"Le ragazze dell’Abetone", in un volume la storia dimenticata del calcio femminile pisano
Oltre quarant’anni di ricordi, fotografie, risultati e testimonianze raccolti da Luca Barboni con il prezioso contributo degli appunti di Gabriele Cecchi. La pubblicazione sarà distribuita gratuitamente in formato digitale
Tutto era cominciato con cinque articoli pubblicati alcune settimane fa su Cascina Notizie.
Cinque capitoli attraverso i quali avevamo provato a riportare alla luce una storia sportiva pisana tanto affascinante quanto, con il trascorrere degli anni, sempre più esposta al rischio dell’oblio: quella del Pisa calcio femminile.
Ma raccontare soltanto una parte di questa storia, evidentemente, non poteva bastare.
Da quei primi articoli, quasi inevitabilmente, è nato qualcosa di molto più ampio: “Le ragazze dell’Abetone”, un volume digitale che ripercorre quasi vent’anni di calcio femminile pisano attraverso racconti, fotografie, organigrammi societari, rose delle squadre, classifiche, risultati, tabellini e statistiche individuali.
Una pubblicazione di oltre quattrocento pagine che non ha la pretesa di essere un’opera definitiva – perché nella ricerca storica una nuova fotografia, un nome dimenticato o un vecchio ritaglio di giornale possono sempre riaprire una porta – ma che rappresenta certamente la ricostruzione più completa realizzata fino a oggi su questa esperienza sportiva.
Il titolo scelto non poteva che essere “Le ragazze dell’Abetone”. Perché il Campo Abetone non fu soltanto il terreno sul quale tante calciatrici disputarono allenamenti e partite. Fu una casa, un luogo di ritrovo, il punto di riferimento di una piccola comunità sportiva capace di affrontare trasferte, sacrifici e difficoltà economiche per il semplice desiderio di giocare a calcio.
Il racconto prende avvio nei primi anni Ottanta, quando il calcio femminile viveva ancora lontano dai riflettori e doveva conquistarsi ogni spazio con fatica. Attraversa poi stagioni, campionati, cambi di denominazione, promozioni, retrocessioni e trasformazioni societarie, fino ad arrivare ai primi anni Duemila.
Nomi come Pisa Stilmotor, Pisa Fotoamatore, Pisa Calcio Femminile e Pisa ACF segnano epoche diverse di un’unica lunga vicenda. Una storia fatta naturalmente di dirigenti, allenatori e risultati, ma soprattutto di centinaia di ragazze che hanno indossato la maglia nerazzurra quando giocare a calcio, per una donna, significava spesso andare contro abitudini, pregiudizi e incomprensioni.
Alcune di loro arrivarono a Pisa dopo aver già conosciuto palcoscenici importanti; altre cominciarono giovanissime proprio sul terreno dell’Abetone. Alcune rimasero per molte stagioni, altre soltanto pochi mesi. Tutte, però, hanno lasciato almeno una piccola traccia in questa storia.
Luca Barboni iniziò a seguire il calcio femminile e la squadra pisana nel 1985. Da allora ha conservato giornali, fotografie, appunti, classifiche, comunicati, formazioni e tabellini. Materiale raccolto nel corso di oltre quarant’anni e rimasto a lungo custodito in cartelle e raccoglitori personali.
A questo patrimonio si sono aggiunti gli appunti di Gabriele Cecchi, memoria preziosa del calcio femminile pisano, il cui contributo è stato determinante soprattutto per ricostruire organigrammi, passaggi societari e avvenimenti che il tempo aveva reso sempre più difficili da collocare.
Non a caso, sulla copertina, il volume porta la firma “Luca Barboni feat. Gabriele Cecchi”: una formula volutamente poco accademica, ma capace di raccontare bene l’incontro fra due archivi, due memorie e due modi diversi di aver vissuto la stessa avventura.
“Le ragazze dell’Abetone” non è semplicemente un almanacco e non è neppure soltanto un libro di ricordi.
La prima parte accompagna il lettore stagione dopo stagione attraverso un racconto nel quale le vicende sportive si intrecciano con quelle umane e societarie. Emergono gli entusiasmi delle promozioni, le delusioni delle sconfitte, i problemi economici, i cambiamenti ai vertici e le difficoltà di un movimento che, in quegli anni, riceveva un’attenzione infinitamente minore rispetto a quella attuale.
La parte documentaria raccoglie invece rose, dirigenti, tecnici, risultati, classifiche e centinaia di tabellini. Un lavoro particolarmente complesso, perché molti dati hanno dovuto essere recuperati da vecchi ritagli di giornale, fogli manoscritti e documenti non sempre completi.
Un’ampia sezione fotografica restituisce poi un volto alle protagoniste. Immagini di squadra, azioni di gioco, festeggiamenti, articoli dell’epoca e decine di “figurine” accompagnano il racconto, permettendo a molte calciatrici di tornare idealmente sul campo a distanza di tanti anni.
A completare la pubblicazione è stato realizzato anche un riepilogo generale delle presenze e delle reti, costruito attraverso il paziente esame dei tabellini disponibili. Pure in questo caso non tutto è stato recuperabile, ma l’insieme offre una dimensione concreta dell’impegno e della continuità di tante protagoniste.
Nel volume ricorre più volte il nome di Luciano Berretta, figura fondamentale di questa storia. Dirigente appassionato e infaticabile, fu per anni uno dei principali punti di riferimento della società e delle ragazze che ne fecero parte.
Proprio a lui è dedicato il capitolo conclusivo, significativamente intitolato “Il sogno”. Una pagina nella quale l’ingresso del Campo Abetone viene immaginato con una nuova denominazione: “Campo Sportivo Comunale Abetone – Luciano Berretta”.
Per ora è soltanto un’immagine, un desiderio tradotto graficamente. Ma è anche un modo per rilanciare una proposta già avanzata negli articoli pubblicati su Cascina Notizie: intitolare a Luciano Berretta quel campo che rappresentò una parte così importante della sua vita e della storia del calcio femminile pisano.
Sarebbe un riconoscimento semplice, ma ricco di significato. Non soltanto nei confronti di un uomo che dedicò tempo, energie e passione a questa esperienza, ma anche verso tutte le donne che su quel terreno hanno giocato, sofferto, vinto e inseguito i propri sogni.
“Le ragazze dell’Abetone” non sarà pubblicato e commercializzato in forma cartacea. I costi di stampa di un’opera così ampia sarebbero inevitabilmente elevati, soprattutto in rapporto a una platea che, pur appassionata, resta numericamente limitata.
La scelta è stata quindi quella di realizzare un volume in formato PDF da distribuire gratuitamente a ex calciatrici, dirigenti, familiari, appassionati e a tutti coloro che desiderano conoscere questa pagina dello sport pisano.
Non c’è, dunque, alcun obiettivo economico. L’unico intento è quello di salvare e condividere una memoria collettiva prima che fotografie, nomi e ricordi vadano definitivamente dispersi.
Perché la storia dello sport non appartiene soltanto alle grandi squadre, ai campioni celebrati e agli eventi rimasti negli almanacchi ufficiali. Appartiene anche a chi ha giocato davanti a poche decine di spettatori, a chi ha attraversato l’Italia su un pullman, a chi ha lavato le maglie, segnato le formazioni su un quaderno o cercato uno sponsor per riuscire a concludere la stagione.
Appartiene anche – e soprattutto – a quelle ragazze che, più di quarant’anni fa, si ritrovavano su un campo alla periferia di Pisa per fare una cosa che oggi può sembrare normale, ma che allora normale non era affatto: giocare a calcio.
Questa è la loro storia.
La storia delle ragazze dell’Abetone.
Per ricevere gratuitamente il volume in formato digitale, è sufficiente inviare una richiesta a:
luca.barboni@puntoradio.fm


