Sofia (Sinistra Unita per Pisa): "Il Comune di Pisa sbaglia rinunciando al Sistema Accoglienza migranti"
Secondo il consigliere comunale un errore rinunciare ai finanziamenti dello Stato volti ad accogliere ed integrare i migranti, lasciando i più deboli preda di criminalità e povertà
Questo il comunicato integrale
Il Comune di Pisa rinuncia al Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI): una scelta che si conferma ideologica contro i più deboli
L’amministrazione comunale di Pisa conferma la volontà di rinunciare al Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI), ai relativi progetti e ai finanziamenti statali destinati all’integrazione dei migranti. È quanto emerge attraverso una nostra interpellanza discussa in occasione dell’ultimo consiglio comunale. Dopo mesi di ambiguità e risposte elusive, la destra pisana getta finalmente la maschera: l’accoglienza non è una priorità, nemmeno quando i costi sono interamente coperti dallo Stato. Il civismo è soltanto un ricordo della campagna elettorale.
Questa decisione è grave e sbagliata per diversi motivi:
1. Danno sociale ed economico – Il SAI non è solo un modello di accoglienza, ma anche un sistema che garantisce percorsi di integrazione, formazione e inserimento lavorativo, evitando situazioni di marginalità e insicurezza. Rinunciare a questi fondi significa scaricare il problema sui territori senza strumenti adeguati.
2. Più costi per la comunità – L’alternativa alla rete SAI è l’accoglienza emergenziale, che produce maggiori costi e minori servizi. Senza percorsi strutturati, il rischio è che le persone restino intrappolate in condizioni di disagio e sfruttamento, con ricadute negative per tutta la città.
3. Mancanza di visione e ideologia discriminatoria – La scelta di rinunciare al SAI non ha motivazioni tecniche, ma solo politiche e ideologiche. È la dimostrazione di un’amministrazione che non vuole gestire in modo razionale e umano il fenomeno migratorio, ma preferisce alimentare paure e divisioni per fini elettorali.
4. Una città meno inclusiva e sicura – Studi e esperienze dimostrano che i modelli di accoglienza diffusa, come quelli del SAI, riducono il rischio di conflitti sociali e favoriscono la coesione. Pisa si sta invece allineando alle peggiori scelte della destra nazionalista europea e americana, con l'aggravante di non avere neanche il pudore di ammettere che le politiche messe in campo sono e restano discriminatorie di matrice razzista.
5. Rinuncia a risorse già disponibili – Il SAI è finanziato dallo Stato e non grava sul bilancio comunale. Dire no a questi fondi significa privare Pisa di strumenti utili per la gestione dell’accoglienza, con un danno per tutti, cittadini e migranti.
Di fronte a questa scelta scellerata, continueremo a denunciare l’irresponsabilità di un’amministrazione che antepone l’ideologia alla buona gestione. Se non fosse una questione ideologica, così come sostiene la destra, perché rinunciare a progetti e fondi utili all’integrazione e all’inclusione?
Luigi Sofia, capogruppo Sinistra Unita per Pisa