Tetto agli studenti stranieri nelle classi, Alessandra Nardini a Punto Radio: "Una misura sbagliata e inapplicabile"

Politica
PISA e Provincia
Martedì, 22 Settembre 2026

L’assessora regionale all’Istruzione critica la proposta annunciata dal Governo e rilancia il modello della scuola inclusiva

Un tetto massimo alla presenza di studenti stranieri nelle singole classi rischierebbe, secondo Alessandra Nardini, di essere difficilmente applicabile in molti territori della Toscana. Dopo l’intervista a Daniela Pampaloni (leggi QUI), figura di riferimento della comunità educante della Valdera e cofondatrice del modello Senza Zaino, Punto Radio Cascina Notizie è tornata sul tema con l’assessora regionale all’Istruzione, intervistata da Carlo Palotti lunedì 21 settembre. Anche Nardini esprime una valutazione fortemente negativa sulla proposta annunciata dal Governo e rilancia la necessità di investire su inclusione, risorse e qualità della scuola pubblica.

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Nardini esprime una valutazione fortemente negativa sulla proposta e contesta anche il criterio con cui verrebbero individuati gli studenti interessati: tra chi non possiede la cittadinanza italiana, osserva, ci sono infatti molti ragazzi nati e cresciuti in Italia, che parlano italiano e frequentano da anni le scuole del Paese. Per l’assessora, le eventuali difficoltà legate alla presenza di alunni arrivati da poco e con una conoscenza limitata della lingua dovrebbero essere affrontate attraverso maggiori risorse e investimenti.

"In alcuni territori un tetto rigido sarebbe impraticabile"

Nel corso dell’intervista Nardini richiama le differenze esistenti tra le diverse aree della Toscana. In territori caratterizzati da una forte presenza di famiglie con background migratorio, sostiene, l'applicazione di una soglia rigida potrebbe comportare lo spostamento degli studenti verso istituti più lontani. L’assessora cita in particolare il comprensorio del Cuoio e l’area pratese e pone anche il problema delle conseguenze sull’organizzazione del trasporto scolastico.

Nardini riconosce comunque l’esistenza di situazioni scolastiche complesse, soprattutto quando nelle classi è significativa la presenza di studenti arrivati da poco e con difficoltà linguistiche. La risposta, afferma, dovrebbe però passare da più docenti, dal rafforzamento della comunità educante e da interventi contro povertà educativa, dispersione e abbandono scolastico.

Il confronto sul caso di Castelfranco di Sotto

Nella parte conclusiva dell’intervista si è parlato anche del dibattito nato a Castelfranco di Sotto dopo le dichiarazioni del sindaco Fabio Mini. Nardini ha ribadito la propria posizione a favore del modello multiculturale, sostenendo che inclusione e multiculturalità non possano essere considerate in contrapposizione.

L’assessora ha quindi richiamato i progetti educativi portati avanti dalla Regione Toscana, indicando nell'inclusione degli studenti con background migratorio uno degli strumenti per favorire la costruzione di comunità più coese.

 

 



 

redazione.cascinanotizie