Vertenza BiancoForno: la Flai Cgil risonde a Fai Cisl dopo l'accordo separato nello stabilimento
Tensione a Fornacette tra le sigle sindacali: per la Cgil l'intesa viola il mandato dei lavoratori, sollevando dubbi su "singolari coincidenze" e democrazia aziendale
CALCINAIA — Si accende e si inasprisce la vertenza sindacale allo stabilimento BiancoForno di Fornacette, azienda strategica del
territorio che conta circa 180 dipendenti. Con una nota ufficiale, la Flai Cgil è intervenuta con fermezza nei confronti della Fai Cisl, criticando apertamente la sottoscrizione di un'intesa separata e chiedendo trasparenza a tutela dei lavoratori.
Secondo la ricostruzione della Flai Cgil, il percorso rivendicativo era partito su basi unitarie insieme a Fai Cisl e Uila Uil, approvato dall'assemblea delle maestranze. La scelta della Cisl di proseguire autonomamente fino alla firma ha rappresentato, per la Cgil, un chiaro strappo: «Di fronte alla decisione della FAI CISL di proseguire la trattativa in forma autonoma fino alla sottoscrizione di un'intesa separata, appare evidente come sia stato disatteso il mandato assembleare originario». Sul piano negoziale, la sigla esprime forte perplessità per il testo annunciato, definendolo privo di efficacia per difetto di rappresentatività e criticando una contrattazione sbilanciata sulle sole competenze economiche a scapito delle garanzie normative.
L'attacco del sindacato si estende poi alle relazioni industriali interne e alla gestione dei diritti informativi, richiamando episodi passati e accordi sui controlli a distanza presi all'indomani di pronunce giudiziarie favorevoli alla rimozione degli impianti.
«Rileviamo sul piano delle relazioni industriali una singolare e ricorrente concomitanza temporale: la sigla di intese o avanzamenti sindacali avviene, una prima volta, quando hanno sospeso per un mese una delegata della FLAI, e una seconda volta quando hanno licenziato un iscritto sempre della FLAI» denuncia la Flai Cgil, aggiungendo che in passato gli iscritti alla propria organizzazione e i lavoratori non tesserati sarebbero stati estromessi dalle assemblee aziendali, «prospettando il ricorso all'intervento delle forze dell'ordine».
Per la categoria della Cgil, la tutela dei 180 dipendenti e delle rispettive famiglie passa inevitabilmente dal rispetto delle regole democratiche: «La vera tutela dell'occupazione, dei diritti e della tenuta sociale si costruisce innanzitutto sul rispetto delle regole, sulla democrazia sindacale, sulla trasparenza dei processi negoziali e sul rispetto di tutte le lavoratrici e i lavoratori, senza discriminazioni di appartenenza. La dignità del lavoro e i diritti complessivi della persona non possono essere messi in secondo piano».


