Tra aree della movida e la Stazione: Pisa come una grande area di spaccio diffuso
Lo dice il report della forze dell'ordine presentato in Procura. Attività documentata in più punti della città: presenza continuativa, coinvolti anche minorenni
Un’operazione investigativa di ampia portata ha fatto emergere un sistema di spaccio strutturato e radicato in diverse aree centrali di Pisa. L’inchiesta si distingue per il numero di persone coinvolte, la continuità delle condotte accertate e la collocazione dei fenomeni in contesti urbani ad alta frequentazione.
Le attività illecite si sono concentrate in particolare tra Piazza delle Vettovaglie e le strade limitrofe del centro storico, zona nota per la vivace presenza serale e notturna di residenti, studenti e visitatori. In questo contesto, la diffusione dello spaccio avrebbe inciso in modo significativo sulla percezione di sicurezza e sulla fruizione degli spazi pubblici.
Un ulteriore fronte riguarda l’area della Stazione Centrale di Pisa, dove le attività di cessione di sostanze stupefacenti si sarebbero sviluppate in prossimità di luoghi sensibili, tra cui presidi delle forze dell’ordine, istituti scolastici e spazi frequentati quotidianamente da famiglie e pendolari.
Secondo quanto ricostruito, il fenomeno si caratterizzava per una gestione organizzata e continuativa: suddivisione delle aree tra i soggetti coinvolti, presenza stabile durante l’intero arco della giornata e disponibilità costante di diverse tipologie di sostanze. Le modalità operative delineano un sistema di piccolo spaccio capillare, con un impatto rilevante sul tessuto sociale urbano.
L’attività investigativa si è avvalsa anche dell’installazione di sistemi di osservazione in punti strategici precedentemente non coperti, come alcune porzioni della zona stazione e i vicoli attorno a Piazza delle Vettovaglie. Le immagini raccolte hanno permesso di documentare sia le cessioni sia gli spostamenti degli indagati, oltre ai luoghi utilizzati per occultare la droga, spesso nascosta in intercapedini, fessure o contenitori urbani.
Tra gli elementi emersi, anche l’utilizzo di un appartamento situato nelle immediate vicinanze dell’area di maggiore concentrazione dello spaccio, adibito a deposito delle sostanze e, in alcuni casi, a punto di vendita diretto.
Le evidenze raccolte tramite le riprese sono state integrate da riscontri investigativi, tra cui sequestri di stupefacenti, analisi di laboratorio e dichiarazioni di acquirenti.
Particolarmente significativo è il dato relativo alla presenza di minorenni tra i clienti. In almeno un episodio documentato nella zona della stazione, un adulto si sarebbe recato sul luogo dello scambio accompagnato da due bambini.
Le attività di spaccio, secondo quanto emerso, si sarebbero svolte senza interruzioni, coprendo tutte le fasce orarie, sia diurne che notturne. Le indagini proseguono per definire nel dettaglio responsabilità e ruoli all’interno della rete individuata.
Il dettaglio dell'operazione.
Le indagini così espletate hanno permesso di denunciare per spaccio di sostanze stupefacenti 18 soggetti tutti di età compresa tra i 23 anni ed i 50 anni, tutti stranieri e provenienti dai seguenti paesi: Guinea, Senegal, Tunisia, Gambia e Nigeria.
Tre sono stati gli arresti in flagranza eseguiti nel corso dell’operazione, mentre due soggetti sono stati condotti in carcere agli esiti dell’adozione di una ordinanza di custodia cautelare da parte del GIP di Pisa su richiesta del Sostituto Procuratore assegnatario del fascicolo.
Inoltre, nel corso dell’operazione, sono state adottate complessivamente ulteriori 4 misure cautelari non custodiali.
Gli arresti in flagranza, nel dettaglio, sono stati operati da gennaio e febbraio, nei confronti, rispettivamente, di un tunisino di 46 anni; un guineano di 31 anni ed un tunisino di 27 anni.
Due invece le custodie cautelari eseguite, nei confronti di un tunisino di 29 anni ed un senegalese di 31 anni, entrambi senza fissa dimora, ed entrambi accusati di spaccio di sostanza stupefacente, aggravato dalla circostanza di aver posto in essere le azioni nei pressi di istituti scolastici.
In particolare, il soggetto tunisino di 29 anni, già sottoposto al cosiddetto braccialetto elettronico per aver maltrattato la propria compagna, venendo a conoscenza delle esecuzioni degli interrogatori preventivi, si rendeva del tutto irreperibile, dopo aver danneggiato la cavigliera per il controllo elettronico e trasferendosi (come le successive indagini hanno acclarato) nella zona di Poggibonsi.
Tuttavia, la fuga del ricercato durava soltanto pochi giorni. Infatti, gli investigatori della Squadra Mobile, dopo aver verificato che il soggetto si era disfatto della propria utenza telefonica, studiando gli spostamenti delle utenze telefoniche dei soggetti vicini al ricercato, riuscivano ad isolare come zona di interesse il comune di Poggibonsi, dove dopo alcuni giorni, riuscivano persino ad acquisire dei filmati di videosorveglianza in cui si vedeva il sospetto all’interno di un esercizio commerciale.
Così, dopo un paio di giorni di un intenso pedinamento elettronico e ricomposizione del puzzle delle tracce lasciate dal ricercato, gli investigatori riuscivano ad individuarlo a bordo di un’auto che percorreva la Firenze-Pisa-Livorno, per poi fermarlo poco dopo l’uscita di Empoli dopo un rocambolesco inseguimento.
Ha scritto Antonio Mazzeo, consigliere regionale del PD e vicepresidente del consiglio regionale della Toscana.
“Grazie alla Polizia di Stato, alla Questura di Pisa e alla Procura della Repubblica per un’operazione importante, che colpisce lo spaccio in una zona delicata della città. Chi spaccia, soprattutto vicino alle scuole, va fermato e perseguito con fermezza”.
Così Antonio Mazzeo, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana.
“Ma la risposta della destra è sempre la stessa: usare un fatto di cronaca per chiedere un CPR in Toscana. È una scorciatoia propagandistica per nascondere i loro fallimenti a livello nazionale e in città. Dove i CPR esistono, non hanno risolto il problema dello spaccio nelle città. Perché i CPR non presidiano le strade, non sostituiscono le indagini, non controllano le piazze di spaccio e non aumentano la presenza dello Stato nei quartieri”.
“Da sinistra diciamo una cosa chiara: la sicurezza è un diritto di tutti, non una bandiera della destra. Chi vive, lavora, studia e cresce i propri figli nei quartieri ha diritto a strade sicure, piazze vivibili, stazioni presidiate, scuole protette. E questo si garantisce con più agenti, più presìdi, più illuminazione, più servizi, più educatori, più cura degli spazi pubblici e più presenza delle istituzioni”.
“Questa operazione dimostra che i risultati arrivano quando lo Stato lavora sul territorio con professionalità, strumenti e continuità. Alla destra dico: basta propaganda sulla paura. Pisa non ha bisogno di slogan sui CPR, ma di sicurezza vera, legalità e quartieri più vivi”.
Ha scritto Alessandra Orlanza, consigliera comunale di Fratelli d'Italia.
Oggi le pagine della stampa locale riportano una notizia che ci riempie di soddisfazione: l’operazione “Piazze Pulite” ha portato allo smantellamento di una grande rete dello spaccio nel centro storico di Pisa. Una maxi operazione, frutto di un perfetto coordinamento tra polizia e carabinieri sotto la guida attenta della procura, che segna un traguardo fondamentale nella lotta alla criminalità nella nostra città. Questa vittoria è il risultato di mesi di lavoro incessante, di osservazioni sul campo, di raccolta di informazioni e le preziose segnalazioni giunte dai residenti dei quartieri coinvolti.
Non possiamo nascondere la rabbia e la delusione nel constatare come lo spaccio si svolgesse in piena vista, sotto gli occhi di tutti, destando si l’allarme che meritava, ma con una richiesta di lunghi tempi di indagini, per arrivare ai così detti "pesci grossi". Ma da oggi possiamo dire con orgoglio che la pazienza, la costanza e la determinazione delle forze dell’ordine, nonostante la coperta sia corta in termini di uomini, hanno avuto la meglio. È chiaro che questa rete non era solo una piaga per il territorio ma un pericolo concreto per la nostra comunità, soprattutto per i nostri giovani.
Ed è proprio su questo punto che è doveroso soffermarci con forza: tra i principali acquirenti degli stupefacenti ci sono minorenni, ragazzi che frequentano le scuole superiori. Questa realtà deve scuoterci profondamente. Non possiamo permettere che le nuove generazioni vengano risucchiate in un mondo di illegalità e dipendenza, compromettendo così il loro futuro e quello della nostra città.
Tuttavia, la buona riuscita di questa operazione non deve farci abbassare la guardia né tantomeno farci perdere la fiducia. Al contrario, deve rappresentare uno stimolo a continuare su questa strada, rafforzando ulteriormente il contrasto allo spaccio e alle altre forme di criminalità. È indispensabile che istituzioni, forze dell’ordine e cittadini restino uniti e vigili, perché solo così potremo mantenere Pisa sicura e libera da queste insidie.
A tutti coloro, appartenenti all'Arma ed alla Polizia di Stato, che hanno lavorato senza sosta per questo risultato, va il nostro più sentito ringraziamento. La loro dedizione e professionalità rimangono sempre un esempio di dedizione e tenacia. Restiamo fiduciosi che questo sia solo l’inizio di un percorso di riscatto e legalità che porterà beneficio a tutta la comunità pisana. Continuiamo dunque a guardare avanti, con determinazione e coraggio, per costruire un futuro migliore per Pisa e per chi la vive ogni giorno.
Ha scritto Giovanni Pasqualino, capogruppo Lega in consiglio comunale
“L’operazione condotta da forze dell’ordine e magistratura rappresenta una risposta concreta e importante. Il maxi blitz che ha portato allo smantellamento di una rete di spaccio radicata tra stazione e centro storico dimostra che lo Stato, quando agisce con determinazione, può colpire duramente criminalità e degrado”.
Lo dichiara Giovanni Pasqualino, capogruppo della Lega.
“Le indagini hanno confermato un sistema organizzato, con droga venduta a tutte le ore anche vicino a luoghi frequentati da giovani e studenti. Per questo desidero ringraziare Procura, carabinieri e polizia per il lavoro straordinario svolto”.
“Questa operazione deve rappresentare un punto di partenza e non di arrivo. Pisa ha bisogno di controlli costanti, presenza stabile delle forze dell’ordine, tolleranza zero contro lo spaccio e interventi concreti nelle aree più critiche della città”.
“Come Lega continueremo a sostenere ogni azione utile per riportare legalità, decoro e tranquillità nelle strade pisane”.


