Ossicombustore di Peccioli, sette consiglieri comunali chiedono ai Comuni dell'ATO Toscana Costa di opporsi
Dopo il via libera regionale, esponenti di liste civiche e della sinistra chiedono di escludere l'impianto dai piani industriali di RetiAmbiente e di evitare accordi di conferimento a lungo termine
Il via libera della Regione Toscana all'ossicombustore di Peccioli riaccende il confronto politico sul futuro della gestione dei rifiuti nell'ATO Toscana Costa.
Sette consiglieri comunali di Pisa, Livorno, Massa, San Miniato, San Giuliano Terme, Rosignano e Pontedera chiedono alle amministrazioni locali di esprimere la propria contrarietà al progetto, sollecitando l'esclusione dell'impianto dalla programmazione industriale di RetiAmbiente.
I firmatari contestano le dimensioni dell'investimento, stimato in circa 125 milioni di euro, e il rischio che l'impianto condizioni le future politiche di riduzione dei rifiuti.
Chiedono inoltre di evitare accordi di conferimento a lungo termine e annunciano iniziative nei Consigli comunali per riportare la discussione nelle sedi istituzionali e tra i cittadini.
Riporta la nota dei sette consigliere comunali contro l'ossicombustore.
Il via libera della Regione Toscana all’ossicombustore di Peccioli non chiude affatto la discussione. Al contrario, apre una fase nella quale diventa ancora più importante la posizione dei territori e dei Comuni dell’ATO Toscana Costa.
Da anni contestiamo un modello di gestione dei rifiuti che continua a considerare la costruzione di grandi impianti come risposta principale al problema, invece di partire dalla riduzione della produzione dei rifiuti, dal riuso, dalla qualità della raccolta differenziata, dal riciclo e dal recupero di materia.
L’ossicombustore di Peccioli rappresenta pienamente questa contraddizione. Parliamo di un investimento stimato nell’ordine dei 125 milioni di euro, con una capacità richiesta fino a 177 mila tonnellate annue di rifiuti solidi, oltre a ulteriori flussi di percolati, e con una prospettiva di funzionamento pluridecennale.
Un impianto di queste dimensioni Una volta costruito avrà bisogno di essere alimentato e utilizzato nel tempo. Il rischio è quello di costruire oggi una dipendenza impiantistica che finisca per condizionare domani le politiche pubbliche: mentre dovremmo lavorare per produrre sempre meno rifiuto residuo, realizziamo un’infrastruttura il cui equilibrio industriale dipenderà dalla disponibilità di rifiuti da trattare.
Non si tratta di una preoccupazione ideologica. Nel corso dell’iter autorizzativo sono emerse questioni che meritano ben altra prudenza rispetto alla narrazione dell’impianto come soluzione definitiva e sostanzialmente priva di conseguenze. ARPAT ha richiesto approfondimenti e prescrizioni sulle emissioni e sul loro monitoraggio e ha evidenziato elementi di attenzione anche rispetto alle cosiddette “perle vetrose”, materiale prodotto dal processo, escludendone tra l’altro l’utilizzo in forma sciolta.
Restano inoltre questioni economiche tutt’altro che secondarie. Dopo la decisione assunta nel giugno scorso, RetiAmbiente non è entrata nella compagine societaria di Novatosc, ma l’ossicombustore continua a essere contemplato nel suo scenario industriale. E, a fronte di un investimento di tali dimensioni, deve ancora essere chiarito in maniera definitiva e trasparente come verrà finanziata l’opera e quali rapporti economici e di conferimento si determineranno con il sistema pubblico di gestione dei rifiuti.
È precisamente qui che entra in gioco la responsabilità dei nostri territori.
RetiAmbiente appartiene ai Comuni. Non possiamo quindi comportarci come se le sue scelte industriali fossero qualcosa che avviene altrove e sulle quali le amministrazioni locali non abbiano voce. I Comuni soci devono assumersi la responsabilità politica di decidere quale modello di gestione dei rifiuti vogliono costruire nei prossimi decenni.
Per questo chiediamo alle amministrazioni comunali dell’ATO Toscana Costa di assumere una posizione chiara contro la realizzazione dell’ossicombustore di Peccioli e di portarla nelle sedi di ATO e nell’Assemblea dei soci di RetiAmbiente.
Chiediamo che venga confermata la contrarietà a qualsiasi futuro ingresso, diretto o indiretto, di RetiAmbiente in Novatosc e che l’ossicombustore venga stralciato dalla programmazione industriale di RetiAmbiente.
Ma questo da solo non basta. RetiAmbiente può rimanere fuori dalla società che realizzerà l’impianto e contemporaneamente diventarne uno dei principali conferitori. Per questo chiediamo ai Comuni di opporsi anche alla sottoscrizione di accordi o impegni di lungo periodo che garantiscano all’impianto quantitativi predeterminati di rifiuti e finiscano per vincolare le future politiche dell’ATO.
La programmazione deve funzionare esattamente al contrario: prima dobbiamo stabilire quanto rifiuto residuo vogliamo produrre tra dieci o vent’anni, mettendo in campo le politiche necessarie per ridurlo; solo dopo possiamo stabilire quali e quanti impianti siano realmente necessari.
È anche per questo che abbiamo presentato nei Consigli comunaliatti di indirizzo contro il progetto. Le mozioni già presentate e quelle che saranno depositate nelle prossime settimane in altri comuni dell'Ato costa possono diventare parte di una battaglia comune che metta in relazione territori diversi e riporti le decisioni sul futuro dei rifiuti dentro le assemblee elettive e tra la cittadinanza.
Il via libera della Regione non rende l'ossicombustore Peccioli inevitabile.
Adesso devono parlare i territori. E i Comuni dell’ATO Toscana Costa hanno gli strumenti per farlo.
Giulia Contini, capogruppo di Diritti In Comune (Una città in Comune - Rifondazione Comunista) - PISA
Pietro Panciatici, capogruppo di Buongiorno Livorno - LIVORNO
Daniela Bennati, consigliera Polo Progressista e di Sinistra - MASSA
Veronica Bagni, capogruppo di FiloRosso - SAN MINIATO
Nicola Filippi, consigliere di Sinistra Unita per un’altra San Giuliano - SAN GIULIANO TERME
Davide Samuele Franchi, consigliere di Rosignano nel Cuore - ROSIGNANO
Denise Ciampi, consigliera di Pontedera a Sinistra - PONTEDERA
In alto l'immagine dell'ossicombustore di Peccioli creata da Ia.



