"San Paolo" di e con Dario Marconcini al Teatro Vittoria di cascina di Buti

Eventi e Tempo libero
Buti
Lunedì, 16 Marzo 2026

Un po’ per non morire è il titolo della Stagione Teatrale 2026 dell’Associazione Teatro Buti. il 20 e il 21 marzo, ore 21:15 e il 22 marzo alle ore 17:00, andrà in scena "San Paolo, un viaggio nelle sue letture" 

 

SAN PAOLO 
Un viaggio nelle sue lettere 
di e con Dario Marconcini
Aiuto regia e immagini a cura di Leonardo Greco 
Musiche a cura di Dario Marconcini 
Costumi Giovanna Daddi 
Allestimento e light designer Riccardo Gargiulo 
Tecnica e consolle Cesare Galli 
Produzione Associazione Teatro Buti ETS
 
“- Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? - Chi sei, signore? - Io sono colui che tu perseguiti “Qui, sulla via di Damasco, comincia la grande avventura di Paolo, “afferrato da Cristo”, l’ebreo che fondò il cristianesimo.

“Potrei raccontare di un uomo che è stato rapito al Terzo Cielo. Invece parlerò di un debole: Fondatore della Chiesa”.

“San Paolo è qui oggi in mezzo a noi, è alla nostra società che egli si rivolge; è la società che egli piange e ama, minaccia e perdona, aggredisce e teneramente abbraccia” P.P. Pasolini

Una lettura da Paolo, di questo rivoluzionario instancabile, fondatore di cellule, ripropone sempre di più l’infinita possibilità di forza che l’uomo ha dentro di sé quando è spinto dal voler diffondere e affermare un verbo, un’idea, un progetto in cui crede fino al martirio.

Pensiamo a quest’uomo, solo, che viaggia di paese in paese diffondendo il verbo, da casa in casa, da comunità in comunità, che supera ogni tipo di difficoltà, lui che non ha eserciti, ma solo alcune persone che lo ospitano e che poi saranno diffusori del suo pensiero; e tutto questo, senza violenza, a poco a poco mina e poi distruggerà il più grande impero solo con la forza della parola e della fede.

Quale mistero nascondono le sue lettere se sono state capaci di cambiare il mondo?
Il nostro cercare di trovarvi all’interno un qualche itinerario, sarà sempre inadeguato alla grandezza che questa parola ha avuto e ha ancora sulla nostra società, se c’è ancora qualcuno che vuole ascoltare.

Paolo il tessitore, viaggiatore, l’apostolo, l’avventuriero della fede, predicatore, ora tenero, ora ruvido, ora un pazzo di Dio, ora l’intellettuale lucido, ora il fondatore di comunità…

“Lui, il visionario, capace di aprire tutte le porte, di abbattere tutti i muri, cancellare tutte le differenze tra ebrei e greci, circoncisi e non circoncisi, schiavi e liberi, uomini e donne”.
Paolo viveva la sua fede e rischiava la sua vita: Lui che non esitava a provocare i contemporanei, Lui che ricorreva al paradosso e si spingeva a fare l’elogio della follia per manifestare la potenza del suo Dio, parla più di qualunque altro alla sensibilità del nostro secolo.
La sua parola è come un ferro rovente; che la dice non può non scottarsi le mani.
 

redazione.cascinanotizie