"Pisa ha la TARI più alta d’Italia, ma la città è più sporca e la differenziata non cresce"

Politica
PISA e Provincia
Mercoledì, 4 Febbraio 2026

E' la denuncia di Luigi Sofia di Alleanza Verdi Sinistra e di Andrea Aretini, coordinatoe di Sinistra Italiana a Pisa

Questo il comunicato integrale

I dati pubblicati sulla base dello studio della UIL non lasciano spazio a interpretazioni: Pisa è la città con la TARI più alta d’Italia, con una spesa media di circa 650 euro l’anno a famiglia, un aumento del 59% in cinque anni e un ulteriore +9,39% tra 2024 e 2025, il massimo consentito dalle regole ARERA.

«Non siamo di fronte a un’opinione politica – dichiarano Luigi Sofia, capogruppo di Sinistra Unita per Pisa – AVS, e Andrea Aretini, coordinatore di Sinistra Italiana – ma a una certificazione oggettiva del fallimento delle politiche sui rifiuti portate avanti dalla Giunta Conti. Lo dicono i numeri, lo vivono ogni giorno i cittadini».

Viene così fotografata una realtà ormai evidente: a Pisa si paga sempre di più per un servizio che non migliora. Le tariffe aumentano, il Piano Economico Finanziario supera i 40 milioni di euro, i costi del gestore crescono e vengono scaricati integralmente sulle bollette di famiglie e attività economiche. Gli indicatori ambientali, però, restano fermi.

Si evidenzia come la raccolta differenziata sia sostanzialmente bloccata: dopo anni di estensione del porta a porta, Pisa oscilla intorno al 63–64%, senza passi avanti significativi. Nel 2023 la percentuale era pari al 63,52%, nel 2024 non si registra alcuna svolta strutturale e il 2025 si apre senza segnali di miglioramento.

«Questo è il nodo politico centrale – sottolinea Sofia –: si chiede ai cittadini di pagare di più senza avere una città più pulita. È l’esatto contrario di ciò che dovrebbe accadere».

A rendere il quadro ancora più grave è la percezione diffusa di una città più sporca, con quartieri segnati da cassonetti stracolmi, raccolte irregolari, abbandoni e degrado. Un paradosso evidente: la TARI cresce, ma la qualità del servizio arretra.

«Il problema non è solo quanto si paga – aggiunge Aretini – ma per cosa si paga. Pisa ha la tassa sui rifiuti più cara d’Italia senza essere una città modello né sul piano ambientale né su quello dell’efficienza. Questo dimostra che il sistema non funziona e che le scelte politiche fatte non stanno producendo risultati».

Emerge inoltre un aspetto sociale spesso rimosso: l’impatto regressivo della TARI. Famiglie, pensionati, nuclei monoreddito e piccoli esercenti subiscono aumenti costanti, mentre le agevolazioni vengono progressivamente erose o neutralizzate dagli incrementi tariffari, mentre grandi proprietari e strutture alberghiere continuano a beneficiare di aiuti e agevolazioni significative.

«Il quadro che emerge – concludono Sofia e Aretini – è quello di una città che paga il prezzo di assenza di visione e scelte sbagliate. Pisa è una città complessa, un caso unico in Italia, dove convivono residenti e migliaia di persone che ogni giorno consumano in città perché vi studiano o lavorano. La TARI record non è un incidente, ma il risultato coerente di un modello che scarica i costi sui cittadini senza migliorare il servizio».

Sinistra Unita per Pisa – AVS e Sinistra Italiana chiedono con forza un cambio di rotta radicale: trasparenza sui costi, investimenti veri su impianti e organizzazione, un sistema che premi davvero chi differenzia e una TARI più equa, legata a risultati ambientali concreti e verificabili.

Luigi Sofia
Capogruppo Sinistra Unita per Pisa – AVS

Andrea Aretini
Coordinatore Sinistra Italiana – Pisa 

 

redazione.cascinanotizie