Rifiuti e tasse: Pisa è il capoluogo più caro d’Italia per la Tari nel 2025

Cronaca
PISA e Provincia
Martedì, 3 Febbraio 2026

Lo dice lo studio Uil sulla Tari nei capoluoghi italiani. Mazzeo (PD): "È l’ennesimo fallimento della giunta Conti che pagano i cittadini pisani". Diritti in comune: "Una vera e propria stangata. Occorre un cambio radicale di sistema"

Pisa risulta il capoluogo italiano con il costo medio più elevato della Tari nel 2025.

È quanto emerge da uno studio della Uil sul carico fiscale della tassa sui rifiuti, basato sui dati delle delibere comunali e riferito a una famiglia tipo di quattro persone in un’abitazione di 80 metri quadrati.

Nel confronto nazionale, Pisa registra una spesa media annua di 650 euro a nucleo, collocandosi in cima alla classifica e confermando le criticità legate ai costi del servizio di gestione dei rifiuti.

Nel 2025 il costo maggiore si registra a Pisa con 650 euro medi l'anno a nucleo; a Brindisi si versano 529 euro. Seguono Pistoia (524 euro); Trapani (521 euro); Genova (518 euro); Barletta (517 euro); Taranto (509 euro); Agrigento (500 euro); Napoli (499 euro); Reggio Calabria (494 euro). Si paga decisamente meno a La Spezia con 180 euro l'anno a nucleo; Novara e Belluno (204 euro); Fermo (205 euro); Brescia (208 euro); Cremona e Trento (217 euro); Ascoli Piceno (218 euro); Vercelli (220 euro); Pordenone (222 euro). Nelle città metropolitane la tassa sui rifiuti pesa per 518 euro all'anno a nucleo a Genova; Napoli (499 euro); Reggio Calabria (494 euro); Catania (483 euro); Bari (435 euro); Cagliari (412 euro); Venezia (385 euro); Palermo (373 euro); Torino (365 euro); Roma (334 euro); Firenze (332 euro); Messina (315 euro); Milano (294 euro); Bologna (236 euro).

Sull'argomento è intervenuto il pomeriggio di martedì 3 febbraio anche Antonio Mazzeo, consigliere regionale del Partito Democratico e vicepresidente del consiglio regionale della toscana.

“I dati UIL diffusi oggi - spiega Mazzeo - parlano chiaro: nel 2025 Pisa ha la TARI più alta d’Italia, 650 euro l’anno a nucleo, contro una media nazionale di 350 euro. Un record negativo che colpisce famiglie e imprese".

"È l’ennesimo fallimento della giunta Conti - insiste Mazzeo - che pagano i cittadini pisani. Dopo 8 anni di destra Pisa è prima in solo due classifiche nazionali: questa e quella per il numero di furti nelle abitazioni. Pisa e i pisani meritano molto di più. Non una città dove si ha paura di uscire e dove imprese e cittadini vedono aumentare i costi e peggiorare la qualità dei servizi”.

 


Ha scritto Diritti in comune.

Anche lo studio redatto dalla Uil sulla Tari conferma ancora una volta quello che avevamo denunciato lo scorso aprile in occasione della approvazione della delibera sugli importi della Tari da parte della maggioranza che sostiene il sindaco Conti, ovvero che eravamo di fronte ad una vera e propria stangata. E i numeri della ricerca fatta dal sindacato confermano Pisa nel 2025 come la città italiana in cui si registra il costo maggiore della tassa sui rifiuti pari a 650 euro medi a nucleo familiare con un aumento del 9.32 per cento rispetto al 2024. Inoltre si conferma l’altra pesantissima tendenza che abbiamo sempre messo in evidenza in tutti questi anni di governo della destra: ovvero un aumento continuo della Tari che nel giro di 5 anni è passata dai 408 euro di costo medio del 2020 ai 519 euro del 2022 fino ai 650 dello scorso anno. E senza che vi sia stato alcun potenziamento del servizio, né sulla raccolta né sullo smaltimento dei rifiuti.

Tutto questo non è assolutamente accettabile. Ci troviamo di fronte ad una situazione di evidente ingiustizia fiscale, per di più senza alcuna trasparenza sui costi che effettivamente si pagano. Da anni ci battiamo per una modifica del sistema di calcolo nazionale della TARI redatto da ARERA, ma non possiamo non mettere in evidenza le responsabilità sempre più pesanti della Giunta Conti e delle sue politiche.

E’ sufficiente al riguardo mettere in evidenza un dato del fallimento delle scelte della destra, quello dell’andamento della raccolta differenziata che è sostanzialmente fermo da anni ad una percentuale assolutamente insufficiente. Nel 2024 la percentuale di differenziata nel nostro comune è stata del 63.52%, addirittura in diminuzione rispetto al 2023 in cui si era raggiunto il 64, 07% e in ancora più forte calo rispetto al 2022: 65.11% e al 2021: 65.78%, ritornando nella sostanza ai livelli di 5 anni, nel 2020, quando era del 63.16%.

Ma non solo. Siamo di fronte ad un circolo vizioso in cui a pagare sono sempre e solo i cittadini e le cittadine: il comune da un lato approva gli aumenti e dall’altro stanzia proprie risorse per agevolazioni nel tentativo di calmierare gli aumenti che ha approvato. Ed anche in merito alle agevolazioni le scelte della Giunta Conti non sono condivisibili visto che buona parte delle risorse nell’ultimo anno  sono state destinate per aumentare, dal 20% al 30%, le agevolazioni per gli alberghi con superficie superiore ai 500 mq: una prebenda per nulla condivisibile, a spese di tutta la cittadinanza, visto che poi nulla si prevede e si fa in termini di agevolazioni per le altre utenze non domestiche a partire dalle piccole attività che vanno sempre più a chiudere a causa delle difficoltà economiche.

Per questo oltre un mese fa abbiamo chiesto in quarta commissione consiliare permanente l’audizione del Sindaco Conti, dell’assessora Gambini (ora Del Rosso) dei vertici dell’Ato Costa, di Retiambiente e Geofor perché vengano a riferire sul Piano economico finanziario per la gestione dei rifiuti relativo al Comune di Pisa per il 2026 che comporterà, se non si interverrà prontamente, un ulteriore rincaro per i cittadini e le cittadine. È questa la richiesta depositata per proseguire la lotta iniziata già in sede di bilancio preventivo contro questo meccanismo infernale di aumenti.

Occorre un cambio radicale di sistema. Serve un vero e proprio piano cittadino per l’economia circolare che riduca la produzione di rifiuti alla fonte, il consumo di materiali, lo spreco di cibo e di acqua per attuare la strategia “rifiuti zero”. Solo una politica coordinata e mirata a livello cittadino, che coinvolga tutti i grandi produttori di rifiuti, che miri alla riduzione alla fonte dei rifiuti e che migliori e renda uniforme la gestione della raccolta differenziata può portare Pisa ad essere finalmente una città virtuosa.

Le questioni ambientali sono questioni serie, riguardano il nostro futuro e la sostenibilità dei nostri stili di vita e richiedono la capacità di gestire sistemi complessi. Ma ancor prima è una questione di scelte politiche: questa amministrazione, ormai l’abbiamo capito, ritiene l’emergenza ambientale una questione ideologica inventata dalla sinistra, ignorando la realtà. Peccato che poi i costi delle scelte sbagliate nella gestione della mobilità, del verde e dei rifiuti si scarichino sui cittadini e sulle cittadine con una riduzione della qualità della vita e un livello di tariffe senza precedenti. 
  
 

 

 


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redazione.cascinanotizie