Santa Maria a Monte, una comunità che balla e riscopre le proprie tradizioni
La sindaca Manuela Del Grande a “Il Punto sui Comuni”: dalla Notte Bianca dei Dj alla 53ª Sagra della Patata Tosca, un'estate per portare persone nel centro storico e valorizzare uno dei prodotti simbolo del territorio
Un borgo medievale che per una sera si trasforma in una grande pista da ballo. E, poche settimane dopo, una delle tradizioni più longeve del territorio che torna a mettere al centro un prodotto semplice, quasi povero, ma diventato nel tempo uno dei simboli di Santa Maria a Monte.
Sono due facce diverse della stessa estate quelle raccontate dalla sindaca Manuela Del Grande, intervistata da Michele Del Ben per Il Punto sui Comuni, all'interno di Mezzogiorno in Punto su Punto Radio.
Da una parte la voglia di sperimentare nuovi linguaggi e attirare soprattutto i più giovani; dall'altra il desiderio di conservare e valorizzare una tradizione che ha superato il mezzo secolo di vita.
Proprio la sera dell'intervista Santa Maria a Monte ospitava “Un borgo che balla – La Notte Bianca dei Dj”, manifestazione nata l'anno precedente quasi come una scommessa e riproposta quest'estate dopo il successo della prima edizione.
L'idea era semplice ma particolarmente adatta alla struttura del centro storico: trasformare piazze, scorci e luoghi simbolici in differenti postazioni musicali, portando il pubblico a muoversi all'interno del borgo e quindi anche a scoprirlo.
Non soltanto musica, peraltro. La manifestazione ha affiancato ai dj set mercatini, danza latino-americana, spazi per i bambini e un servizio navetta per raggiungere il centro storico. Un evento organizzato con la collaborazione della Pro Loco e il patrocinio del Comune, al quale ha partecipato anche Punto Radio.
Ma se la Notte Bianca rappresenta il volto più contemporaneo dell'estate, l'altro grande appuntamento raccontato da Del Grande affonda le proprie radici nella tradizione.
La Sagra della Patata Tosca, arrivata quest'anno alla 53ª edizione, celebra infatti un prodotto strettamente legato al territorio.
La sindaca lo definisce quasi un prodotto “povero”, ma proprio per questo autentico: una patata a pasta gialla coltivata ancora oggi da aziende agricole, contadini e anche semplici privati, apprezzata per le sue caratteristiche e progressivamente conosciuta anche fuori dal Comune.
Intorno alla Patata Tosca si è costruita negli anni una manifestazione che va ben oltre l'aspetto gastronomico.
Volontari e associazioni sono parte essenziale dell'organizzazione, mentre piazza della Vittoria diventa spazio per spettacoli rivolti a generazioni differenti, cercando di mettere insieme musica, comicità e intrattenimento.
È proprio questo intreccio tra tradizione e capacità di rinnovarsi a rappresentare forse l'aspetto più interessante.
Santa Maria a Monte non rinuncia a una festa che appartiene alla propria storia, ma contemporaneamente sperimenta una Notte Bianca dedicata ai dj. Due iniziative apparentemente lontanissime che finiscono però per perseguire lo stesso obiettivo: portare persone nel paese e far vivere gli spazi pubblici.
Perché valorizzare un centro storico non significa soltanto restaurarlo o raccontarne la storia.
Significa anche riempirlo di persone.
E Santa Maria a Monte, durante l'estate appena trascorsa, ha provato a farlo mettendo insieme una consolle e una patata, la musica di oggi e una tradizione lunga più di mezzo secolo.
Due mondi molto diversi, ma entrambi capaci di raccontare una comunità che continua a riconoscersi nei propri luoghi.


