Carcere Don Bosco, la Polizia Penitenziaria riprende il controllo: 4 arresti per la rivolta della notte
Ripristinata la calma nella prima mattinata di oggi grazie al blitz dei reparti speciali giunti anche da Firenze. Nessun ferito dopo ore di disordini e barricate: si riaccende il faro su sovraffollamento e carenze d'organico
PISA - È rientrata soltanto nella prima mattinata di oggi, giovedì 1° ottobre, la grave situazione di tensione e disordine scoppiata dal tardo
pomeriggio di ieri all'interno del carcere Don Bosco di Pisa. A riportare la situazione alla calma e a riprendere il pieno controllo del braccio giudiziario sono stati gli uomini della Polizia Penitenziaria, intervenuti con determinazione grazie anche al fondamentale supporto dei reparti speciali e dei colleghi giunti tempestivamente da Firenze.
L'operazione di ripristino dell'ordine interno ha portato all'arresto di quattro persone detenute, ritenute responsabili di aver promosso, organizzato e incitato la sommossa. Secondo le informazioni finora rese disponibili dalle autorità, fortunatamente non si registrano persone ferite né tra il personale di custodia né tra la popolazione carceraria, nonostante i concitati momenti di scontro, le barricate erette tra i piani e il lancio di oggetti verificatisi durante le fasi più calde della protesta.
I disordini erano scoppiati intorno alle 18:00 di ieri, quando un gruppo di circa quaranta reclusi appartenenti alla sezione "secondo giudiziario" si era barricato impedendo l'accesso agli agenti. Una protesta clamorosa, giunta persino sui canali social con la trasmissione in diretta streaming degli scontri da parte di un detenuto, che ha tenuto con il fiato sospeso l'intera città per tutta la notte, mentre all'esterno dell'istituto di pena si manteneva alto il presidio delle forze dell'ordine e dei mezzi di soccorso.
L'ennesimo e grave episodio riaccende inevitabilmente e drammaticamente i riflettori sulle condizioni critiche in cui versa la Casa circondariale pisana. Da tempo il Don Bosco si trova ad affrontare le croniche piaghe del grave sovraffollamento delle celle e della severa carenza di personale della Polizia Penitenziaria, elementi che continuano a rendere estremamente complessa e precaria la gestione della sicurezza e della vita quotidiana all'interno della struttura.
I FATTI Serata di altissima tensione e scontro aperto all'interno della Casa circondariale Don Bosco di Pisa. Intorno alle 18:00 di oggi, mercoledì 30 settembre 2026, è scoppiata una violenta rivolta che ha visto coinvolti circa 40 detenuti della sezione "secondo giudiziario", i quali si sono barricati al piano rifiutando di far entrare il personale e dando vita a una fittta sassaiola con lancio di oggetti e acqua verso gli agenti della Polizia Penitenziaria.
I reclusi hanno chiesto un colloquio immediato con la direttrice della struttura e con il comandante della Polizia Penitenziaria per presentare le proprie rivendicazioni. La situazione è apparsa fin da subito criticità al punto da richiedere l'intervento di supporto da parte della Questura di Pisa e l'invio d'urgenza dei reparti speciali della Penitenziaria giunti da Firenze. Fuori dai cancelli della struttura di via Don Bosco si sono radunati diversi automezzi delle forze dell'ordine e dei soccorsi, mentre all'interno gli agenti, equipaggiati con scudi, caschi e manganelli, sono intervenuti in assetto anti-sommossa, facendo ricorso anche al lancio di fumogeni e lacrimogeni per cercare di riprendere il controllo del braccio e sbaragliare le barricate erette tra le inferriate e le scale di collegamento.
A rendere ancora più surreale e senza precedenti il quadro della protesta è stata la trasmissione in tempo reale degli scontri sui social network. Un detenuto di nazionalità albanese ha infatti avviato una diretta streaming su TikTok da una cella, mostrando i momenti concitati della sommossa a circa 15 mila spettatori collegati contemporaneamente. Nel video, oltre alle immagini degli agenti schierati lungo le scale oltre le sbarre, sono stati mostrati alcuni dispositivi elettronici, facendo intendere che la scintilla della rivolta sia scoccata proprio a seguito dei controlli e del sequestro di telefoni cellulari all'interno delle celle. Durante la trasmissione si sono distinti chiaramente attimi di panico e voci che richiedevano l'intervento del personale medico e delle ambulanze.
L'episodio odierno rappresenta l'ennesima ed ennesima spia d'allarme sulle criticità strutturali del penitenziario pisano. Da tempo la Camera Penale di Pisa, le associazioni di volontariato e la Garante dei diritti dei detenuti denunciano le condizioni insostenibili del Don Bosco, gravato da un forte sovraffollamento che conta oltre 300 reclusi — situazione peggiorata di recente anche a seguito della chiusura di una sezione del carcere di Sollicciano e del conseguente trasferimento di detenuti a Pisa — unitamente a gravissime carenze igienico-sanitarie, presenze di cimici nei letti e un numero del tutto insufficiente di docce a disposizione della popolazione carceraria.


