Simboli nazifascisti a Pisa, l'allarme di Diritti in Comune: «Non è un gioco, colpita la cultura della città»
Denunciato il disegno dietro le svastiche apparse nel centro storico: «Presi di mira luoghi come l’Arsenale e il Cantiere San Bernardo. Basta con la retorica degli estremismi contrapposti»
PISA – Una ferita nel cuore della città che non accenna a rimarginarsi, anzi, si aggrava con nuove segnalazioni. Dopo l'ondata di simboli
nazifascisti che mercoledì scorso ha deturpato il centro storico, il gruppo consiliare Diritti in Comune (Una città in comune-Rifondazione Comunista) riporta l'attenzione del Consiglio Comunale sulla gravità di quanto accaduto, segnalando la comparsa di ulteriori scritte avvenuta proprio nella mattinata di oggi.
Svastiche, croci celtiche e lo slogan “Pisa futurista” hanno imbrattato muri e arredi urbani. Ma, secondo il consigliere Ciccio Auletta, non si tratta di atti vandalici casuali: «Sono stati scelti luoghi che hanno a che fare con la produzione culturale e la memoria della sinistra cittadina, come il Cantiere San Bernardo, il Cinema Arsenale e Piazza Serantini. Segue un disegno preciso che mira alla cultura diffusa che vive nelle strade».
Nella sua comunicazione, Auletta respinge con forza la tesi degli "estremismi contrapposti", definendola offensiva verso la memoria storica del Paese. «Il fascismo ha significato morte, violenza e repressione. Quando si inneggia alla Decima MAS o si usano certi simboli, bisogna prenderli sul serio perché alimentano messaggi che richiamano pagine atroci della nostra storia». Il consigliere ha poi ricordato il ruolo di Pisa nella storia della Resistenza, citando la scoperta del bando di Giorgio Almirante per la fucilazione dei renitenti alla leva.
Un passaggio critico è stato riservato anche alla gestione di Piazza Serantini. Auletta ha fatto notare come gli autori delle scritte abbiano appoggiato mattoni imbrattati senza però toccare il cippo marmoreo: «Hanno avuto più timore loro della memoria di Franco Serantini rispetto alle amministrazioni di centrosinistra e centrodestra che, dal 2012, non hanno ancora trovato il coraggio di attuare l'intitolazione ufficiale della piazza».
Il clima politico resta teso: Diritti in Comune ha rispedito al mittente le accuse di "vittimismo preventivo" mosse dal consigliere Ciavarrella (Futuro Nazionale), definendo l'espressione inquietante e invitando tutto il Consiglio a una riflessione profonda sulla sicurezza democratica della città. La comunicazione si è conclusa con un forte appello internazionale: un pensiero di solidarietà è andato ad Antonella Bundu e Dario Salvetti, attivisti della "Freedom Flotilla" attualmente bloccati dalle autorità israeliane, legando la lotta antifascista locale alla mobilitazione per la liberazione della Palestina.

