Scuola e multiculturalismo, scontro politico a Castelfranco di Sotto

Politica
Cuoio
Giovedì, 17 Settembre 2026

Il sindaco Fabio Mini interviene dopo la visita del dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale al "Da Vinci". Il segretario provinciale del PD Giovanni Russo replica e difende il ruolo della scuola pubblica. Piu (SI): "Parole gravi"

Si apre un confronto politico sul ruolo della scuola e sul tema dell’inclusione a Castelfranco di Sotto.

Dopo la visita per l’avvio dell’anno scolastico del dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Luca Simonetti all’Istituto comprensivo "Leonardo Da Vinci", il sindaco e segretario provinciale di Fratelli d'Italia Fabio Mini ha preso posizione distinguendo tra scuola inclusiva e multiculturalismo.

Alle sue dichiarazioni ha replicato Giovanni Russo, segretario provinciale del Partito Democratico, che ha espresso solidarietà a Simonetti e contestato le parole del primo cittadino.

 

Ha scritto Fabio Mini, sindaco di Castelframco di Sotto.

SI ALLA SCUOLA INCLUSIVA. NO ALLA SCUOLA MULTICULTURALE

Il sindaco Fabio Mini torna a parlare di scuola dopo la visita del provveditore agli studi Simonetti all'istituto comprensivo Da Vinci di Castelfranco di Sotto. “Mi ha fatto ovviamente piacere la presenza del provveditore nel nostro comune il primo giorno di scuola, però sono costretto a chiarire alcuni concetti che questa mattina trovo sulla stampa. Noi come amministrazione comunale di centrodestra non siamo d'accordo su questo utilizzo strumentale della scuola per lanciare messaggi politici o ideologici e vogliamo ribadire che pur essendo a favore di una scuola inclusiva, a nostro avviso, l'istruzione non deve diventare il terreno in cui far veicolare alcune idee, appunto dal sapore ideologico. Inclusione è una cosa diversa dal multiculturalismo, quindi per noi va benissimo una scuola con la presenza di ragazzi di origine straniera, ci mancherebbe altro, ma non una scuola multiculturale.

In ogni paese in cui si va si impara la lingua e la cultura del paese che ci ospita, o dove crescono le seconda e terza generazione. Questa idea 'sinistroide' che ogni volta che arriva uno straniero debba essere io a casa mia a dover imparare sua la lingua, la sua cultura, e tutto ciò che ne consegue, non è accettabile, non esiste proprio. Questa logica va cambiata, questo è un gioco che alla fine non è utile a nessuno, in primo luogo agli studenti italiani, ma non aiuta neppure quelli di origine straniera a conoscere il paese dove si trovano, la scuola deve insegnare la lingua e la cultura italiana a tutti senza nessuna distinzione e aggiungo, se si centrasse questo risultato sarebbe già molto”.

 

Ha scritto Giovanni Russo, segretario Partito Democratico provincia di PIsa.

“Le parole del sindaco Mini contro il provveditore Andrea Simonetti sono gravi e meritano una risposta netta. A Simonetti va la nostra piena solidarietà: ha semplicemente ricordato una delle funzioni più alte della scuola pubblica, essere il luogo in cui ragazzi con storie, culture e provenienze diverse imparano a conoscersi e a vivere insieme”.

Lo dichiara Giovanni Russo, segretario provinciale del Partito Democratico di Pisa.

“Definire tutto questo ‘sinistroide’ significa trascinare la scuola dentro una guerra ideologica che non le appartiene. La scuola non deve avere paura della complessità del mondo: deve dare ai ragazzi gli strumenti per comprenderla.

Un rappresentante delle istituzioni deve difendere questo lavoro, non delegittimarlo. Quando si mette sotto accusa chi educa al rispetto e alla conoscenza reciproca non si colpisce una parte politica: si indebolisce la funzione stessa della scuola pubblica. E su questo non possiamo restare in silenzio”.

 

Ha scritto Anna Piu segretaria Sinistra Italiana Pisa.

«Le parole di Fabio Mini sono gravi. Il sindaco di Castelfranco di Sotto, che è anche coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, risponde al dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale bollando come “sinistroide” una riflessione sull’intercultura e sull’inclusione. È un modo di trasformare la scuola in terreno di scontro ideologico proprio mentre si accusa qualcun altro di farlo».

A intervenire è Anna Piu, segretaria provinciale di Sinistra Italiana Pisa, dopo le dichiarazioni del sindaco di Castelfranco di Sotto Fabio Mini successive alla visita di Simonetti all’Istituto comprensivo Da Vinci.

«C’è anche una questione di forma, che qui diventa sostanza. Definire “sinistroide” l’intervento di un dirigente dell’amministrazione scolastica è un linguaggio aggressivo e delegittimante, che trascina il confronto istituzionale sul terreno della propaganda. Da un sindaco ci si aspetta altro.

Nessuno vuole cancellare la lingua o la cultura italiana. È un nemico inventato per poterlo combattere. La realtà è molto più semplice: nelle nostre scuole studiano insieme bambini e ragazzi con storie familiari, cognomi, lingue e origini diverse. Moltissimi sono nati qui. Questa non è un’ideologia “sinistroide”: è l’Italia di oggi.

E poi c’è quella frase, “a casa mia”. È qui che emerge il punto politico. Questa non è casa sua: è casa nostra. È casa di chi ha otto generazioni di famiglia a Castelfranco ed è casa di chi è nato ieri a Pontedera da genitori arrivati da un altro Paese. La Repubblica non distribuisce patenti di appartenenza in base al cognome.

Conoscere una cultura diversa non rende nessuno meno italiano. La scuola pubblica serve anche a questo: a prendere bambini che arrivano da storie diverse e dire loro che dentro quelle mura hanno tutti la stessa dignità.

Si può discutere di come insegnare meglio l’italiano, di quali strumenti dare alle scuole, di come affrontare le disuguaglianze. Ma se davanti a una società che cambia la risposta è continuare a dividere tra “noi” e “loro”, tra chi sarebbe a casa propria e chi dovrebbe sentirsi ospite anche dopo due o tre generazioni, allora il problema non è il multiculturalismo.

Il problema è l’idea di società che si vuole costruire. La scuola pubblica, ogni mattina, fa una cosa molto più semplice e molto più grande: apre il cancello e considera ogni bambino parte della comunità prima ancora di chiedergli da dove vengono i suoi genitori.

Per questo a Simonetti, alle dirigenti e ai dirigenti scolastici, alle insegnanti e agli insegnanti e a tutto il personale della scuola va il nostro sostegno. A chi ogni giorno, lontano dagli slogan e dalle guerre culturali, tiene insieme differenze, fragilità e opportunità e prova a fare della scuola pubblica ciò che deve essere: il luogo in cui nessun bambino è considerato ospite».

 

 



 

redazione.cascinanotizie