Aborto farmacologico, in Toscana verso l’assunzione a casa della seconda pillola

Cronaca
PISA e Provincia
Sabato, 26 Settembre 2026

La Regione sta completando l’aggiornamento del protocollo per l’interruzione volontaria di gravidanza

Novità in arrivo in Toscana per l’interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico.

La Regione sta definendo il nuovo protocollo che consentirà, nei casi ritenuti clinicamente idonei, di assumere a casa il misoprostolo, la seconda pillola prevista dal percorso, dopo la somministrazione del primo farmaco in una struttura sanitaria.

 

Ha scritto la Regione Toscana.

E’ in fase di aggiornamento il protocollo toscano per l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico. Il lavoro è quasi compiuto e tra le novità c’è la possibilità di assumere a casa la seconda pillola, il misoprostolo, nei casi clinicamente appropriati e dopo che il primo farmaco è stato somministrato in una struttura sanitaria. Anche la modulistica sarà uniformata, per tutti i territori.

La Regione Toscana ha svolto un ruolo pionieristico nell’organizzazione dell’interruzione volontaria  farmacologica. E’ stata la prima ad avviare il percorso nel 2005, la prima a promuovere il regime di day hospital e, nel 2020, la prima ad attivare il regime ambulatoriale in stretta integrazione con i consultori, anticipando le indicazioni successivamente formulate dall’Istituto superiore di sanità e dal Consiglio superiore di sanità.

L’introduzione della possibilità di assumere a casa il misoprostolo ha richiesto un lavoro articolato e condiviso, conciliando il quadro normativo e amministrativo con le esigenze di appropriatezza, sicurezza clinica e tutela della salute della donna. L’obiettivo è assicurare un percorso che, nel pieno rispetto della legge n. 194/1978, garantisca una presa in carico effettiva e continuativa della donna: dall’accoglienza e ascolto per una scelta consapevole e informata alla valutazione clinica, dalla somministrazione dei farmaci alla disponibilità di un riferimento assistenziale, fino al controllo conclusivo.

“In questo modo – commenta l’assessora alla sanità e alle politiche sociali, Monia Monni - salvaguardiamo tutti i diritti riconosciuti dalla legge e garantiamo le condizioni di sicurezza clinica necessarie lungo l’intero percorso assistenziale”. “Garantire l’effettiva applicazione della legge 194 – aggiunge - significa assicurare alle donne non solo un diritto riconosciuto dall’ordinamento, ma anche servizi accessibili, appropriati, uniformi sul territorio e clinicamente sicuri. La Toscana ha sempre affrontato questo tema con responsabilità, attenzione alla qualità delle cure e rispetto dell’autodeterminazione delle donne". L’assessora ringrazia  il consigliere regionale Iacopo Melio per l'impegno su questo tema.

 

 



 

redazione.cascinanotizie