Pensioni 2026: crescita moderata in Italia, Toscana più cauta tra luci e ombre provinciali
Dal confronto con il 2025 emergono aumenti contenuti nel numero di assegni ma più marcati negli importi medi. Cala l’invalidità, crescono le pensioni di vecchiaia. Focus su Toscana e province
Dopo aver analizzato ieri l’andamento delle pensioni in Italia negli ultimi vent’anni, l’attenzione si sposta oggi su un confronto più dettagliato e ravvicinato: quello tra il 2026 e il 2025, osservato non solo a livello nazionale, ma anche regionale — con un focus sulla Toscana — e provinciale.
L’obiettivo è duplice: da un lato esaminare l’evoluzione del numero complessivo di pensioni (i cosiddetti certificati), dall’altro analizzare le variazioni dell’importo medio mensile. A rendere ancora più significativa la lettura dei dati è la suddivisione per tipologia di pensione, che consente di cogliere dinamiche molto diverse tra loro.
A livello nazionale, il numero complessivo delle pensioni registra un incremento contenuto ma comunque significativo: +0,55% rispetto al 2025. Un dato che risulta sensibilmente più alto rispetto alla Toscana, dove la crescita si ferma a un più modesto +0,09%.
Il quadro regionale, tuttavia, non è uniforme. In tre province toscane — Firenze, Lucca e Siena — si osserva addirittura una contrazione del numero di pensioni. Il dato più negativo si registra a Siena, con un calo del -0,41%.
Diverso il discorso se si guarda agli importi medi mensili, che mostrano una dinamica più vivace. A livello nazionale l’aumento è pari al +1,68%, mentre la Toscana fa segnare un incremento leggermente superiore, +1,85%.
Anche a livello provinciale l’andamento appare generalmente positivo e piuttosto omogeneo: si va da un incremento del +1,45% a Grosseto fino al +2,13% registrato a Lucca, che rappresenta il valore più alto nella regione.
Entrando nel dettaglio delle singole tipologie di pensione emergono tendenze ancora più nette.
Le pensioni di vecchiaia risultano in crescita ovunque, sia in termini di numero sia di importo medio mensile. A livello nazionale l’aumento è pari al +0,58% per il numero di trattamenti e al +1,95% per l’importo. La Toscana segue lo stesso andamento, seppur con valori leggermente inferiori: +0,45% e +1,91%. Il segno positivo si conferma anche in tutte le province toscane, evidenziando una tendenza strutturale legata all’invecchiamento della popolazione.
Decisamente diversa è la situazione delle pensioni di invalidità, che mostrano una contrazione marcata. In Italia il calo è del -3,85% per il numero di prestazioni e del -1,27% per l’importo medio. La Toscana presenta una flessione ancora più accentuata, rispettivamente -5,77% e -1,83%. A livello provinciale si registrano i valori più critici: Firenze segna la diminuzione più significativa nel numero di pensioni (-7,19%), mentre Lucca evidenzia il calo più consistente negli importi (-3,42%).
Le pensioni ai superstiti mostrano invece una dinamica mista: diminuiscono in modo generalizzato nel numero — sia in Italia che in Toscana e in tutte le province — ma aumentano negli importi medi, segno di un possibile adeguamento degli assegni.
Nel complesso, risultano invece prevalentemente positivi — con poche eccezioni — i dati relativi alle pensioni e agli assegni sociali e all’invalidità civile, che confermano una tendenza di crescita sia nei volumi sia negli importi.
Tutti i dati analizzati sono riportati in forma aggregata nella tabella allegata, che consente una lettura sintetica ma completa delle principali dinamiche.
L’analisi proseguirà nei prossimi giorni con un ulteriore livello di dettaglio: per la provincia di Pisa si scenderà fino all’ambito comunale, offrendo così una fotografia ancora più precisa e capillare del sistema pensionistico sul territorio.
