Peccioli, Macelloni e il “modello” che non esiste: «I problemi non si raccontano, si affrontano»

Cronaca
Peccioli
Mercoledì, 2 Settembre 2026

Il sindaco ospite a Punto Radio: trent'anni di arte contemporanea, il recupero del Bosco dei Frati e una strategia che punta prima di tutto sulla qualità della vita. «Vogliamo raccontare le cose che facciamo»

 

Un piccolo Comune di circa 4.800 abitanti che negli anni è riuscito a costruire una notorietà decisamente più grande delle proprie dimensioni. Arte contemporanea, cultura, innovazione, ambiente: Peccioli è ormai conosciuta ben oltre i confini della provincia di Pisa e anche all'estero

Ma dietro quello che spesso viene definito “modello Peccioli” cosa c'è realmente?

A provare a rispondere è stato il sindaco Renzo Macelloni, ospite della rubrica curata dal giornalista Michele Del Ben all'interno di Mezzogiorno in Punto su Punto Radio.

Macelloni parte da un concetto che accompagna Peccioli ormai da circa trent'anni: utilizzare la cultura, e in particolare l'arte contemporanea, come strumento attraverso il quale leggere e reinterpretare il territorio. Non semplicemente per attirare visitatori, ma per costruire innanzitutto migliori condizioni di vita e di lavoro per chi a Peccioli abita ogni giorno.

È questo, secondo il sindaco, il punto di partenza. Rendere un territorio decentrato accogliente e capace di trattenere i propri cittadini. L'attrattività turistica arriva dopo, quasi come conseguenza naturale di un paese nel quale è piacevole vivere. 

Una filosofia che si ritrova anche nell'ultimo progetto realizzato dall'amministrazione, il recupero del Bosco dei Frati, aperto lo scorso 31 luglio dopo gli interventi di messa in sicurezza e riqualificazione.

Un'area verde praticamente nel centro del paese, rimasta per lungo tempo non accessibile alla comunità e che, senza manutenzione, rischiava di trasformarsi anche in un problema sotto il profilo della sicurezza e degli incendi.

L'amministrazione ha deciso invece di farne un luogo a disposizione dei cittadini, attribuendogli anche una funzione legata ai cambiamenti climatici. In estati caratterizzate da temperature sempre più elevate, spazi verdi e alberati possono infatti diventare piccoli ma preziosi rifugi climatici.

E quello realizzato finora rappresenta soltanto il primo passo. L'obiettivo annunciato da Macelloni è trasformarlo entro la prossima primavera in un “bosco parlante”, pensato anche per i ragazzi e capace di raccontare il rapporto tra l'ambiente naturale e il vicino convento. 

Cultura e iniziativa pubblica si intrecciano inoltre con quella privata. Ne è un esempio il Giardino Sonoro di Ghizzano, nato all'interno di uno storico giardino privato dei primi del Novecento, dove musica di qualità, produzione vinicola e attività turistica contribuiscono ad arricchire l'offerta complessiva del territorio. 

Ma è quando Del Ben gli chiede se esista davvero un “modello Peccioli” che Macelloni sintetizza forse meglio la filosofia amministrativa che rivendica.

Più che un modello, sostiene il sindaco, esiste un modo di ragionare: quando si presenta un problema bisogna provare ad affrontarlo. Raccontare le difficoltà è relativamente semplice; cercare di risolverle significa invece esporsi alle critiche, alle polemiche e anche al rischio di sbagliare.

«Noi vogliamo raccontare le cose che facciamo», è la sintesi utilizzata dal primo cittadino. 

Guardando indietro, tra le scelte considerate più importanti Macelloni indica l'acquisizione dell'area dell'ex Fattoria Gaslini, operazione che nel tempo ha aperto nuove possibilità di sviluppo e messo a disposizione spazi sui quali sono stati realizzati interventi culturali, artistici e urbanistici

E dopo tanti riconoscimenti, Peccioli rischia di sedersi sugli allori?

Macelloni esclude decisamente questa possibilità. La prossima sfida indicata dal sindaco riguarda ancora una volta un tema che ha profondamente segnato la storia recente del Comune: portare avanti e sviluppare ulteriormente l'attività legata ai rifiuti

Arte contemporanea, ambiente, cultura, gestione del territorio e capacità di investimento finiscono così per essere parti di uno stesso progetto.

Forse il “modello Peccioli” esiste davvero, forse no. Ma dalle parole di Macelloni emerge almeno una filosofia piuttosto chiara: un piccolo Comune non è necessariamente condannato ad amministrare l'esistente. Può provare a trasformarlo, purché sia disposto ad assumersi anche la responsabilità delle proprie scelte.

 

 



 

luca.barboni