Sanità di frontiera e ricerca d'eccellenza: Monni e Mazzeo in visita a Cisanello
Tappa tra i reparti di avanguardia dell'ospedale pisano, dall'elettrofisiologia alla terapia CAR-T. Il ruolo di Pisa centro di riferimento europeo per le malattie rare
PISA - Visita istituzionale dell'assessora regionale alla sanità e politiche sociali Monia Monni e del vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana Antonio Mazzeo all'Azienda ospedaliero-universitaria pisana. Accompagnati dalla direttrice generale Katia Belvedere, i rappresentanti della Regione hanno visitato da vicino alcune delle principali linee diagnostico-terapeutiche di alta specializzazione che rendono il presidio pisano un punto di riferimento nazionale e internazionale per la cura delle patologie più complesse.
La visita ha preso il via dalle sale dell'elettrofisiologia dell'Unità operativa di Cardiologia 2, dove opera l'équipe di aritmologi interventisti famosa per il cosiddetto «Pisa approach», un metodo pionieristico per l'estrazione e l'impianto di elettrocateteri cardiaci esportato in tutto il mondo. Il percorso è poi proseguito nell'Unità operativa di Radiologia interventistica – dotata di uno dei 7 angiografi di ultima generazione acquisiti grazie ai fondi del PNRR – dove si eseguono procedure ad alta tecnologia come rivascolarizzazioni endovascolari, embolizzazioni e trattamenti di radioembolizzazione oncologica.
Nel corso della mattinata è stato inoltre presentato il progetto CARtoALL, studio multicentrico finanziato da AIFA guidato dall'Ematologia dell'Aoup in partnership con l'Università di Pisa, l'IRCCS di Meldola e l'Ateneo di Bologna, finalizzato a sviluppare la prima terapia genica CAR-T interamente italiana per la cura della leucemia linfoblastica acuta T e dei linfomi periferici a cellule T. Ampio spazio è stato dedicato anche all'attività galenica clinica della Farmacia ospedaliera al Santa Chiara e alla leadership di Pisa nelle European Reference Network (ERN): l'Aoup è infatti centro di coordinamento europeo della rete ERN ReCONNET per le malattie rare del tessuto connettivo e muscoloscheletrico con l'Unità operativa di Reumatologia.
«Questa visita serve per toccare con mano le eccellenze del presidio pisano – ha dichiarato l’assessora Monia Monni –. Stiamo ragionando su come mantenere insieme il sistema sanitario più pubblico d’Italia, con il paziente al centro. Dobbiamo efficientare la rete spingendo sull'innovazione e la tecnologia dove ci sono le eccellenze, e razionalizzare le funzioni duplici per offrire una risposta di altissima qualità a tutti».
Un concetto ribadito dal vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo: «La Regione ha investito centinaia di milioni di euro per trasformare Cisanello in uno dei grandi poli ospedalieri d’Europa. Tra il 2027 e il 2028, quando la nuova struttura sarà pienamente operativa, dovrà contare sulle migliori tecnologie e competenze. Pisa ha tutte le caratteristiche per costruire la sanità del futuro, unendo assistenza, ricerca e università per garantire cure d'eccellenza e rafforzare contemporaneamente la sanità territoriale».
Sulla visita istituzionale di Monni e Mazzeo anche le parole del consigliere di opposizione Diego Petrucci (FdI) «Mi fa piacere apprendere che oggi l’assessore Monni abbia visitato l’ospedale Cisanello. Vorrei sapere se è passata dal Pronto Soccorso. Purtroppo la mia è una domanda soprattutto retorica perché dubito fortemente che lo abbia fatto. Nel caso in cui mi sbagliassi, vorrei sapere dall’assessore quanti pazienti ha trovato in attesa. Per tutta l’estate ho ricevuto segnalazioni riguardo a decine di persone in attesa o in reparto e personale allo stremo. Numeri che parlano da soli e che ci fanno capire quanto sia sotto pressione il reparto e che i cittadini non ricevono un servizio adeguato. È assolutamente corretto e doveroso celebrare le eccellenze tecnologiche e cliniche che l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana sa esprimere, così come lo è valorizzare le professionalità e la ricerca d’avanguardia che rendono il nostro sistema sanitario un punto di riferimento. Tuttavia, la sanità non è fatta soltanto di passerelle per il futuro: esiste un presente fatto di lavoratori in trincea che l’assessore Monia Monni continua a ignorare.
Forse non è passata dal Pronto Soccorso perché i professionisti che ci lavorano aspettano ancora di vedersi erogata completamente l’indennità che spettano loro per legge e per contratto?
A questo si aggiunge la situazione di disagio logistico che pazienti e operatori vivono quotidianamente a causa dei cantieri, a partire dal reparto di Dialisi, da anni relegato in un seminterrato del tutto inadeguato per cittadini costretti a trascorrervi molte ore ogni settimana. L'innovazione tecnologica deve andare di pari passo con la dignità del lavoro e della cura. L'Assessore Monni ci dica chiaramente quando finiranno i disagi e le sofferenze causate dai cantieri e, se intende pagare al personale d'emergenza le indennità che gli sono dovute».



