Sciopero generale, migliaia in corteo a Pisa contro guerra e carovita
Partecipazione significativa alla manifestazione del 30 ottobre, con lavoratori, studenti e organizzazioni politiche e sociali. Il corteo è partito da piazza XX Settembre
Migliaia di persone hanno partecipato nella mattinata di venerdì 30 ottobre alla manifestazione organizzata a Pisa dall'Unione Sindacale di Base (USB), nell'ambito dello sciopero generale nazionale proclamato contro il carovita, le politiche di riarmo e le condizioni economiche e lavorative.
Il corteo, partito da piazza XX Settembre intorno alle 9, ha visto la presenza di lavoratori, studenti e studentesse, insieme a rappresentanti di organizzazioni politiche e realtà sociali del territorio.
Tra i temi principali della protesta figurano la perdita del potere d'acquisto dei salari, l'aumento del costo della vita, la precarietà lavorativa e le difficoltà economiche delle famiglie. USB contesta inoltre le scelte del Governo in materia di spesa militare, chiedendo maggiori investimenti nei servizi pubblici e nelle politiche sociali.
Alla mobilitazione pisana hanno aderito anche Potere al Popolo, Cambiare Rotta, Rete dei Comunisti e No Base, insieme ad altre realtà impegnate nelle iniziative sindacali e studentesche.
La giornata di sciopero ha interessato numerose città della Toscana.
Manifestazioni e presìdi si sono svolti, tra le altre località, a Firenze, Livorno, Massa, Carrara, Siena, Grosseto e Piombino, con iniziative che hanno coinvolto differenti categorie di lavoratori e gruppi studenteschi.
LE REAZIONI DELLA POLITICA
Ha scritto Potere al Popolo a Pisa e provincia.
In diecimila anche a Pisa per il corteo dello sciopero generale di @usb_pisa in una giornata storica di mobilitazione operaia internazionale, con 113 porti bloccati in tutto il mondo contro il traffico di armi e centinaia di piazze oceaniche in tutto il paese!
A Pisa abbiamo lasciato del letame davanti alla sede di ENEL, una delle multinazionali che specula sui costi dell'energia, sfrutta le risorse di gas naturale a largo delle coste di Gaza e fa affari con la compagnia elettrica israeliana IEC dal 2016.
Enel accumula ricavi per oltre 80 miliardi di euro e 4,2 miliardi di utili netti, regalati a speculatori e azionisti.
E noi siamo costretti a pagare non solo i costi del genocidio e dell'aggressione israeliana e statunitense all'Iran, ma anche la speculazione di questa compagnia.
Questo è il nostro regalo per questa multinazionale, e per il governo Meloni, che a fronte delle centinaia di migliaia di persone scese in piazza oggi e questa settimana, per chiedere un'adeguamento dei salari ai costi della vita, più spese sociali e meno fondi per la guerra, di tassare gli extra profitti delle multinazionali, risponde solo con la repressione.
Siamo pronti a costruire una campagna contro il carovita e l'economia di guerra.
Riportiamo in mano pubblica le aziende energetiche nazionali ENEL ed ENI per una riduzione della dipendenza dagli idrocarburi fossili; per contrastare la costruzione di grandi monopoli delle multi-utility e puntare alla ripubblicizzazione di tutti i servizi.
È ora di cambiare tutto e di sfiduciare il governo Meloni di guerra, repressione e carovita, così come le false opposizioni politiche e sindacali!
Costruiamo l'alternativa popolare autonoma e indipendente
GOVERNO MELONI NOI TI SFIDUCIAMO!
Diciamo un chiaro e forte no alla vostra economia di guerra!
Ha scritto la segreteria provinciale della cub.
La cub era in piazza con gli Studenti a Volterra e a Pisa nello spezzone con i Cobas. decine di lavoratori e lavoratrici hanno partecipato al corteo con la Cub, importanti le adesioni nelle cooperative, nel verde di manutencoop, nei servizi alla persona, interi uffici chiusi all'università e al Comune. La partecipazione al corteo è stata significativa, si sono incontrate più generazioni unite dalla opposizione alla Guerra, ai sacrifici imposti ai salari e alle pensioni, all'erosione del potere di acquisto, alla perdita di potere contrattuale., Preoccupa il progressivo definanziamento di sanità e istruzione pubblica per favorire il riarmo. Migliaia di persone nelle piazze a ribadire la loro ferma opposizione ai sacrifici imposti alle classi sociali meno abbienti e alla classe media, per rivendicare più aliquote fiscali e una tassazione progressiva.
Ha scritto il Movimento 5 Stelle della Toscana.
I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Irene Galletti e Luca Rossi Romanelli hanno partecipato alla manifestazione livornese per lo sciopero generale, consegnando a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati, un dossier sull'attività svolta dal gruppo consiliare a sostegno della causa palestinese.
«Abbiamo voluto documentare a Francesca Albanese il lavoro che stiamo conducendo nelle istituzioni toscane, dalla collaborazione con la Hind Rajab Foundation alla mozione contro l'impunità dei crimini internazionali, fino alle iniziative parlamentari sollecitate attraverso Stefania Ascari e alla questione dei progetti agrivoltaici riconducibili alla società israeliana Shikun & Binui, coinvolta nelle attività economiche degli insediamenti nei Territori palestinesi occupati, su cui abbiamo ottenuto un impegno formale del Presidente Giani presso il Governo. Prosegue anche il nostro lavoro sugli appalti etici e sulle responsabilità delle istituzioni rispetto alle imprese coinvolte nell'occupazione. La solidarietà con il popolo palestinese deve trovare riscontro negli atti e nelle competenze che possiamo concretamente esercitare»: così la consigliera Irene Galletti.
Rossi Romanelli era presente già alle sei del mattino al porto di Livorno, per portare la solidarietà del Movimento 5 Stelle ai portuali in sciopero contro il traffico di armi. Presente in piazza anche la coordinatrice provinciale del M5S Francesca Fabbiani.
«Vogliamo che lavoratori e studenti sappiano di averci al loro fianco. Le loro battaglie sono le nostre, nelle piazze come nelle istituzioni. In una fase così difficile per milioni di famiglie, tra salari insufficienti, inflazione e un Governo che investe sulla guerra anziché sui bisogni delle persone, abbiamo scelto di essere a Livorno per testimoniare la nostra vicinanza alla parte sana del paese, che è quella che lavora, che studia e che repinge al mittente il futuro di guerra che ci stanno apparecchiando» dichiarano i consiglieri regionali del M5S Rossi Romanelli e Galletti.
Ha scritto Allenaza Verdi e Sinistra della Toscana.
Firenze, Livorno, Pisa. AVS è scesa in piazza in Toscana anche con i consiglieri regionali Lorenzo Falchi, Diletta Fallani e Massimiliano Ghimenti, che hanno sfilato accanto a studenti, lavoratori e famiglie nelle colorate manifestazioni contro il caro vita, il riarmo e i tagli continui a scuola e università.
Oggi è stato un piacere partecipare a questa bella occasione di lotta collettiva - commentano i consiglieri - ma anche un dovere come rappresentanti di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio Regionale per appoggiare cittadine e cittadini stanchi di un Governo che non si tira indietro nell’aumentare le spese militari ma abbandona intere fasce di italiani, giovani e lavoratori, senza pensare né al presente né tantomeno al futuro.”
“Quelle di oggi - conclude il capogruppo Lorenzo Falchi - sono state manifestazioni bellissime, colorate e pacifiche, che insieme a quelle del 20 novembre continueranno a far sentire sempre più alta la voce di chi si è stancato di questo Governo, delle sue mancanze e dei suoi soprusi”
Ha scritto Cascina Rossa.
Cascina Rossaa era in piazza a #pisa con l' #USB e con tutte le organizzazoni che hanno aderito a questa giornata di lotta internazionale.
Ci sono delle date a cui non si puo' mancare, ed oggi era una di queste.
La politica esiste ancora, le rivendicazioni che hanno senso e che cammino sulle gambe delle persone in carne ed ossa hanno sfilato stamani, in lungo corteo, per le strade della nostra citta'.
Non abbiamo sentito alcun riferimento agli stratagemmi politicisti di deputati e senatori prestati a qualche forza politica gia' presente in Parlamento, nessuno che abbia disquisito con il linguaggio dei politici di professione su cosa convenga o non convenga fare per battere il governo in carica.
La lotta di chi oggi e' andato a manifestare e' molto semplice e diretta: via questa politica che ha fatto del neoliberismo il proprio riferimento, via chi, in questi lunghi e ingloriosi anni, non solo non ha saputo arginare i danni di un sistema basato sulla guerra e sulla miseria dei ceti popolari, ma ha addirittura, col proprio tradimento, favorito l'avvento e l'affermazione di questo sistema criminale.
Non c'e' piu' tempo per i vostri balletti, non c'e' piu' spazio per i vostri giochetti.
Lo diciamo anche a chi, in nome di un falso afflato unitario, guarda con interesse alla giornata storica del 30 ottobre ma continua - al tempo stesso - a prepararsi un posto nel Parlamento futuro.
Basta!
Il vero spirito unitario e il vero fronte antifascista e' quello sceso in piazza in questa giornata memorabile.
Noi ci impegneremo ad unire le lotte e a costruire un "campo" indipendente tanto dal centrodestra quanto dal centrosinistra che rappresenti il comune sentire della gente che lavora, che studia e che vuol tornare a guardare al futuro con speranza e con senso di umanita'.















