Terremoti al largo della foce dell’Arno, quattro scosse in poco più di un’ora
La più forte, di magnitudo 3.7, alle 10.57 ed è stata distintamente avvertita anche a Pisa. Poi altri tre eventi fino a mezzogiorno
Continua la sequenza sismica al largo della costa pisana, nella zona della foce dell’Arno. Dopo la lieve scossa registrata nel pomeriggio di lunedì 10 agosto, nella mattinata di mercoledì 12 agosto i sismografi hanno rilevato quattro nuovi eventi nel giro di poco più di un’ora.
La scossa di lunedì, di magnitudo ML 2.2 e con epicentro in mare a pochi chilometri dalla costa, era passata pressoché inosservata. Ben diversa la situazione questa mattina: alle 10.57 è stata registrata una scossa di magnitudo ML 3.7, con una profondità di circa 9 chilometri, distintamente avvertita anche da numerosi cittadini nell’area pisana.
L'evento arriva peraltro dopo le scosse registrate nei giorni scorsi nella zona di San Piero a Grado e del Parco di San Rossore, contribuendo inevitabilmente ad attirare l'attenzione della popolazione su un fenomeno non abituale per questa parte del territorio.
Alla scossa delle 10.57 ne è seguita, appena due minuti più tardi, un’altra di magnitudo ML 2.2, localizzata nella stessa area ma a una profondità maggiore, circa 20 chilometri.
La sequenza è poi proseguita alle 11.44, con un evento di magnitudo ML 2.0 a circa 9 chilometri di profondità, e ancora alle 12.00, quando è stata registrata una quarta scossa, questa volta di magnitudo ML 2.8, con ipocentro a circa 10 chilometri.
Si tratta dunque di quattro terremoti registrati nell'arco di 63 minuti, tutti concentrati in un'area molto ristretta della costa toscana settentrionale.
Eventi di questa magnitudo non sono di per sé particolarmente elevati, ma la loro successione così ravvicinata e il fatto che il più forte sia stato chiaramente percepito hanno inevitabilmente suscitato curiosità e una certa apprensione tra gli abitanti della zona.
Una precisazione può essere utile anche per interpretare correttamente i numeri.
La magnitudo è espressa su una scala logaritmica: ciò significa che le differenze numeriche apparentemente piccole corrispondono in realtà a variazioni considerevoli dell'energia liberata.
Un terremoto di magnitudo 4.0, ad esempio, non libera il doppio dell'energia di uno di magnitudo 2.0, ma circa mille volte tanto. Un aumento di 0,2 punti di magnitudo corrisponde invece, con una certa approssimazione, a un raddoppio dell'energia liberata.
Diverso è il significato della scala Mercalli, che non misura la magnitudo del terremoto ma ne classifica gli effetti osservati sulle persone, sugli edifici e sul territorio.
Nella tabella qui sotto il riepilogo degli eventi registrati al largo della costa pisana a partire da lunedì 10 agosto.


