Il Liceo Russoli rinasce: 155 anni di storia e una nuova vita per la scuola che ha fatto grande Cascina

Cronaca
Cascina
Sabato, 7 Novembre 2026

Inaugurata ufficialmente la sede storica dopo un intervento di quasi tre milioni di euro. Dalla scuola che formava falegnami e intagliatori ai nuovi linguaggi dell'arte e della comunicazione: una giornata di festa, ricordi e speranze per il futuro

Ci sono edifici che sono molto più di quattro mura, aule e corridoi. Sono luoghi nei quali si è costruita, giorno dopo giorno, la storia di una comunità. E per Cascina la vecchia Scuola d'Arte del legno è certamente uno di questi.

Perché è anche da quelle aule, dai banchi da lavoro, dagli scalpelli e dalle mani di tanti giovani apprendisti che è nata e si è sviluppata quella straordinaria tradizione artigianale che avrebbe fatto conoscere Cascina in tutta Italia come la città del mobile.

Oggi, sabato 7 novembre, la storica sede del Liceo Artistico Franco Russoli è stata ufficialmente inaugurata, dopo un lungo e impegnativo intervento di ristrutturazione che ha restituito alla comunità scolastica una struttura moderna, sicura e funzionale, senza cancellarne la memoria.

Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Provincia di Pisa Massimiliano Angori, il sindaco di Cascina Michelangelo Betti, la dirigente scolastica Gaetana Zobel e numerosi rappresentanti delle istituzioni e della comunità scolastica.

 

 

Una giornata dal significato particolare, perché a tornare idealmente nelle mani della città non è soltanto un edificio scolastico, ma un luogo che custodisce 155 anni di storia dell'istruzione artistica cascinese.

Le origini dell'istituto risalgono al 1871, quando la Società Operaia di Cascina promosse la nascita di una scuola destinata a insegnare il disegno e le arti applicate ai giovani artigiani del territorio.

Era la Scuola del disegno per le arti e per le industrie, un'istituzione nata per rispondere alle esigenze di una realtà produttiva nella quale la lavorazione del legno stava assumendo un'importanza sempre maggiore.

Dopo alcune trasformazioni e un periodo di interruzione delle attività, la scuola riaprì nel 1896 come Scuola del Disegno Industriale, divenne successivamente Regia Scuola e, nel corso del Novecento, consolidò il proprio ruolo nella formazione artistica e artigianale.

Nel 1960 assunse la denominazione di Istituto Statale d'Arte, quella con la quale intere generazioni di cascinesi hanno continuato a conoscerla.

Nel 2008 arrivò l'aggregazione con l'Istituto d'Arte Franco Russoli di Pisa e successivamente la trasformazione nell'attuale liceo artistico. Ma al di là dei cambiamenti di nome e di ordinamento, il legame con la storia di Cascina non si è mai interrotto.

Tra i presenti alla cerimonia c'era anche Claudio Betti, un uomo che la storia di questa scuola non l'ha soltanto conosciuta, ma l'ha vissuta in prima persona.

«Sono arrivato in questa scuola nel 1952, quando avevo appena undici anni – racconta – e ci sono rimasto per cinquant'anni. Sono stato studente, poi professore e infine preside, come si diceva allora».

Una testimonianza preziosa, quella dell'ex dirigente, che ha attraversato dall'interno mezzo secolo di trasformazioni dell'istituto.

«All'epoca preparavamo soprattutto disegnatori e nuovi artigiani del legno. Oggi, invece, la formazione si è allargata a tutti gli indirizzi delle arti applicate, figurative, della progettazione e della moda».

Parole che racchiudono, in poche battute, il passaggio dalla Cascina delle falegnamerie e degli intagliatori a una scuola che continua a insegnare la creatività, ma attraverso strumenti e linguaggi profondamente diversi.

È proprio il legame con la città e con la sua tradizione artigianale a essere sottolineato dal sindaco Michelangelo Betti.

«È stato un lavoro notevole da parte della Provincia. Cascina ha ritrovato il suo polo formativo storico, l'Istituto d'Arte che per oltre un secolo e mezzo ha caratterizzato questo territorio e la vita della nostra città, una delle capitali del mobile in Italia».

Il primo cittadino ricorda anche quanto sia stato lungo il percorso che ha portato alla restituzione della sede storica.

«Ci è voluto un decennio per ritrovare questo edificio. Nel frattempo è stato realizzato anche un secondo polo scolastico, una succursale negli spazi della Città del Teatro. Adesso l'educazione artistica, che tanto ha significato per Cascina, torna ad avere una centralità grazie a questi spazi ritrovati».

Ma il sindaco invita anche a una riflessione più ampia sul valore della formazione artistica.

«Da questa scuola sono usciti falegnami, intagliatori, tappezzieri e designer. In passato aveva numeri diversi, ma la contrazione degli iscritti ha interessato tutta l'istruzione artistica italiana. Ed è un dato sul quale dovremmo riflettere, perché quando andiamo all'estero uno dei motivi per cui il nostro Paese viene apprezzato è proprio l'arte, la moda e l'artigianato di qualità».

Un patrimonio di competenze che il Russoli, secondo il sindaco, può continuare a valorizzare, aggiornandolo alle esigenze del presente.

L'intervento di riqualificazione, realizzato dalla Provincia di Pisa grazie ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ha comportato un investimento complessivo di 2.877.749,76 euro.

I lavori, iniziati nel dicembre 2023 e conclusi nelle loro parti principali nell'estate 2026, hanno interessato la sicurezza sismica, l'adeguamento antincendio, l'efficientamento energetico, il recupero degli ambienti interni e il miglioramento delle dotazioni scolastiche.
Il presidente della Provincia Massimiliano Angori sottolinea come il risultato sia stato possibile grazie a un impegno condiviso.

«La Provincia è riuscita a raggiungere un traguardo importante grazie a un finanziamento prezioso del PNRR, di oltre due milioni e ottocentomila euro. Ma c'è stata anche una grande sinergia con l'impresa, con la struttura tecnica, con l'amministrazione comunale e con tutta la comunità scolastica, che ha saputo affrontare anche i disagi del periodo nel quale i locali non erano disponibili».

Oggi quegli ambienti sono tornati pienamente utilizzabili.

«Abbiamo una scuola completamente ristrutturata, con gli adeguamenti antincendio e sismici, l'efficientamento energetico, i laboratori, una bellissima facciata e una nuova scala di emergenza. È una soddisfazione per la comunità scolastica e per tutta la città di Cascina».
Angori coglie anche l'occasione per rivendicare il ruolo delle amministrazioni provinciali.

«Questo è un modo importante per dire che le Province ci sono, che rappresentano un tassello indispensabile delle nostre istituzioni. E questo risultato lo dimostra. Voglio ringraziare di cuore tutta la struttura tecnica per il lavoro svolto».

Per la dirigente scolastica Gaetana Zobel, quella di oggi è stata soprattutto una grande festa della comunità.

Dopo il ritorno degli studenti nell'edificio all'inizio dell'anno scolastico, la cerimonia istituzionale ha rappresentato un'ulteriore occasione per celebrare la ritrovata sede storica.

«È una festa istituzionale, con la presenza di tanti rappresentanti delle istituzioni provinciali, comunali e regionali, e questo ci fa molto piacere».

Ma come si presenta oggi una scuola che ha alle spalle 155 anni di storia?

«È una scuola che continua a rivolgersi al nostro territorio e ai nostri ragazzi, fortemente radicata nella realtà locale, ma con una grande apertura verso il nuovo e verso l'innovazione».

Attualmente il Liceo Russoli di Cascina conta circa 250 studenti, con numeri in crescita.

«Registriamo un incremento costante, soprattutto per l'interesse verso il nuovo indirizzo audiovisivo e multimediale», spiega la dirigente.
Un segnale incoraggiante per una scuola che, pur conservando le proprie radici, cerca di intercettare le nuove aspirazioni dei giovani.

Tra gli ambienti recuperati figurano la biblioteca, l'aula magna, utilizzabile anche come auditorium, e un laboratorio informatico pensato per accompagnare le nuove esigenze didattiche.

Spazi che testimoniano quanto sia cambiato, nel corso di un secolo e mezzo, il modo di intendere l'istruzione artistica.

Un tempo si imparava soprattutto a lavorare il legno, a disegnare mobili, a realizzare intagli e decorazioni. Oggi, accanto alle discipline artistiche tradizionali, trovano spazio la progettazione digitale, la comunicazione visiva e i linguaggi multimediali.

Eppure, osservando le vecchie fotografie della scuola, con i grandi banchi da falegname allineati nelle aule e gli studenti intenti al proprio lavoro, viene spontaneo pensare che qualcosa non sia poi cambiato così tanto.

Allora come oggi, infatti, il compito di questa scuola è quello di aiutare i ragazzi a trasformare il talento e la creatività in competenze e opportunità per il futuro.

Nel 2021 l'istituto aveva celebrato i suoi primi 150 anni. Cinque anni dopo, questa inaugurazione aggiunge un nuovo capitolo a una storia che continua.

Un tempo, dietro quelle finestre, si imparava a lavorare il legno, a disegnare un mobile, a dare forma a un'idea con uno scalpello.
Oggi si utilizzano anche strumenti digitali, nuove tecniche espressive e linguaggi artistici che gli artigiani di un secolo fa non avrebbero potuto neppure immaginare.

Ma in fondo il principio è rimasto lo stesso.

Imparare a creare qualcosa che prima non esisteva.

Ed è forse questo il più bel legame tra la vecchia Scuola d'Arte del legno e il nuovo Liceo Russoli.

 

 



 

luca.barboni