Unione Inquilini, sede sotto sfratto e il silenzio dei partiti al governo di Pisa
Il demanio ha notificato all'Unione Inquilini il rilascio per la loro sede storica, se ne è discusso in Consiglio Comunale e i gruppi di maggioranza hanno votato contro una mozione che chiedeva di attivarsi per scongiurare lo sfratto
Questo il comunicato integrale
Lunedì 17 in consiglio comunale si è discussa una mozione presentata dal Consigliere Auletta relativa allo sfratto che il demanio ci ha notificato per il rilascio della nostra sede storica in Via del Cuore 7.
Il consigliere Auletta ha ricordato quello che facciamo da 50 anni nella città di Pisa: teniamo le porte aperte per chi tutti i giorni vede messo in pericolo il proprio diritto alla casa.
Ci hanno dato conforto le parole di tutti i consiglieri e capigruppo dei partiti di opposizione che si sono espressi a favore della mozione. Infatti, si chiedeva al sindaco una cosa semplice: attivarsi col demanio per evitare che ci venga impedito di svolgere il nostro servizio che quotidianamente prestiamo in favore dei più deboli.
La destra invece è rimasta in silenzio, nessuno ha proferito parola nemmeno per spiegare il motivo del voto contrario. Eppure il nostro quotidiano impegno è ben conosciuto proprio da chi governa e ha governato la città.
Non siamo certo i soli a Pisa e già abbiamo condiviso con compagni e attivisti la nostra situazione ricevendo il supporto di chi la battaglia per i diritti, come noi, la affronta tutti i giorni; il tempo però scorre inesorabile e l' unico interlocutore con cui non riusciamo a dialogare è proprio quello che potrebbe darci una mano ad instaurare una trattativa con l’Agenzia del Demanio.
Da una parte infatti c'è lo Stato, che taglia risorse al diritto all' abitare, sfratta l’Unione Inquilini e approva il DDL SICUREZZA, dove si criminalizza il bisogno abitativo garantendo un passaggio da casa a cella, invece che da casa a casa.
Un ddl che prevede di punire con il carcere da 2 a 7 anni chi occupa una casa (qualsiasi, anche se vuota e abbandonata) o anche chi dentro a quella casa si trova e subisce uno sfratto non giustificato essendo il più delle volte privo di motivazioni etiche e sociali.
Al contempo però c'è anche un governo della città che intende uscire dal consorzio SDS senza un disegno chiaro su quello che succederà, mettendo ancora più a rischio i servizi sociali, già insufficienti, che oggi il Comune fornisce ai cittadini, in particolare a quelli più deboli.
Un Comune che invece di investire nei servizi approva le "zone rosse" e lascia da decenni nel quartiere della Stazione Centrale decine e decine di immobili sfitti favorendo il dilagare dei B&B, anziché l'alternativa di fare abitare il centro città da persone che cercano un'abitazione stabile, scoraggiando la speculazione immobiliare.
Insomma una situazione generale in cui il nostro sfratto si inserisce bene nel contesto nazionale e cittadino dove le parole chiave sono repressione dei diritti, tagli delle risorse, assenza di limiti al profitto.
Siamo convinti che in Comune sappiano qual è l'importante attività sociale dell' Unione Inquilini che svolge a Pisa da 50 anni che comunque abbiamo intenzione di continuare a fare, senza che minacce di sfratto e repressione ci possano fermare, ma rimaniamo profondamente colpiti dal comportamento della destra che finge di essere sempre attenta ai bisogni dei più deboli, ma poi spesso agisce in modo contrario.
Per cercare di cambiare questo andazzo invitiamo fin d'ora tuttə coloro che ci sono solidali contro il nostro ingiustificabile sfratto ad un' assemblea che organizzeremo nel mese di marzo nella nostra sede, anche per festeggiare con una cena sociale il nostro cinquantesimo anniversario di lotte per il diritto alla casa per tutti.