Squali, capodogli e tartarughe protette nel mare toscano: avvistamenti anche a Calambrone e alla Meloria

Cronaca
PISA e Provincia
Martedì, 13 Ottobre 2026

Il monitoraggio di ARPAT tra settembre e ottobre documenta la presenza di specie rare e minacciate. Uno squalo mako alle Secche della Meloria e una giovane verdesca morta nelle reti a Calambrone

Dagli squali avvistati nelle acque delle Secche della Meloria alla giovane verdesca trovata morta a Calambrone, fino al capodoglio segnalato davanti alla costa livornese. Sono alcuni degli episodi raccolti da ARPAT tra settembre e ottobre 2026, che testimoniano la biodiversità del mare toscano ma anche i rischi per le specie protette legati alle attività umane.

Tra le segnalazioni più significative figurano uno squalo angelo avvistato alle Formiche di Grosseto dopo circa 70 anni dall'ultima segnalazione nelle acque regionali e una tartaruga liuto di circa 250 chili rinvenuta morta, intrappolata in una rete da pesca, sulla spiaggia della Feniglia.

Il commissario di ARPAT, Pietro Rubellini, sottolinea l'importanza del monitoraggio e della tutela dell'ecosistema marino, richiamando l'attenzione sulla necessità di conciliare le attività economiche con la conservazione delle specie e degli habitat.

 

Ha scritto Arpat.

Gli avvistamenti, le catture accidentali e i ritrovamenti registrati tra settembre e ottobre 2026, lungo la costa toscana, riportano l’attenzione sulla biodiversità marina e sulle pressioni che interessano alcune specie protette. Pietro Rubellini, Commissario di ARPAT, ricordando che l’Agenzia non può transigere od esimersi da segnalare con precisione ogni violazione di legge o problematicità rilevata dalla nostra attività di monitoraggio e controllo, ha sottolineato che “i recenti avvistamenti testimoniano che il mare di Toscana non è solo un ambiente in cui si manifestano rifiuti e plastiche galleggianti ma un ecosistema complesso, un formidabile serbatoio di biodiversità importante per la salute ambientale ma anche per la salute umana e per le attività che dal mare dipendono. L’interazione tra attività umane ed ambiente marino rappresenta una sfida decisiva che deve essere vinta perché la ricchezza delle une dipende dalla salute dell’altro. Proteggere il mare significa salvaguardare l’ecosistema marino, tutelandone tutte le componenti, sia biotiche (organismi viventi) sia abiotiche (elementi fisici e chimici dell’ambiente).

Lo squalo angelo alle Formiche di Grosseto: una segnalazione eccezionale

Tra gli episodi più significativi figura l’avvistamento di uno squalo angelo (Squatina squatina), segnalato il 19 settembre alle Formiche di Grosseto, nei pressi dell’isolotto del Formichino. Un subacqueo ha fotografato l’esemplare, lungo circa 1,30 metri, su un fondale di circa 30 metri. La segnalazione è stata raccolta dal progetto Life European Shark attraverso Facebook e successivamente condivisa con ARPAT, dopo averne verificato la veridicità.

Secondo le informazioni disponibili, erano circa 70 anni che questa specie non veniva segnalata nelle acque toscane. Lo squalo angelo è classificato come in pericolo critico di estinzione (Critically Endangered, CR) nella Lista Rossa IUCN. Il ritrovamento rappresenta quindi un elemento di particolare interesse per la conoscenza e la conservazione della biodiversità marina regionale.

Due incontri con lo squalo mako

Lo squalo mako (Isurus oxyrinchus), specie pelagica presente anche nel Mediterraneo e classificata in pericolo critico di estinzione, è stato protagonista di due episodi distinti.

Il primo è avvenuto il 1° settembre al largo di Porto Azzurro, all’Isola d’Elba. Un esemplare stimato in circa due metri, sulla base delle immagini disponibili, ha seguito per un tratto l’imbarcazione di un turista tedesco. Non è stato possibile stabilire se a bordo fosse in corso un’attività di pesca sportiva.

Il secondo episodio risale al 23 settembre, nelle acque delle Secche della Meloria. Durante una battuta di pesca sportiva alle ricciole, un pescatore ha agganciato accidentalmente uno squalo mako di circa 2,5 metri, utilizzando come esca un tonnetto vivo di circa un chilogrammo. Dopo quasi un’ora di combattimento, l’animale è riuscito a liberarsi tagliando la lenza.

La presenza del mako nel Mediterraneo, comprese le acque toscane, è naturale. La specie, tuttavia, è sottoposta a forti pressioni e richiede particolare attenzione per il suo stato di conservazione.

Verdesche appena nate catturate dalle reti

Due episodi di cattura accidentale hanno riguardato la verdesca (Prionace glauca), specie classificata come vulnerabile (Vulnerable, VU) nella Lista Rossa IUCN.

Il 9 settembre, a Castiglione della Pescaia, un esemplare è stato catturato da una rete a strascico; il 26 settembre, un secondo individuo è rimasto intrappolato in una rete da posta a Calambrone, nel territorio pisano.

Entrambi gli squali erano lunghi circa 80 centimetri, dimensioni compatibili con esemplari appena nati, ed entrambi sono stati rinvenuti morti. Gli episodi evidenziano come alcune aree di mare toscano rappresentano importanti e fragili aree di nursery.

Una mobula nelle acque basse di Massa

Il 24 settembre, a Massa, un esemplare di mobula (Mobula mobular) di grandi dimensioni è entrato nelle vasche semichiuse della località Partaccia, davanti alla Torre Fiat, dove la profondità dell’acqua è ridotta. L’animale è stato avvistato da terra da un rappresentante di Legambiente. La sua presenza in un ambiente così poco profondo ha destato preoccupazione, ma dopo circa mezz’ora la mobula è riuscita a tornare autonomamente in mare aperto.

La specie è classificata come in pericolo (Endangered, EN) nella Lista Rossa IUCN ed è protetta. L’episodio si è concluso senza che fosse necessario un intervento per il recupero dell’animale.

Livorno, avvistamento di un giovane capodoglio

Il 3 ottobre, un sabato di sole e di mare calmo, le tante barche in attività vicine alla costa livornese hanno segnalato la presenza di un giovane esemplare di capodoglio di circa 10 m di lunghezza. Il giovane esemplare, abituato a vivere in gruppo e conosciuto per le sue apnee record (anche fino alla profondità di 2000 m) per andare a mangiare calamari di profondità, si è avvicinato molto alla costa in solitaria. Questo comportamento non è da ritenersi normale per questa specie di cetacei.

Feniglia, ritrovata morta una tartaruga liuto intrappolata in una rete

L’episodio più recente risale al 9 ottobre, quando sulla spiaggia della Feniglia, nell’area gestita dal WWF, è stata rinvenuta una tartaruga liuto (Dermochelys coriacea) già morta e completamente intrappolata in una rete da pesca.

L’esemplare aveva una lunghezza complessiva di circa 1,80 metri, con un carapace di circa 1,40 metri, e un peso stimato intorno ai 250 chilogrammi.

La tartaruga liuto è classificata come vulnerabile (Vulnerable, VU) nella Lista Rossa IUCN ed è sottoposta a misure di protezione. Sebbene sia una specie presente in diversi mari del mondo, è relativamente rara da osservare nel Mediterraneo, dove si sposta soprattutto per alimentarsi.

Anche in Toscana i ritrovamenti sono poco frequenti: dal 1990, secondo i dati disponibili, sono stati registrati soltanto 13 esemplari. Il ritrovamento alla Feniglia assume quindi particolare rilievo, anche per le notevoli dimensioni dell’animale e per le circostanze della morte.

Segnalazioni utili per conoscere e proteggere la biodiversità marina

Nel loro insieme, questi episodi documentano la presenza lungo le coste toscane di specie di elevato interesse conservazionistico. Alcuni avvistamenti, come quello dello squalo angelo, offrono informazioni importanti sulla distribuzione delle specie; le catture accidentali e il ritrovamento della tartaruga liuto, invece, richiamano l’attenzione sui rischi associati alle attività umane, in particolare alla pesca.

La raccolta e la verifica delle segnalazioni costituiscono strumenti utili per migliorare le conoscenze sulla fauna marina e contribuire alla sua tutela. Fotografie, video e informazioni circostanziate su luogo, data e condizioni dell’avvistamento possono fornire elementi preziosi per le attività di monitoraggio e conservazione.

 

 



 

redazione.cascinanotizie