Terricciola, "Il chiasso delle cose" porta in scena il tema della perdita e dell'abbandono

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Terricciola
Giovedì, 15 Ottobre 2026

Sabato 17 ottobre alla Cantina Castelvecchio un nuovo appuntamento di Utopia del Buongusto, tra teatro e gastronomia

Il festival teatral-gastronomico Utopia del Buongusto fa tappa a Terricciola con "Il chiasso delle cose", spettacolo dedicato ai temi della perdita, dell'amicizia e della difficoltà di affrontare il cambiamento.

L'appuntamento è per sabato 17 ottobre alle 21.30, presso l'Azienda Agricola Cantina Castelvecchio.

Scritto da Federico Malvaldi, diretto insieme a Marco Fiorentini, che ne è anche interprete, il lavoro ripercorre attraverso ricordi e relazioni le fragilità dei suoi protagonisti.

La serata sarà preceduta, alle 20, da una cena con degustazione dei vini della cantina.

 

Ha scritto Guascone Teatro.

Teatro prosa per esplorare il tema della perdita e dell'abbandono al festival teatral - gastronomico “Utopia del Buongusto” edizione 2026. A cura di Guascone Teatro, per la direzione artistica di Andrea Kaemmerle.

Sabato 17 ottobre 2026 alle 21,30, presso l'Azienda Agricola Cantina Castelvecchio a Terricciola (Pisa), Guascone Teatro presenta “Il chiasso delle cose”. Di Federico Malvaldi che cura la regia insieme a Marco Fiorentini che ne è l’interprete. Consulenza artistica di Veronica Rivolta. Una produzione di Guascone Teatro in collaborazione con Remuda Teatro E.T.S. 

Cena in luogo alle 20,00 a cura dell'Azienda con i pregiati vini della cantina a 25,00 euro. Informazioni e prenotazioni: 3280625881 – 3203667354. Se puoi non perderti: il tramonto sulla vigna e la vista su Morrona.

Lo spettacolo - Dopo “L’angelo sbagliato”, Marco e Federico tornano a lavorare insieme su un nuovo spettacolo, “Il chiasso delle cose”, un testo chirurgico che esplora il tema della perdita e dell'abbandono attraverso la storia di Iago, un uomo di 35 anni intrappolato nei ricordi di ciò che è stato. Ogni storia d'amore lascia un'impronta indelebile, un frammento che continua a occupare spazio nel suo presente, trasformandolo in una sorta di accumulatore seriale di ricordi. Gli oggetti si fanno eco del suo vissuto, diventando simboli tangibili di un'assenza che non smette di farsi sentire, impedendogli di voltare pagina e di definire lo spazio-tempo. Attraverso un linguaggio poetico e diretto (come i due ci hanno abituato) lo spettacolo affronta una tematica universale: l'incapacità della nostra società di confrontarsi con la fine, con la perdita, con il vuoto lasciato da chi se n'è andato. "Il chiasso delle cose" è un viaggio nell'anima di un uomo che non sa dimenticare, che si aggrappa silenziosamente ai ricordi, incapace di accettare la trasformazione del dolore in un nuovo equilibrio. "Il chiasso delle cose" diventa così un’esperienza universale, che risuona in chiunque abbia vissuto la difficoltà di accettare la fine di qualcosa di importante e la sfida di esistere al di là dei legami che lo hanno formato.

Estate 1999. I jukebox italiani sparano a tutto volume 50 Special dei Lùnapop, ed è su quelle note che Marco e Iago si incontrano per la prima volta. Nasce un’amicizia destinata a durare per sempre, fatta di partite a Metal Slug, prime cotte scoordinate e modelli maschili che non ammettono alcuna fragilità. I maschi non piangono solo le femmine. Parole che segnano l’infanzia dei due amici e continuano a riecheggiare nelle loro vite. Tra estati di provincia, tenerezze negate e famiglie disfunzionali, Marco e Iago crescono in un mondo che chiede loro di essere forti, virili e invincibili, mentre dentro si aprono crepe che nessuno insegna a nominare. La loro amicizia diventa salvezza e condanna, specchio di un maschile che esplode, crolla e cerca di rimettere insieme i pezzi. Mentre il chiasso delle cose li sovrasta, sempre.

Ventinove anni di storia, oltre 1.700 serate realizzate e più di 200.000 spettatori conquistati. Sono i numeri di Utopia del Buongusto, il festival teatral-gastronomico ideato da Guascone Teatro, che dal 26 giugno al 31 ottobre 2026 torna ad attraversare la Toscana con un cartellone ricchissimo fatto di spettacoli, convivialità e luoghi straordinari.

L'edizione 2026 coinvolgerà numerosi comuni toscani, tra cui Altopascio, Bientina, Calcinaia, Capannoli, Capannori, Casciana Terme Lari, Castellina Marittima, Collesalvetti, Crespina Lorenzana, Montaione, Peccioli, Pontassieve, Pontedera, Porcari, Prato, Santa Luce, Santa Maria a Monte e Vicopisano.

 

 



 

redazione.cascinanotizie