Toscana, in aumento le donne che chiedono aiuto contro la violenza di genere
In Toscana cresce il numero di donne che chiede aiuto contro la violenza di genere. Ma la mappa dei servizi e quella dell’emersione del fenomeno non coincidono: un viaggio tra le 28 Zone distretto, tra Centri antiviolenza, Codice Rosa e consultori
C’è una soglia, fisica e mentale insieme, che migliaia di donne toscane attraversano ogni anno: la porta di un Centro antiviolenza, l’ingresso di un Pronto soccorso, la sala d’attesa di un Consultorio. Ognuna di queste porte racconta un modo diverso di chiedere aiuto – la scelta consapevole di un percorso di uscita dalla violenza, l’emergenza di una notte, la confidenza fatta a un servizio sanitario di prossimità. I dati del portale dell’Osservatorio Sociale Regionale permettono, per la prima volta in questa serie di approfondimenti, di guardare a queste tre porte insieme: e ciò che emerge non è tanto una fotografia della violenza, quanto una geografia dell’emersione, cioè della parte di fenomeno che diventa visibile ai servizi. Una distinzione decisiva: quando in una zona i numeri crescono, quasi mai significa che lì c’è più violenza; molto più spesso significa che più donne hanno trovato il modo, e la fiducia, per farla emergere.
Un fenomeno che emerge, non che esplode
Nel 2022 sono state 3.038 le donne che si sono rivolte per la prima volta a uno dei Centri antiviolenza (CAV) presenti in Toscana: 1,62 ogni 1.000 donne residenti. Nel 2019 erano 2.838, pari a un tasso di 1,47; nel 2021, l’anno dell’uscita dalla fase più acuta della pandemia, 2.841 (1,50). La crescita è quindi costante e riguarda i “primi accessi”, il segnale più nitido di emersione: donne che prima non si erano mai rivolte a un CAV. L’ultimo rapporto regionale sulla violenza di genere (edizione 2025) conferma che il movimento prosegue anche oltre l’orizzonte del database: le donne che hanno contattato i CAV toscani nel 2024 sono state 5.670, in netto aumento rispetto alle 4.540 del 2023, con una rete che conta 103 sportelli territoriali e 28 Case rifugio con 157 posti letto.
La stessa direzione si legge alle altre porte del sistema. Gli accessi in Codice Rosa di donne adulte – il percorso attivato nei Pronto soccorso per le vittime di violenza – sono risaliti dai 1.227 del 2020, l’anno del lockdown, ai 1.782 del 2024: quattro anni consecutivi di crescita. Gli accessi di minori hanno seguito la stessa parabola, dai 224 del 2020 ai 465 del 2024, il valore più alto dal 2017. E i consultori, per l’area di intervento maltrattamento e abuso, hanno raggiunto nel 2024 il massimo della serie storica: 1.094 utenti, quasi il doppio dei 596 del 2016 e in forte accelerazione rispetto ai 754 del 2022.
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