Ricerca, sì unanime alla mozione per stabilizzare i precari del Cnr
Il Consiglio regionale della Toscana chiede la regolarizzazione dei ricercatori
Via libera unanime dal Consiglio regionale della Toscana alla mozione che chiede la stabilizzazione dei ricercatori precari del Cnr e un rafforzamento strutturale dell’intero sistema della ricerca. Un atto politico condiviso da tutte le forze presenti in aula, che punta a dare risposte concrete a migliaia di lavoratrici e lavoratori impegnati ogni giorno in laboratori, progetti e attività di innovazione.
A sottolineare il valore del provvedimento è Antonio Mazzeo, vicepresidente del Consiglio regionale e firmatario della mozione: «La ricerca pubblica non è un costo, è un’infrastruttura strategica del Paese. E un’infrastruttura fondata sul lavoro precario è un’infrastruttura fragile». Mazzeo richiama i numeri di una condizione ormai strutturale: «In Italia decine di migliaia di ricercatrici e ricercatori tengono in piedi la ricerca ogni giorno. Non sono figure marginali, ma competenze indispensabili: senza di loro la ricerca si fermerebbe».
Una situazione particolarmente evidente anche in Toscana. «Solo nella sede del Cnr di Pisa lavorano circa 400 ricercatori precari, a cui se ne aggiungono 150 a Firenze. Quasi la metà ha già i requisiti per la stabilizzazione, ma senza prospettive concrete», ricorda Mazzeo. A preoccupare è anche la scadenza dei contratti legati al Pnrr: «Parliamo di oltre 300 ricercatori tra Firenze, Pisa e Siena che rischiano l’uscita entro il 2026, con il pericolo di disperdere competenze costruite con risorse pubbliche».
Soddisfazione è stata espressa anche dal consigliere regionale Pd Matteo Trapani, che ha contribuito alla stesura della mozione: «Il sistema della ricerca oggi regge grazie a migliaia di precari che garantiscono continuità scientifica senza alcuna certezza sul futuro. Con questo atto rafforziamo un impegno istituzionale non più rinviabile».
La mozione impegna la Giunta regionale ad aprire un confronto stabile con Governo e Cnr, ad attivare un tavolo regionale con enti di ricerca, università e rappresentanze dei lavoratori e a sostenere accordi e risorse per la continuità occupazionale. «Al Governo chiediamo di ripristinare il fondo della legge Madia o di intervenire in sede di Milleproroghe», spiega Trapani, che conclude: «Non è una battaglia corporativa, ma una scelta di futuro».
A esprimere apprezzamento è anche il consigliere di Alleanza Verdi e Sinistra Massimiliano Ghimenti: «Da mesi raccogliamo la frustrazione di lavoratrici e lavoratori dimenticati dal Governo. È inaccettabile che chi ha tutti i requisiti per essere stabilizzato continui a vivere nel precariato». «Solo tra Pisa e Sesto Fiorentino parliamo di oltre 550 persone – aggiunge – a cui è affidato un pezzo importante dello sviluppo del Paese».
«La mozione approvata oggi – concludono Mazzeo e Trapani – chiede responsabilità politica e istituzionale, risorse strutturali e una visione di lungo periodo. La Toscana si farà portavoce presso il Governo di una richiesta chiara per il futuro della ricerca».

