Ospedalino di Navacchio, il comitato: "Nessuna garanzia sulla continuità del servizio"

Cronaca
Cascina
Sabato, 4 Luglio 2026

Dopo il presidio davanti al Consiglio comunale di Cascina, i promotori della mobilitazione criticano l'amministrazione e chiedono certezze sul rinnovo della convenzione, sulla tutela dei posti letto e dei lavoratori

A poche ore dalla scadenza della convenzione per la gestione dell'Ospedalino di Navacchio, il comitato promotore della mobilitazione esprime preoccupazione per l'assenza di garanzie sulla continuità del servizio.

Al termine del presidio organizzato in occasione dell'ultimo Consiglio comunale di Cascina, una delegazione riferisce di aver incontrato l'assessora Guainai, dalla quale sarebbe emersa l'ipotesi di una prosecuzione dell'attività subordinata a un accordo tra Regione Toscana, Asl e Misericordia.

Il comitato critica inoltre il ruolo dell'amministrazione comunale, chiede il rinnovo della convenzione e sollecita garanzie per il mantenimento dei 26 posti letto e dei 20 posti di lavoro della struttura.

 

Hanno scritto Cascina Rossa e Potere al Popolo.

A poche ore dalla scadenza della convenzione (1° luglio), non c'è nessuna garanzia da parte del Comune di Cascina sulla continuità del servizio dell'Ospedalino di Navacchio. Le istanze delle centinaia di cittadini e cittadine che hanno firmato la petizione popolare sono state di fatto ignorate, lasciando il destino della Casa di Comunità appeso all'incertezza più totale.

È quanto emerso oggi in modo inequivocabile durante il presidio sotto il Consiglio Comunale, nell'incontro che una nostra delegazione ha ottenuto con l'Assessora Guainai.

Un accordo fantasma.
Sulla convenzione in scadenza domani, l'Assessora ha prospettato solamente una vaga "possibile continuità", che è però totalmente vincolata a un accordo tra Regione Toscana, ASL e Misericordia. Un accordo che, come ci è stato confermato oggi, al momento è semplicemente in ipotesi.

Il silenzio del Sindaco Betti: escluso dai tavoli, assente da 40 giorni
A rendere il quadro ancora più inaccettabile è l'atteggiamento del Sindaco.
L'amministrazione ha ammesso che al vertice del 25 maggio tra ASL e Misericordia, Betti non è stato nemmeno invitato, nonostante avesse fatto promesse in campagna elettorale. Se il Sindaco vuole davvero dimostrare interesse per il territorio, deve smetterla di subire passivamente le decisioni altrui e scendere in prima linea a battersi.

Di fatto, da oltre 40 giorni non c'è una sua dichiarazione pubblica su questa vertenza: un silenzio istituzionale gravissimo di fronte al rischio di perdere 26 posti letto e 20 posti di lavoro.

I danni della sanità esternalizzata.
Tutto questo è il drammatico risultato di un sistema che ha appaltato la sanità al "privato sociale", esternalizzando servizi pubblici essenziali al terzo settore, sistema di cui è il Partito Democratico che governa Regione Toscana e Comune con il campo largo il primo attore promotore. Una dinamica strutturale che ci spinge a ribadire la necessità di un percorso di ripubblicizzazione della sanità territoriale, per non lasciare il diritto alla cura in balia di queste incertezze.

Noi non ci rassegniamo a queste rassicurazioni vuote. I cittadini e i lavoratori non possono vivere alla giornata. Per questo domani, 1° luglio, verificheremo di persona e nei fatti l'effettiva continuità del servizio.
Continueremo a batterci finché non verrà rinnovata la convenzione, pretendendo garanzie assolute, immediate e nero su bianco per il mantenimento della struttura, dei 26 posti letto e dei 20 posti di lavoro a rischio.

 

 

 


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redazione.cascinanotizie