Biancoforno, sciopero e presidio davanti ai cancelli: Punto Radio ha raccontato in diretta la vertenza
A Fornacette la mobilitazione promossa dalla Flai Cgil. Al centro licenziamento, orari e relazioni sindacali. Punto Radio e Cascina Notizie hanno seguito la mattinata in diretta, raccogliendo le diverse posizioni
Sciopero, presidio e una lunga mattinata di confronto davanti ai cancelli della Biancoforno Spa. Giovedì primo ottobre Punto Radio e Cascina Notizie hanno seguito in diretta da Fornacette la mobilitazione promossa dalla Flai Cgil, con Carlo Palotti ai microfoni e i servizi fotografici di Greta Taylor Corsini.
Al centro della vertenza il licenziamento di un dipendente con circa trent'anni di servizio, l'organizzazione degli orari di lavoro, le condizioni all'interno dello stabilimento e i rapporti tra azienda e organizzazioni sindacali.
Nel corso della diretta Punto Radio ha raccolto le voci dei protagonisti e delle istituzioni, dando spazio anche alle differenti posizioni emerse all'interno dello stabilimento.
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Ad aprire gli interventi è stato Alessandro Gasparri, segretario generale della Cgil di Pisa, che ha ribadito le contestazioni del sindacato sull'applicazione del contratto nazionale, sulla gestione degli orari e sulle relazioni sindacali. Gasparri ha inoltre indicato nel ritiro del licenziamento uno dei punti centrali della mobilitazione.
Ai microfoni di Punto Radio è intervenuto anche Cristiano Alderigi, sindaco di Calcinaia, che il giorno precedente aveva incontrato il presidente di Biancoforno Luca Lami. Alderigi ha spiegato di essersi proposto come garante per favorire un tavolo tra le parti e ha sottolineato l'importanza dell'azienda per il territorio, ricordando i circa 200 posti di lavoro. Sul licenziamento, il sindaco ha precisato di non poter entrare nel merito della sua legittimità, esprimendo però la propria posizione favorevole al reintegro del dipendente.
Presente alla manifestazione anche Giovanni Russo, segretario provinciale del Partito Democratico di Pisa, che ha espresso il sostegno del partito alla mobilitazione e al lavoratore licenziato, richiamando inoltre le questioni relative all'organizzazione del lavoro e dei turni. Russo ha auspicato un ritorno a un clima di collaborazione e a relazioni sindacali regolari.
Durante la trasmissione è arrivata anche la testimonianza di Cinzia Casalini, delegata sindacale Flai Cgil e dipendente Biancoforno, che ha raccontato la propria esperienza lavorativa, soffermandosi in particolare sulla comunicazione quotidiana degli orari attraverso WhatsApp e sulle difficoltà, a suo giudizio, di conciliare tempi di lavoro e vita privata.
Particolarmente netto l'intervento di Giovanni Mininni, segretario generale nazionale della Flai Cgil. Mininni ha contestato l'impostazione delle relazioni sindacali dell'azienda e ha ribadito che, per riaprire il confronto, la Flai considera preliminare il ritiro del licenziamento. Il segretario nazionale ha inoltre annunciato l'intenzione di portare la vicenda Biancoforno all'assemblea generale nazionale della categoria del 5 e 6 ottobre, proponendo che la vertenza assuma formalmente una dimensione nazionale.
Punto Radio ha dato spazio anche alla posizione di Biancoforno. Nel corso della diretta il presidente Luca Lami ha raggiunto Carlo Palotti all'ingresso dello stabilimento. Lami ha riferito che, secondo i dati dell'azienda disponibili in quel momento, l'adesione allo sciopero nel turno del mattino era stata del 4,6%, sostenendo che la contrapposizione tra i lavoratori non giovi all'azienda.
Il presidente di Biancoforno ha confermato la propria disponibilità al confronto con il sindacato, compresa la discussione sul licenziamento, respingendo però la richiesta di ritirare preventivamente il provvedimento come condizione per sedersi al tavolo. "Sono disposto a parlarne", ha ribadito Lami, sostenendo che le questioni debbano essere affrontate attraverso il confronto tra le parti.
La mattinata ha fatto emergere anche una divisione tra gli stessi lavoratori. Un gruppo di dipendenti rimasto all'interno dell'area aziendale ha contestato la mobilitazione della Flai Cgil, esponendo striscioni con le scritte "Noi siamo la Biancoforno" e "Voi non ci rappresentate". Alcuni di loro, intervenuti durante la diretta, hanno espresso la volontà di continuare a lavorare e contestato le modalità della protesta.
Una contrapposizione diventata evidente quando il corteo ha raggiunto il piazzale davanti allo stabilimento. Mininni è intervenuto per invitare i manifestanti a non rispondere alle provocazioni e a mantenere la protesta entro i limiti previsti, ribadendo che la Flai non intende alimentare divisioni tra i lavoratori, anche in presenza di differenti scelte sindacali.
Alla manifestazione hanno partecipato anche esponenti politici e istituzionali. Tra questi Massimiliano Ghimenti, consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, e Anna Piu, segretaria provinciale di Sinistra Italiana Pisa. Ghimenti ha motivato la propria presenza con la volontà di esprimere vicinanza ai lavoratori, precisando di partecipare come consigliere regionale e rappresentante politico e non in rappresentanza della Regione Toscana. Piu ha invece richiamato soprattutto il rischio di una contrapposizione tra dipendenti, sostenendo la necessità di evitare una divisione tra lavoratori. Alla mobilitazione era presente anche l'assessora regionale Alessandra Nardini e l'assessore di Cascina del Movimento Cinque Stelle, Fausto Bosco.
La lunga diretta di Punto Radio e Cascina Notizie ha così documentato in tempo reale una vertenza che resta aperta e che, dopo la mobilitazione del primo ottobre, vede ancora distanti le posizioni della Flai Cgil e della proprietà di Biancoforno.
Da entrambe le parti viene richiamato il confronto, ma restano differenti le condizioni indicate per arrivare a un nuovo tavolo: per il sindacato il ritiro del licenziamento rappresenta il passaggio preliminare, mentre l'azienda sostiene che anche quel provvedimento debba essere discusso nell'ambito del confronto.
REAZIONI POLITICHE
Ha scritto l'assessora regionale Alessandra Nardini.
"Stamani ho iniziato la giornata dove era giusto essere, davanti alla Biancoforno, con le lavoratrici e i lavoratori, aderendo quindi al presidio promosso da FLAI CGIL e CGIL a cui ha partecipato anche la UIL". Lo dichiara l'assessora regionale di Regione Toscana Alessandra Nardini, che prosegue: "Mi ha fatto male ascoltare le parole di Fabio, parole di grandissima dignità di uomo che lavora lì da fine anni '90, che è stato tra i primi a prendere la tessera della CGIL e che, alcuni giorni fa, è stato licenziato. Come mi ha fatto male assistere all'ennesimo tentativo di dividere le lavoratrici e i lavoratori.
Lo voglio dire ribadire al Presidente Lami: non è questa la strada per superare il clima che si è creato. Ha annunciato a mezzo stampa investimenti e ha dichiarato che questi renderanno possibile definire, finalmente, un orario di lavoro, confermando quindi che ad oggi questo non c'è.
Se davvero esiste questa strada, se si vuole unire e non dividere, servono segnali di coerenza: reintegri Fabio. Allora sì che si potrà aprire quel tavolo di confronto con tutte le organizzazioni sindacali, che a mezzo stampa auspica possa realizzarsi.
Si sbaglia se pensa che alle lavoratrici e ai lavoratori che oggi hanno scioperato non interessi il bene dell'azienda. Lo hanno dimostrato in questi anni. Con il loro lavoro hanno contribuito a farla crescere e vogliono continuare a farlo, ma chiedono di vedere riconosciuti i propri diritti ed è sacrosanto.
C'è bisogno di una disponibilità vera al dialogo e alla risoluzione delle tensioni, che non passa certo attraverso i licenziamenti, il mancato rinnovo dei contratti a chi è precario e ha una tessera in tasca e la divisione dei sindacati, delle lavoratrici e dei lavoratori.
Seguo da mesi questa vicenda e ho ascoltato più volte le testimonianze di lavoratrici e lavoratori CGIL, le loro legittime richieste di vedere tutelati i loro diritti, di poter conoscere il loro orario di lavoro non all'ultimo minuto ma, come è giusto che sia, in modo da potersi organizzare la vita anche fuori dal lavoro, in modo da poter prendersi cura della propria famiglia e conciliare tempi di vita e tempi di lavoro. Non chiedono la luna. Chiedono ciò che dovrebbe essere normale.
Fin da subito, ho convintamente aderito alle ragioni di queste rivendicazioni e continuo a farlo, oggi ero lì per testimoniarlo ancora una volta, perché la politica e le istituzioni non possono restare a guardare in silenzio" conclude Nardini.
Ha scritto la segretaria provinciale di Sinistra Italiana Anna Piu.
«Questa mattina davanti alla Biancoforno c’è una scena che mi ha colpita più di tutte e che sembrava uscita dal tardo Ottocento: da una parte i lavoratori in sciopero, dall’altra lavoratori, capi reparto e responsabili schierati contro chi protestava. Persone che ogni giorno stanno dentro lo stesso stabilimento, sulla stessa barca, trasformate quasi in avversari». Lo dichiara Anna Piu, segretaria provinciale di Sinistra Italiana Pisa, presente questa mattina alla manifestazione davanti allo stabilimento Biancoforno.
«È esattamente questo che non deve accadere. Quando il conflitto viene spostato tra lavoratori, quando chi sciopera viene contrapposto a chi resta dentro, si finisce per litigare tra persone che condividono gli stessi problemi e si perde di vista chi tiene il timone e decide l’organizzazione del lavoro. Chi oggi è rimasto dentro non è il nostro nemico. A loro voglio dire: uscite anche voi, fate sentire la vostra voce. Non sarete soli. Condizioni di lavoro migliori si conquistano insieme, non gli uni contro gli altri».
«In questi anni siamo entrati in quella fabbrica, abbiamo incontrato i lavoratori e l’azienda, abbiamo provato a favorire il confronto. Per questo oggi siamo qui e non possiamo fare finta di niente. Quando si parla di lavoro, di diritti e della libertà di organizzarsi e protestare, la politica non può mettersi alla finestra: deve stare dalla parte di chi lavora. Una buona impresa non può esistere senza buon lavoro e nessuno dovrebbe essere costretto a scegliere tra il proprio posto e la propria voce».
Ha scritto il segretario provinciale Pisa del Partito Democratico, Giovanni Russo.
"Questa mattina, a Fornacette, ho partecipato al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori di Biancoforno e della FLAI-CGIL. Quando sono in gioco il rispetto dei diritti, la dignità del lavoro e la qualità delle relazioni sindacali, la politica non può voltarsi dall'altra parte".
Lo dichiara Giovanni Russo, segretario provinciale del Partito Democratico di Pisa.
"Sosteniamo la richiesta sindacale di reintegro immediato del dipendente licenziato. Una vicenda così delicata deve trovare una soluzione attraverso il rispetto delle persone, dei contratti e delle prerogative sindacali".
"Un territorio cresce davvero quando riesce a tenere insieme sviluppo, qualità del lavoro e corrette relazioni industriali. Per questo chiediamo che si riapra subito un confronto serio tra le parti e che si arrivi rapidamente a una soluzione della vertenza. Alle lavoratrici e ai lavoratori va la nostra piena vicinanza".
Ha scritto Diego Petrucci, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana.
"Biancoforno è una realtà che dà lavoro a circa 200 famiglie e che va tutelata e messa nelle condizioni di continuare a crescere, non trasformata nel teatro di uno scontro sindacale. La Cgil ha scelto la strada della contrapposizione, continuando a dire "no" a tutto, invece di concentrarsi su come migliorare concretamente le condizioni in azienda.
E i numeri della manifestazione di oggi sono altrettanto significativi: nonostante la passerella del fronte che va dalla Uil al Pd, passando per M5S e Sinistra italiana, si sono visti circa 100 partecipanti, tra cui appena una dozzina di dipendenti Biancoforno. Una mobilitazione che, nei fatti, non ha raccolto il consenso che la Cgil evidentemente si aspettava. Dall’altra parte, decine di dipendenti dell’azienda si sono presentati ai cancelli con striscioni che dicevano “Voi non ci rappresentate” e “Noi siamo la Biancoforno”.
Non spetta alla politica stabilire chi rappresenti i dipendenti. Ma davanti a questi numeri la Cgil dovrebbe chiedersi se la sua strategia di scontro sia davvero ciò che serve in Biancoforno. L’azienda non può essere ostaggio di logiche strumentali e di una mentalità sindacale vetusta, lontana dagli interessi di chi ne fa parte. Il sindacato faccia il proprio mestiere: confronto serio, ma costruttivo, senza pregiudizi.
Ora la parola passa all’assemblea: saranno i dipendenti, com'è giusto che sia, a decidere sulla proposta". ». Lo dichiara Diego Petrucci, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana e consigliere regionale di Fratelli d’Italia.






