Sgombero ai Tre Pini: tra Movimento No Base e Università di Pisa è scontro

Politica
PISA e Provincia
Giovedì, 19 Marzo 2026

Il Movimento No Base accusa l'Università e annuncia nuove iniziative e una mobilitazione per ricostruire il presidio

di Giulia Giuffrida

Oggi, 19 marzo, l’Università di Pisa è intervenuta con una nota a difesa delle accuse sull’area “Tre Pini” dopo lo sgombero del presidio del Movimento No Base.

Il presidio, situato nei pressi del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, era stato allestito dagli attivisti come spazio di mobilitazione contro il progetto di una nuova base militare. L’area, negli scorsi giorni, è stata liberata e le strutture rimosse.

“Bagni, docce, lavabi, tavoli e panche spariti, insieme a tutti gli oggetti e le attrezzature messe a disposizione da solidali. È sparito tutto ciò che è stato costruito con il contributo della collettività e che ha reso un posto prima abbandonato percorribile dalla cittadinanza. In altre parole, un furto. Oltre che un tentativo di mettere i bastoni tra le ruote a chi si batte concretamente per la pace, per l’ambiente, contro le guerre.” 

Così denuncia l'avvenuto sgombero il Movimento No Base. Un'accusa nei confronti dell’Università di Pisa, proprietaria dello spazio tra Pisa e Coltano, chiamata a rispondere dagli attivisti all'accusa di eventuali implicazioni in merito alla militarizzazione dell’area.

Difatti, il duro comunicato di Movimento No Base seguita affermando che l’Ateneo avrebbe scelto di “schierarsi” all’interno di un dibattito che non è solo territoriale, ma che ha configurazioni politiche di ampio respiro, fino a giungere all’accusa di essere parte attiva di un sistema contro la pace:

“L’Università - riporta la nota No Base - si rende disponibile a intralciare il movimento di cittadini, studenti, abitanti del territorio che difendono il parco dalle basi militari e che lottano per la Pace. L’Università di Pisa possiede tutti i terreni adiacenti alle basi militari del nostro territorio: CISAM, Camp Darby e COMFOSE. Finora, ha deciso di tutelare le attività di quelle basi, piuttosto che difendere le sue stesse terre dalla militarizzazione e dal cemento, su cui sorgono anche le sue stesse strutture didattiche come il Centro Avanzi di Agraria o l’Ospedale didattico veterinario. Ma le collaborazioni con la guerra sono anche dirette: l’Ateneo pisano porta avanti ricerche milionarie all’interno di laboratori, come il RASS Lab a Cisanello o il Laboratorio Nazionale di Reti e Tecnologie Fotoniche del CNIT in collaborazione con aziende belliche come Leonardo SpA e Rheinmetall, con la NATO e persino con il CISAM, dove dovrebbe sorgere la nuova base militare”.

Il Movimento No Base annuncia anche nuove iniziative e una mobilitazione per ricostruire il presidio.

D’altra parte, di segno opposto, la replica dell’Università di Pisa, in una nota diffusa la mattina di giovedì 19 marzo, in cui respinge e prende le distanze dall'accuse mosse dai No Base e dai media nelle ultime ore.

L’Ateneo chiarisce che l’area dei Tre Pini è di sua proprietà ed era concessa gratuitamente all’associazione scout CNGEI di Pisa e che quest’ultima avrebbe segnalato effrazioni ed accessi non autorizzati che l’avrebbero portata alla rinuncia della concessione.

Di conseguenza, l’Università di Pisa sottolinea che le operazioni rientrano nella gestione ordinaria del patrimonio e non sarebbero in alcun modo mirate a colpire iniziative di protesta:

“L’Ateneo - riporta la nota - respinge pertanto la rappresentazione secondo cui vi sarebbe stato un intervento diretto volto a colpire iniziative o spazi di mobilitazione, così come riportato in alcune dichiarazioni pubbliche. Le attività intraprese rispondono esclusivamente a esigenze di sicurezza, tutela del patrimonio e gestione responsabile dei beni universitari”.

Pertanto, l’Ateneo respinge l’idea di un intervento con finalità politiche, reindirizzando il significato della propria azione verso esigenze di sicurezza e tutela dei beni.

In foto il presidio No Base davanti al Rettorato Unipi.

 

 

 


Visita anche il Podcast di Punto Radio, per riascoltare una trasmissione che ti è piaciuta particolarmente o che ti sei perso.

 

redazione.cascinanotizie