Sindacati unitari, sciopero regionale dell'industria il 9 luglio
L'industria manifatturiera toscana sta soffrendo un periodo di crisi con migliaia di lavoratori e lavoratrici coinvolti, CGIl, CISL e UIL hanno per questo indetto uno sciopero regionale dell'industria manifatturiera per il 9 luglio
Questo il comunicato stampa
La Toscana sta vivendo una delle fasi più difficili degli ultimi anni per il proprio sistema industriale e manifatturiero. Al netto del buon andamento di alcuni comparti (come farmaceutico e metalli preziosi) una parte fondamentale dell'economia regionale è entrata in una fase di forte sofferenza che coinvolge migliaia di lavoratrici e lavoratori, centinaia di imprese e interi distretti produttivi.
La crisi della moda, della pelle, del tessile, della meccanica e della componentistica automotive sta colpendo duramente territori che rappresentano da decenni il cuore produttivo della Toscana.
Dai distretti del lusso alle aree manifatturiere tradizionali, si moltiplicano le riduzioni dei volumi produttivi, le sospensioni dal lavoro, il ricorso agli ammortizzatori sociali, i mancati rinnovi dei contratti a termine e le chiusure aziendali.
La situazione è particolarmente preoccupante nella filiera della moda. Analogamente, nelle filiere della meccanica e dell’automotive la riduzione dei volumi produttivi e l’incertezza degli investimenti stanno mettendo a rischio competenze altamente specializzate e produzioni strategiche per il sistema industriale regionale. La Toscana ospita importanti realtà della componentistica legata sia al settore automobilistico sia al settore motociclistico, comparti che oggi necessitano di politiche industriali capaci di accompagnare la transizione tecnologica senza disperdere occupazione e capacità produttiva.
A questa situazione si aggiunge la persistente crisi della siderurgia, con il polo di Piombino che continua a rappresentare una delle principali vertenze industriali nazionali ancora prive di una soluzione definitiva sul piano produttivo, occupazionale e degli investimenti.
Il rischio concreto è che vengano disperse professionalità, competenze e capacità produttive costruite in decenni di lavoro e investimenti.
A questa congiuntura, ormai strutturale, si sommano le criticità derivanti da una transizione ambientale ed energetica ancora priva di strategie industriali condivise e dall’affermarsi dell’intelligenza artificiale. Se questa tecnologia rappresenta una straordinaria opportunità per accrescere la qualità del lavoro e la competitività del sistema produttivo, in assenza di regole e di una governance condivisa rischia di tradursi in una riduzione dell’occupazione e nella svalorizzazione di alcune professionalità, perseguendo esclusivamente obiettivi di contenimento dei costi e di massimizzazione dei profitti.
Per queste ragioni CGIL, CISL e UIL Toscana proclamano per il 9 luglio uno sciopero regionale (intera giornata) dei settori industriali e manifatturieri, con manifestazione a Firenze.
Lo sciopero riguarda le lavoratrici e i lavoratori delle imprese riconducibili ai comparti connessi alle attività manifatturiere (sezione ATECO C), alla fornitura di energia elettrica e gas, al servizio idrico integrato e alla gestione dei rifiuti (sezioni ATECO D, E).
Al governo chiediamo una politica industriale vera. Non è più sufficiente affrontare le singole crisi aziendali una alla volta. Serve una strategia nazionale per difendere e rilanciare l'industria italiana e le sue filiere produttive.
Alle associazioni datoriali, ai grandi gruppi e ai brand chiediamo responsabilità: non è accettabile che, dopo anni di utili rilevanti senza che questi fossero adeguatamente destinati agli investimenti e alla valorizzazione del lavoro, si affermi un modello di gestione della crisi che trasferisca integralmente i relativi costi alle imprese della filiera e ai lavoratori, esonerando altri attori economici dalla condivisione degli oneri connessi. Le grandi imprese e i grandi marchi che hanno costruito il proprio successo sulla qualità delle produzioni toscane devono assumersi responsabilità concrete e investire sul territorio toscano.
Alla Regione chiediamo di accelerare il confronto sull'industria: la Regione deve assumere un ruolo di coordinamento e di iniziativa. Chiediamo la convocazione immediata di un tavolo regionale sull'industria e sulle filiere produttive, che si articoli in specifici tavoli di confronto settoriali e distrettuali, con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, delle associazioni datoriali, delle istituzioni locali, delle grandi aziende e dei principali brand che operano in Toscana.
Il 9 luglio scioperiamo per difendere la Toscana manifatturiera, le sue competenze, i suoi distretti e il lavoro di decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori. Lavoratrici e lavoratori dell'industria scenderanno in piazza a Firenze per chiedere risposte concrete, impegni verificabili e una strategia condivisa per il futuro produttivo della Toscana.
Firmato: CGIL-CISL-UIL TOSCANA