Quando il tennis italiano parlava pisano

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Martedì, 21 Luglio 2026

La storia di Nicla Migliori e del Tennis Club Pisa, quando una ragazza cresciuta all'ombra dell'Arena Garibaldi diventò una delle più grandi campionesse del tennis italiano

C'è stato un tempo in cui, a Pisa, il rumore delle palline da tennis si mescolava a quello del pallone che rimbalzava sul prato dell'Arena Garibaldi.

Bastava attraversare pochi metri. Da una parte il Pisa, con le domeniche di campionato e i tifosi che affluivano allo stadio; dall'altra i campi in terra rossa del Tennis Club Pisa, dove ogni pomeriggio una ragazzina colpiva la palla con una naturalezza che nessuno, allora, poteva immaginare.

Quella ragazza si chiamava Nicla Artigiani.

Il cognome con cui sarebbe passata alla storia, Migliori, sarebbe arrivato più tardi. Ma già allora il tennis era la sua vita.
Erano gli anni del dopoguerra. Pisa stava lentamente tornando alla normalità dopo le ferite del conflitto. Lo sport rappresentava una speranza, un'occasione di rinascita, e attorno all'Arena Garibaldi si ritrovava un'intera città. Il calcio era la grande passione popolare, ma accanto allo stadio cresceva anche un piccolo mondo fatto di racchette di legno, divise bianche e campi in terra battuta.

Fu lì che Nicla imparò a giocare.

La sua famiglia era profondamente legata a quell'ambiente. Il padre lavorava all'Arena e la giovane Nicla trascorreva intere giornate tra lo stadio e il circolo.

Anni dopo il cognome Artigiani sarebbe tornato familiare ai pisani grazie ai nipoti Roberto e Lamberto, popolari conduttori delle televisioni locali negli anni Novanta. Ma allora nessuno pensava alla televisione. Tutto ruotava attorno allo sport.

E quella ragazza minuta, silenziosa e determinata stava costruendo una carriera destinata a entrare nella leggenda.

Tra gli anni Quaranta e Sessanta Nicla Migliori diventò una delle più grandi tenniste italiane di ogni epoca. Vinse il titolo di campionessa italiana assoluta nel 1951 e nel 1955, conquistò una lunga serie di campionati italiani nel doppio e nel doppio misto e rimase ai vertici del tennis nazionale per quasi vent'anni. Un dominio costruito con costanza, talento e una longevità sportiva eccezionale.

Ma la sua storia non è soltanto quella di una straordinaria atleta.

È anche la storia di una città che, forse senza rendersene pienamente conto, fu una delle capitali italiane del tennis.

Dopo aver conquistato tre scudetti con la Virtus Bologna, Nicla tornò a regalare un sogno alla sua Pisa.

Nel 1966 il Tennis Club Pisa, con Nicla Migliori, Silvana Lazzarino e Maria Teresa Riedl, conquistò il campionato italiano a squadre. Dodici mesi più tardi arrivò il bis, ancora con Migliori protagonista.

Due scudetti che rappresentano ancora oggi uno dei più grandi risultati sportivi mai ottenuti da una società pisana.

Quella tradizione non si fermò con lei.

Negli anni Ottanta un'altra campionessa della provincia avrebbe raccolto il testimone: Anna Iualè, vincitrice del titolo italiano assoluto nel 1982 e protagonista di una brillante carriera che l'avrebbe portata a lavorare nei circoli di Pontedera e Ponsacco insieme al maestro Piero Toci, uno dei tecnici più stimati del tennis italiano.

Intanto il movimento continuava a crescere. Pochi chilometri più in là, ai piedi dei Monti Pisani, un piccolo circolo nato quasi per scommessa stava preparando un'altra impresa destinata a entrare nella storia.

Ma questa è un'altra storia.

È la storia del Circolo Tennis Certosa di Calci, capace di vincere tre scudetti e di trasformare un paese di poche migliaia di abitanti in uno dei punti di riferimento del tennis italiano.
 

 

 


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luca.barboni