Pisa, corsi di arabo per la Polizia municipale: scontro tra Lega e PD su un progetto di Livorno
Pasqualino contrario all'utilizzo di fondi comunali per la formazione linguistica degli agenti. Bruni replica: "A Pisa nessuno lo ha proposto, la maggioranza si occupi dei problemi reali"
Un progetto di formazione linguistica rivolto alla Polizia municipale di Livorno accende il confronto politico a Pisa.
Il capogruppo della Lega Giovanni Pasqualino esclude il sostegno a eventuali corsi di lingua e cultura araba finanziati dal Comune, chiedendo di concentrare le risorse sulla sicurezza e sul rafforzamento del Corpo.
Critica la posizione il consigliere comunale del Partito Democratico Enrico Bruni, che sottolinea come nessuna iniziativa analoga sia stata proposta a Pisa e invita la maggioranza ad affrontare le criticità organizzative e le carenze di personale della Polizia municipale.
Ha scritto Giovanni Pasqualino, capogruppo Lega Pisa.
La posizione della Lega è chiara, le risorse del Comune devono essere destinate alle priorità dei cittadini, a partire dalla sicurezza, dal presidio del territorio e dal rafforzamento della Polizia Locale. A Pisa non ci saranno finanziamenti comunali per progetti finalizzati all’insegnamento della lingua e della cultura araba agli agenti come strumento ordinario di integrazione.
Lo dichiara Giovanni Pasqualino, capogruppo della Lega in Consiglio comunale a Pisa, intervenendo sul progetto presentato a Livorno e riportato dalla stampa.
«La nostra posizione non mette in discussione la necessità di comunicare efficacemente durante le emergenze, né l'importanza di tutelare la sicurezza delle persone e degli operatori. Quando serve, esistono strumenti adeguati, come l'interpretariato e la mediazione qualificata. Ma una cosa è gestire una necessità concreta, un'altra è trasformare questa esigenza in un progetto formativo ordinario finanziato con risorse pubbliche.
Chi sceglie di vivere in Italia deve essere messo nelle condizioni di imparare la lingua italiana, che rappresenta il primo strumento per integrarsi, lavorare, rispettare le regole e rapportarsi correttamente con le istituzioni. L'integrazione deve fondarsi sulla conoscenza della nostra lingua, sul rispetto dei principi costituzionali e sulla condivisione delle regole della comunità.
A Pisa, come Lega e come forza di maggioranza, riteniamo che le priorità debbano essere altre, più sicurezza sulle strade, contrasto agli illeciti e al degrado, presenza degli agenti sul territorio, mezzi adeguati e formazione operativa. È su questi obiettivi che devono concentrarsi gli investimenti dell'amministrazione.
Non si tratta di alimentare contrapposizioni, ma di stabilire con chiarezza quali siano le priorità nell'impiego dei soldi dei cittadini. Le risorse pubbliche devono servire a migliorare i servizi, rafforzare la sicurezza e promuovere un'integrazione fondata anzitutto sulla conoscenza della lingua italiana. Su questo punto la posizione della Lega a Pisa è netta».
Ha scritto Enrico Bruni, consigliere comunale del Partito Democratico Pisa.
La destra pisana è talmente in tilt che ormai riesce a fare opposizione persino a se stessa. Anzi, è arrivata a inventarsi l'opposizione preventiva.
Oggi il capogruppo della Lega in Consiglio ci delizia con una presa di posizione fondamentale, di quelle che sicuramente gli agenti della Polizia municipale e i cittadini pisani aspettavano da tempo: a Pisa non si devono finanziare corsi di lingua araba per la Polizia municipale.
Peccato, però, che nessuno abbia mai annunciato di voler realizzare questi corsi a Pisa. L'iniziativa, infatti, riguarda il Comune di Livorno, che nella propria autonomia amministrativa ha deciso di intraprendere questa strada per formare il personale della sua Polizia municipale.
Una scelta che si può condividere o meno, della quale possiamo discutere l'utilità e le priorità, ma che riguarda appunto Livorno. Non Pisa.
Il Comune di Pisa non è tenuto a fare la stessa cosa, né risulta che abbia manifestato l'intenzione di farla. Eppure Pasqualino ha sentito l'irrefrenabile necessità di far sapere alla città che, qualora il sindaco Conti decidesse un giorno di seguire l'esempio livornese, lui sarebbe contrario.
Insomma, siamo arrivati al punto che la Lega fa opposizione preventiva alle ipotetiche decisioni di una Giunta della quale è parte della maggioranza.
Eppure, ingenuamente, pensavamo che le necessità della Polizia municipale di Pisa fossero ben altre.
Pensavamo, ad esempio, che fosse più urgente discutere delle carenze di organico, dei carichi di lavoro, dell'organizzazione dei turni, delle condizioni degli spazi di lavoro e delle difficoltà organizzative che da tempo vengono segnalate dal personale e dalle organizzazioni sindacali.
Questioni tutt'altro che inventate. Nella relazione di fine incarico dell'ex comandante Cappellini, secondo quanto riportato pubblicamente, erano emerse criticità legate alla struttura organizzativa del Corpo, alla disponibilità di personale e alla sostenibilità della turnazione. Problemi sui quali sarebbe utile conoscere le proposte della maggioranza.
E invece, di fronte a questi problemi, il capogruppo della Lega decide di dedicare un intervento pubblico a spiegare perché Pisa non debba fare una cosa che nessuno ha proposto di fare. A Pisa servirebbe una discussione seria su come mettere la Polizia municipale nelle condizioni di lavorare meglio, non una polemica su quello che succede a Livorno.



