ancora non pienamente consolidata, è opportuno valutare fino a che punto siano state sviluppate e valorizzate le potenzialità offerte dalla prevenzione, dalla tariffazione puntuale, dal miglioramento della qualità della raccolta differenziata, dal recupero delle materie prime seconde e dall'innovazione nei processi di riciclo”, aggiunge l’assessore.

“Anche il Piano industriale, approvato dall’assemblea dei soci di RetiAmbiente, individua come priorità il rafforzamento dell’autosufficienza impiantistica attraverso il trattamento delle principali frazioni della raccolta differenziata, il recupero di materia e la riduzione del ricorso alla discarica. Ritengo che questa impostazione debba essere ulteriormente rafforzata, privilegiando gli investimenti nelle filiere del riciclo e del recupero di materia, evitando di vincolare il sistema regionale a tecnologie che non hanno ancora una effettiva maturità industriale”, sottolinea Barontini.

“Il futuro della Toscana non può essere solo quello di ricorrere a nuove forme di trattamento del rifiuto residuo, ma di ridurre progressivamente la quantità stessa di rifiuti residui. Questa è la direzione indicata dall’Unione europea e la visione che il Movimento 5 Stelle sostiene da sempre. Questa è la direzione scelta nel programma di governo regionale della XII Legislatura 2025-2030 ed è l’impegno che intendo portare avanti come assessore regionale all’ambiente”, conclude l’assessore Barontini.

 

Ha scritto Antonio Mazzeo, consigliere regionale Pd e vicepresidente del Consiglio regionale venerdì 7 agosto.

“Il tema della gestione dei rifiuti e dell’economia circolare è una questione troppo importante e delicata per essere affrontata attraverso posizioni estemporanee o dichiarazioni individuali non precedute da un confronto politico. Il Piano regionale dell’economia circolare è stato approvato al termine della scorsa legislatura, dopo un lungo percorso di discussione, approfondimento e confronto che ha coinvolto istituzioni, territori e soggetti interessati. Successivamente quel Piano è stato adottato come strumento di riferimento per orientare le scelte della Toscana in materia di gestione dei rifiuti e sostenibilità ambientale”. È quanto dichiara Antonio Mazzeo, consigliere regionale Pd e vicepresidente del Consiglio regionale. 

“Proprio per questo, di fronte alle dichiarazioni dell’assessore Barontini, è necessario fare chiarezza: la posizione espressa è una sua valutazione personale oppure rappresenta l’indirizzo dell’intera maggioranza senza però che ci sia mai stata una sede di discussione al riguardo? – continua Mazzeo - Su un tema strategico come questo non possono esserci messaggi contraddittori né posizioni individuali che mettano in discussione, senza un adeguato confronto, un percorso istituzionale già definito: significherebbe voler fermare percorsi già avviati dalla Giunta Regionale e dal consiglio regionale e io non credo si possa tornare indietro ogni volta che si fa un passo avanti. Ne va della competitività e della dotazione impiantistica della Toscana già in forte ritardo rispetto al Centro Nord e all’Europa”.

 

Ha scritto il gruppo consiliare regionale del Movimento 5 Stelle sabato 8 agosto.

«Che il piano sull'economia circolare sia da rivedere sotto un profilo più orientato alla strategia Rifiuti Zero è un tema su cui a quanto pare non tutti hanno contezza. Guarda caso sono gli stessi più legati al progetto dell'ossicombustore: bene che stia emergendo da che parte stiano gli esponenti politici della maggioranza in consiglio, la chiarezza è sempre un valore aggiunto. La posizione del Movimento 5 Stelle a riguardo è molto ben descritta nel programma di legislatura 2025-2030, nel quale non c’è nessuna ambiguità riguardo alla necessità di perseguire la strategia Rifiuti Zero.

Il tavolo convocato dall'assessore Barontini metterà ulteriormente in chiaro le opzioni alternative al combinato disposto discarica/combustione con cui la Toscana ha gestito finora la questione, con dati reali sulla produzione dei rifiuti per aree e necessità impiantistiche, e toglierà tanti alibi a liberi battitori e a chi ha meno a cuore la salute dell'ambiente e delle persone.

Con il presidente Giani ci siamo già confrontati, si tratta a questo punto di passare dalle prospettive ai programmi, perchè la concretezza resta una priorità che accomuna tutti»: così i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Luca Rossi Romanelli e Irene Galletti.

 

Riporta una nota ANSA di sabato 8 agosto ore 15:48.

L'assessore regionale all'ambiente David Barontini in una lunga nota diffusa ieri, "boccia politicamente il progetto per la realizzazione dell'impianto di ossidazione termica previsto a Peccioli (PISA), perché darebbe certezza per molti anni alla Toscana per lo smaltimento dei rifiuti (tesi curiosa). All'assessore, evidentemente, sembrano troppi: è convinto che dovremmo continuare a discutere permanentemente. Si viene votati per fare le cose, non per le narrazioni in continuo, senza arrivare a una decisione".

Così il sindaco di Peccio Renzo Macelloni.

"Premetto che ho avuto l'opportunità di incontrare l'assessore una volta" aggiunge in una nota, e "in quella circostanza mi espresse le sue perplessità sull'impianto di combustione. Fin qui, nulla di particolare", "la cosa che considero importante e, francamente, sconcertante è invece la proposta che fece: disse di pensare alla sostituzione dell'ossicombustore con la procedura Waste-to-Chemical, cioè con un impianto che trasforma i rifiuti in componenti chimici (costruito possibilmente fuori regione)".

Secondo Macelloni "è esattamente il tipo di progetto che Alia (ora Plures) ha presentato a Empoli e che proprio i Cinque Stelle hanno contestato duramente, contribuendo a far cambiare idea al sindaco: di fatto è stato fermato. A quel punto, per me, fu naturale chiedergli: 'ma chi ti consiglia politicamente, lo sai che questo progetto è già stato bocciato?'. Ed era al tempo solo un'idea progettuale. Invece il progetto dell'ossicombustore di cui stiamo parlando ha terminato positivamente tutte le istruttorie nell'ambito della Conferenza dei servizi. Inoltre, l'impianto non produce rifiuti, lo scarto che ne deriva può essere ulteriormente utilizzato".

Il sindaco osserva che "le idee dell'assessore sono molto confuse, come fa a dare consigli agli altri? Ma comunque, una nota, per quanto lunga, non cambia il ruolo che Barontini ricopre: è assessore di questa Giunta, chiamata ad approvare il progetto licenziato dalla Conferenza dei servizi. Se l'assessore, in quanto responsabile del settore, non è d'accordo con il progetto, non lo faccia approvare dalla giunta. Piuttosto che affidarsi a comunicati stampa contenenti, peraltro, dati non corretti, sarebbe più opportuno assumere una posizione chiara nelle sedi istituzionali. Se la Giunta approverà il progetto, a quel punto all'assessore non resterà che dimettersi". 

La foto dell'impianto è realizzata da IA

 

 


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redazione.cascinanotizie