Sinistra per Cascina: "cambia la raccolta dei rifiuti, ancora da migliorare"
Riceviamo e pubblichiamo il comunciato giuntoci in redazione da Sinistra per Cascina, in merito alla nuova politica della Giunta Ceccardi sulla raccolta dei rifiuti.
L’amministrazione comunale di Cascina ha programmato – per la prossima settimana – una serie di incontri informativi pubblici in cui presenterà il suo progetto di modifica del servizio di raccolta dei rifiuti, volto a ridurne il costo e migliorare il decoro urbano.
Aprendo il documento progettuale, disponibile sul sito del Comune, apprendiamo con piacevole sorpresa che a Cascina arriva finalmente la raccolta “porta a porta”. Oltre metà delle 30 pagine sono dedicate ad illustrare questo nuovo modello, il suo funzionamento e gli innegabili vantaggi, con uno sforzo didattico di fondamentale importanza in vista di tale rivoluzione che, come testimoniato da esperienze di eccellenza nazionali ed internazionali, potrebbe portare a livelli di raccolta differenziata particolarmente elevati, addirittura attorno al 70-80%. Tale previsione appare confermata anche dal confronto con una realtà particolarmente simile a quella del comune di Cascina, quale è il bacino del Garda.
Secondo l’Amministrazione Cascinese nell’attuale sistema di raccolta “non esiste di fatto alcun controllo sui conferimenti di ogni singola utenza domestica” e “tutto è lasciato al senso civico e alla buona volontà degli utenti”, invece con il nuovo metodo tutto cambierà rapidamente: entro il primo mese è prevista l’eliminazione totale dei cassonetti, il conseguimento dell’80% di raccolta differenziata, ed una riduzione del 10% dei rifiuti prodotti. Inoltre, il documento PREVEDE “l’approvazione di stralcio di Piano metropolitano d’Ambito” (QUALE Area Metropolitana?).
A supporto di tale sistema innovativo, per fortuna, il progetto esecutivo prevede una proposta altrettanto dirompente: “La proposta per il comune è quella di realizzare un centro di raccolta comunale entro 12 mesi oppure la realizzazione di un Centro di raccolta sovracomunale con il comune di Cascina”.
Vorremmo ricordare che nel 2015 la raccolta differenziata era arrivata a sfiorare l’80% (per l’esattezza il 79,8%), per scendere nel 2016, primo anno di insediamento della nuova amministrazione, al 75%, e ed ulteriormente fino al 71,8 (dati Geofor) nei primi otto mesi del 2017. Nello stesso tempo la produzione complessiva ha continuato ad aumentare.
E anche per quello che riguarda i Centri di raccolta, le proposte appaiono collocate in un futuro che è già avvenuto: un primo Centro comunale e un secondo centro intercomunale (con il Comune di Pisa) esistono già da parecchio.
In prima battuta, ad un cittadino cascinese minimamente informato sull’argomento viene il dubbio di aver vissuto un’allucinazione lunga diversi anni (Ma come? I cassonetti? Il porta a porta? I centri di raccolta? Ma non esistevano già negli anni precedenti l’era della Nuova Cascina?).
In realtà, visti gli evidenti interventi di copia e incolla (in parte da Wikipedia, in parte, probabilmente, da progetti scritti in anni passati per altri Comuni), e visti anche i grossolani errori di rappresentazione della situazione attuale del nostro territorio, il dubbio più fondato è se a Cascina i progettisti incaricati dall’attuale Giunta abbiano mai messo piede.
Ma restiamo sulla sostanza del progetto, ed analizziamo le due principali variazioni che esso prevede:
- introduzione della raccolta domiciliare del vetro e abbandono dell’attuale sistema a campana;
- introduzione della tariffazione puntuale (in luogo dell’attuale TARI) attraverso l’impiego di sacchi di tipo prepagato per la raccolta della frazione indifferenziata.
L’obiettivo è largamente condivisibile: ridurre la produzione di rifiuti, in particolare dell’indifferenziato, e al contempo aumentarne la qualità (il fatto stesso che per questa frazione il cittadino paghi direttamente, e in modo facilmente misurabile, mediante sacchi prepagati costituisce un incentivo a ridurre tale produzione a favore delle raccolte differenziate).
Il punto è che non è dato capire come tali obiettivi verranno perseguiti. Il progetto semplicemente non ne parla, e lascia la porta aperta al rischio di deviazioni dannose rispetto allo scenario desiderato.
In primo luogo, il forte incentivo a ridurre la quantità di rifiuto indifferenziato, se non affiancato da adeguate forme di controllo e di sanzione, rischia di generare in utenti poco sensibili ai temi ambientali comportamenti scorretti come il distribuire una parte dell’indifferenziato nelle altre frazioni, abbassandone la qualità, con pesanti ricadute da un punto di vista economico.
Anche la domiciliarizzazione del vetro, secondo lo stesso Co.Re.Ve.(Consorzio Recupero Vetro), parrebbe avere effetti negativi sulla qualità della raccolta – oltre a richiedere un ulteriore giro di raccolta settimanale (che ha un costo superiore alla raccolta dalle campane), e più spazio dedicato allo stoccaggio temporaneo dei rifiuti nelle abitazioni.
Infine, nel progetto non si dice nulla su COME la tariffazione puntuale sarà implementata: ferma restando la validità del principio che “chi inquina paga”, senza adeguate misure di perequazione il rischio di penalizzare alcune categorie di cittadini (ad esempio le famiglie numerose, o con piccoli animali domestici – basti pensare alla sabbia delle lettiere) rispetto ad altre è molto concreto.
Insomma, il passaggio da tassa a tariffa, a seconda di come sarà gestito e dei criteri che verranno applicati, potrebbe non rivelarsi né indolore, né tantomeno più equo. E il fatto che nel progetto “esecutivo” presentato dal Comune di Cascina questi aspetti non vengano minimamente presi in considerazione ci lascia un forte senso di preoccupazione; nonostante – lo vogliamo ripetere – ne condividiamo largamente gli obiettivi dichiarati.
Sinistra per Cascina