Pisa crocevia della guerra. Diritti in comune: "Chiudere e riconvertire ad usi civili Camp Darby"
Presidio di fronte all'ingresso della base americana
La richiesta di chiudere la base militare di Camp Darby e di impedire il passaggio di armamenti attraverso le infrastrutture locali è al centro del presidio organizzato venerdì 6 marzo da Una città in comune davanti ai cancelli della base americana.
Diritti in comune critica le scelte del Governo Meloni in materia di politica estera e difesa e sollecita un cambio di rotta, con l’applicazione dell’articolo 11 della Costituzione e l’avvio di iniziative per la riduzione della presenza militare sul territorio.
Ha scritto Diritti in comune.
La risoluzione approvata ieri alla Camera su proposta del Governo Meloni conferma una scelta bellicista e pericolosa che va ripudiata: l’Italia partecipa e rafforza il suo ruolo a fianco degli Stati Uniti e di Israele dopo l’attacco terroristico e criminale contro l’Iran e l’escalation bellica di questi ultimi giorni in cui a morire sono centinaia di cittadine e cittadine inermi in tutto il Medioriente mentre non si arresta il genocidio del popolo palestinese.
Il nostro Paese sostiene così ulteriormente ed attivamente il dispositivo militare della NATO, degli Stati Uniti e di Israele che hanno nuovamente cancellato e calpestato il diritto internazionale, confermando che sono un vero e proprio pericolo per l’umanità. E il Governo Meloni è così pienamente complice della guerra imperialista di Trump e Netanyahu.
Il documento impegna infatti il Governo “a rafforzare le capacità di difesa delle missioni italiane nell’area, anche attraverso il dispiegamento di sistemi di difesa aerea e antimissilistica, e a partecipare allo sforzo comune europeo per la difesa dei Paesi partner da possibili attacchi iraniani”. Allo stesso tempo la risoluzione ribadisce esplicitamente “la piena operatività delle installazioni militari statunitensi presenti sul territorio nazionale nel quadro degli accordi NATO e bilaterali con gli Stati Uniti”. In altre parole il Governo calpesta la nostra Costituzione in questa guerra per gli interessi economici e geopolitici americani ed israeliani.
Queste scelte rappresentano un ulteriore passo nella militarizzazione della politica estera italiana e confermano il ruolo del nostro Paese come piattaforma logistica e militare delle operazioni degli Stati Uniti e Israele nel Mediterraneo e in Medio Oriente.
In questo scenario le basi statunitensi presenti in Italia (9 su tutto il territorio nazionale) assumono un ruolo sempre più centrale e strategico. Tra queste c'è Camp Darby, uno dei principali siti di stoccaggio e smistamento di armamenti dell’esercito statunitense in Europa. Da questa base transitano armamenti destinati ai teatri di guerra in Europa, Medio Oriente e Africa, attraverso il porto di Livorno, le infrastrutture ferroviarie e la rete logistica militare presente sul territorio.
La notizia dell’innalzamento dei livelli di sicurezza e di controllo attorno alla base conferma ciò che denunciamo da anni: la presenza di questa infrastruttura militare espone il nostro territorio alle conseguenze dirette delle tensioni e dei conflitti internazionali.
Quando il Governo sceglie di rafforzare il dispositivo militare nel Mediterraneo e ribadisce la centralità delle basi statunitensi sul nostro territorio, certifica che territori come quello pisano diventino parte integrante della catena logistica della guerra.
Pisa è già oggi uno snodo fondamentale di questo sistema: nel raggio di pochi chilometri si concentrano l’aeroporto militare “Galilei”, la Brigata Paracadutisti Folgore e Camp Darby. La base americana, che doveva essere gradualmente dismessa, è oggi sempre più potenziata. Ciò avviene tramite il rinnovamento della banchina di Tombolo, approvato dal Governo Gentiloni; i lavori per la navigabilità dei canali dei Navicelli, promossi dalla Regione Toscana e dal Comune di Pisa; e l’investimento USA per il ponte girevole per raccordarsi con le ferrovie italiane, i cui lavori hanno bloccato la circolazione civile anche negli scorsi mesi. Tutti questi interventi rendono Camp Darby sempre più centrale nelle strategie coloniali “stelle e strisce”. In più da alcuni anni si parla della costruzione di una mega cittadella militare dei reparti speciali dei carabinieri da mezzo miliardo di euro all'interno del parco naturale di San Rossore, nell'area CISAM a San Piero a Grado, di nuovo vicino a Camp Darby.
Questa concentrazione di infrastrutture militari trasforma progressivamente il nostro territorio in un nodo strategico della proiezione militare della NATO e degli Stati Uniti, aumentando i rischi per la sicurezza delle popolazioni e sottraendo risorse e spazi a usi civili.
Di fronte a questo scenario riteniamo necessario invertire radicalmente la rotta. L’Italia deve applicare fino in fondo l’articolo 11 della Costituzione, ripudiando la guerra e lavorando per la de-escalation e la soluzione diplomatica dei conflitti.
Per questo continuiamo a sostenere con forza una richiesta chiara: la chiusura della base di Camp Darby e la riconversione dell’area ad usi civili, sociali e ambientali, una presa di posizione chiara da parte del comune di Pisa dando la totale indisponibilità all’ utilizzo delle infrastrutture logistiche comunali per usi militari, imponendo così finalmente un piano di sicurezza pubblico per tutelare l’intera cittadinanza.
Riteniamo che bloccare questa enorme macchina di morte sia un dovere. Occorre arrestare questa macchina bellica sempre più forte diventando sabbia nei suoi ingranaggi. Non saremo complici della morte e della distruzione che questi mezzi militari portano nel mondo, e ci opporremo a che il nostro territorio sia trampolino di lancio per portare morte e distruzione con il nostro lavoro nelle istituzioni, ma anche nelle piazze, con i nostri corpi.
Pisa deve essere una città di pace, non un ingranaggio della macchina bellica globale. L’accelerazione di questa tremenda escalation ci impone una grande mobilitazione sociale, per questo motivo parteciperemo e organizzeremo la partecipazione alla grande manifestazione per la pace del 28 marzo a Roma organizzata dalla rete NO KINGS.
L’Italia e Pisa ripudiano la guerra: chiudere Camp Darby, impedire il trasporto di armi sul nostro territorio


