Tragedia sulla Pania: escursionista della Valdera muore dopo una caduta
L'uomo era molto noto e gestiva un'edicola-tabaccheria a Ponsacco
Una tragedia si è consumata martedì 6 gennaio, intorno a mezzogiorno, sul Monte Pania, la vetta più affascinante ma anche tra le più impegnative e insidiose delle Alpi Apuane meridionali. A perdere la vita è stato Fabrizio Banti, 59 anni, escursionista esperto della Valdera, in provincia di Pisa. Nato a Pontedera il 7 dicembre 1966 e residente nella stessa città, Banti era titolare di una edicola-tabaccheria a Ponsacco, attività molto conosciuta sul territorio. Le condizioni ambientali erano particolarmente difficili, con vento forte, freddo intenso e tratti innevati lungo i sentieri, un contesto che ha reso l’escursione estremamente pericolosa nonostante l’esperienza del gruppo. L’uomo si trovava sulla Pania insieme ad alcuni amici, con cui condivideva da anni la passione per la montagna.
Durante la discesa, Banti è scivolato lungo un sentiero sul versante che guarda verso il rifugio Del Freo, alla Foce di Mosceta, precipitando a valle per diverse decine di metri. Una caduta lunga e violenta, conclusasi nel bosco nella zona delle Gorfigliette, un’area semipianeggiante che interrompe la ripida discesa del sentiero e che è ben conosciuta dagli addetti ai lavori perché utilizzata come punto di atterraggio per gli elicotteri di soccorso. Proprio lì il corpo dell’escursionista si è arrestato dopo il tremendo volo. La dinamica dell’incidente non è stata ancora ricostruita nei dettagli, ma il fondo scivoloso e le condizioni meteo particolarmente severe potrebbero aver avuto un ruolo determinante.
L’allarme è scattato intorno alle 12.30, con la chiamata alla centrale del 118, dando il via a un intervento lungo e complesso. In un primo momento è stato allertato l’elicottero Pegaso 3, ma il maltempo, la scarsa visibilità e le forti raffiche di vento hanno reso impossibile qualsiasi intervento dall’alto, sia per il verricellamento del personale sanitario sia per un eventuale atterraggio. Sono quindi entrate in azione le squadre a terra del Soccorso Alpino e Speleologico Toscano – XVII Delegazione Apuana. I tecnici della stazione di Querceta, saliti dalle Voltoline, e quelli della stazione di Lucca, lungo il sentiero Cai 127, hanno raggiunto il luogo dell’incidente, supportati anche da personale della stazione di Massa. Con loro un medico, che purtroppo non ha potuto far altro che constatare il decesso. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco, con un elicottero decollato da Genova, mentre dell’accaduto sono stati informati i carabinieri della stazione di Seravezza. Il sopraggiungere del buio, il freddo pungente e le condizioni meteo ancora proibitive hanno ulteriormente allungato i tempi per il recupero della salma, che è stata trasportata fino al rifugio Cai di Mosceta, dove è rimasta per la notte in attesa del trasferimento a valle previsto per mercoledì 7 gennaio.
Fabrizio Banti era una figura molto conosciuta in Valdera, tra Ponsacco e Pontedera, dove insieme alla compagna Elisa gestiva una tabaccheria che svolgeva anche servizio di edicola in via Valdera Capannoli, in una strada particolarmente frequentata e strategica per l’intero comprensorio. I tanti anni di lavoro a contatto con il pubblico lo avevano reso un volto familiare per moltissime persone. Grande appassionato di sport, amava tenersi in forma in palestra e praticare attività all’aria aperta. Dopo anni dedicati al ciclismo, la montagna era diventata la sua passione principale. Delle Alpi Apuane conosceva praticamente ogni angolo, tra escursioni e arrampicate condivise con il suo gruppo di amici e con la compagna, con la quale aveva esplorato anche territori fuori dalla Toscana, come la costa ligure. Momenti ed emozioni spesso raccontati sui social, dove a settembre aveva scritto «Montagna e amici, un connubio perfetto». Domenica 4 gennaio era stato sul Monte Fiocca; due giorni dopo, l’escursione sulla Pania, conclusasi tragicamente sotto gli occhi degli amici, che nulla hanno potuto fare per salvarlo. La montagna, ancora una volta, ha mostrato il suo volto più severo, ricordando quanto prudenza, rispetto e consapevolezza siano fondamentali, soprattutto in inverno, quando anche l’esperienza può non bastare.

