Turismo e costruzioni ok, ma trovare tecnici e laureati resta una sfida per le imprese pisane
Focus Excelsior: a febbraio previste 2.830 assunzioni nel pisano, cresce la richiesta di profili specializzati ma il "mismatch" frena lo sviluppo
PISA – Il mercato del lavoro nella provincia di Pisa conferma una sostanziale tenuta in questo avvio di 2026, ma deve fare i conti con un
paradosso strutturale: le imprese vogliono assumere, ma non trovano i profili adatti. Secondo l'ultimo bollettino del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e dalla Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, le aziende del territorio hanno in programma l'ingresso di 2.830 nuovi lavoratori per il mese di febbraio, un dato in lieve crescita (+1%) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
I settori trainanti: il ritorno del turismo e il boom dell'edilizia L'analisi settoriale evidenzia dinamiche estremamente differenziate. A guidare la ripresa è il comparto delle costruzioni, che con 300 ingressi programmati fa segnare un balzo del +15%. Segnali di forte vitalità arrivano anche dal turismo: dopo le incertezze del 2025, il settore torna ai livelli di due anni fa con 400 nuove assunzioni previste, confermando la centralità del territorio pisano nelle rotte dei visitatori internazionali.
Nel comparto industriale (1.130 entrate totali), se il manifatturiero segna un leggero passo indietro (-2%), cresce invece la richiesta di figure tecniche e specializzate (+7%), a testimonianza di un apparato produttivo che punta sempre più sull'innovazione e sulla qualità dei processi. In sofferenza appare invece il commercio, che registra una contrazione del 24% nelle previsioni di assunzione.
L'emergenza competenze: il muro del difficile reperimento Nonostante il lieve calo della difficoltà di reperimento (che scende dal 48% al 45%), trovare il candidato giusto rimane un’impresa per quasi una ditta su due. Il "mismatch" tra domanda e offerta è particolarmente acuto per i profili ad elevata specializzazione. «È un paradosso che pesa sulla crescita, causato sia dalla mancanza di candidati che da una preparazione spesso inadeguata», ha commentato Valter Tamburini, presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest. Per contrastare questo fenomeno, l'ente camerale ha messo in campo 100mila euro in voucher per sostenere le imprese che ospitano studenti nei percorsi scuola-lavoro (PCTO), tentando di accorciare le distanze tra banchi di scuola e officine.
Focus titoli di studio: la caccia ai laureati e ai tecnici Il mercato pisano di febbraio si frammenta così in base alla formazione: laureati: Sono 350 le posizioni aperte (12% del totale). Gli indirizzi più ricercati sono Economia (90 posti), Insegnamento (40) e Politico-Sociale (40). La vera criticità è qui: l'85% delle aziende che cercano laureati in ambito sociale o l'84% di quelle che cercano ingegneri industriali dichiara di non riuscire a trovare personale; diplomati: Costituiscono il 29% della domanda (820 unità). I settori più "affamati" di diplomati sono la meccanica (180 entrate), l'amministrazione (170) e l'elettronica (140); formazione Professionale: La richiesta tocca le 930 unità. In questo ambito si registra il dato più allarmante sul fronte edilizio: l'85% delle posizioni per operai edili con qualifica resta scoperto.
La stabilità resta un miraggio Infine, lo studio getta luce sulla qualità dei contratti. Se da un lato il 15% delle imprese pisane prevede di assumere (un punto in più rispetto al 2025), dall'altro la stabilità contrattuale rimane bassa. Solo il 22% dei nuovi ingressi sarà con contratto a tempo indeterminato o apprendistato. Il restante 78% è composto da contratti a termine, con una prevalenza del tempo determinato (53%) e della somministrazione (12%), confermando un mercato del lavoro ancora fortemente caratterizzato dalla flessibilità stagionale e operativa.

