Urbino Taccola, l'anno zero del centenario: prende forma la squadra della ripartenza
Dopo la retrocessione in Prima Categoria i biancorossi continuano a costruire il nuovo corso. Tra conferme, nuovi acquisti e ritorni dal forte valore simbolico, cresce il progetto per la stagione del centenario
Ci sono stagioni che si ricordano per le vittorie e altre che restano impresse per le delusioni. Quella appena conclusa dall'Urbino Taccola appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
La retrocessione in Prima Categoria ha infatti interrotto una lunga permanenza tra Eccellenza e Promozione che durava da oltre vent'anni e che aveva reso il club di Uliveto una presenza stabile e riconoscibile nel panorama del calcio dilettantistico toscano.
Per questo il verdetto del campo ha lasciato amarezza.
Non soltanto per la categoria persa, ma anche per il momento in cui è arrivato. Tra pochi mesi, infatti, l'Urbino Taccola entrerà ufficialmente nell'anno del proprio centenario.
Un anniversario che tutti avrebbero immaginato di festeggiare in contesti diversi, ma che la società ha scelto di affrontare senza cercare alibi e guardando immediatamente avanti.
Le prime mosse compiute dalla dirigenza raccontano infatti una volontà precisa: trasformare una stagione negativa in un punto di partenza.
Alla guida del club è stato confermato Sabri Kelmendi (nella foto), mentre Mauro Borroni assume il ruolo di vicepresidente, rafforzando ulteriormente la presenza di una figura storica e profondamente legata ai colori biancorossi.
Sul piano organizzativo, Graziano Pardini è stato nominato direttore generale, lasciando il ruolo di direttore sportivo della prima squadra a Luca Chiavistelli.
Una scelta che punta sulla continuità e sulla valorizzazione di persone che conoscono profondamente l'ambiente di Uliveto.
Proprio Chiavistelli, nelle sue prime dichiarazioni da direttore sportivo, aveva indicato con chiarezza la direzione da seguire: riportare serenità, entusiasmo e senso di appartenenza all'interno della società e del paese.
La ripartenza passa inevitabilmente anche dal campo.
Dopo la separazione da Gabriele Giannini, la società ha affidato la guida tecnica della prima squadra a Charles Ferretti, allenatore che porta con sé esperienze importanti sia da giocatore che da tecnico e che sarà affiancato dal fratello Athos nel nuovo staff biancorosso.
Nel frattempo continua a prendere forma anche la rosa che affronterà il prossimo campionato di Prima Categoria.
L'Urbino Taccola ha deciso di ripartire da un gruppo di giocatori che rappresentano la continuità con il recente passato e che saranno chiamati a svolgere un ruolo importante nel nuovo progetto.
Mattia Bellagamba, Lorenzo Malasoma, Thomas Castellacci e Giacomo Fabbrini costituiscono il primo nucleo della squadra confermata dalla società. A loro si aggiungono Marco Galletti, Nicola Cresci, Fabio Antoni, Christian Zaccagnini e Daniel Guelfi, elementi sui quali il club continua a riporre fiducia.
Accanto alle conferme sono arrivati numerosi rinforzi destinati ad aumentare il tasso tecnico e l'esperienza della rosa.
In mezzo al campo spiccano gli arrivi di Federico Pitti e Nicolò Micheletti, mentre per la difesa è stato ufficializzato Lorenzo Contini.
Il reparto offensivo è stato invece oggetto di un intervento particolarmente importante con gli innesti di Francesco Arrighi, Matteo Aufiero, Luca Fermi e, nelle ultime ore, Francesco Baroni. Classe 2000, cresciuto tra Lucchese, Real Forte Querceta, San Giuliano e Migliarino, Baroni arriva dalla Torrelaghese e rappresenta un profilo capace di coniugare fisicità, dinamismo e capacità di attaccare gli spazi, caratteristiche che potranno offrire nuove soluzioni al gioco di mister Ferretti.
Ma tra tutte le operazioni concluse dalla società, una delle più significative dal punto di vista emotivo è probabilmente il ritorno di Nicola Franchi. Classe 1996, ulivetese doc, Franchi è cresciuto calcisticamente con i colori biancorossi e ha legato gran parte della propria carriera alla storia dell'Urbino Taccola prima delle successive esperienze con Pontasserchio, Cappiano e San Miniato. Centrocampista ed esterno sinistro capace di ricoprire più ruoli, rappresenta non soltanto un rinforzo tecnico ma anche un ritorno che riporta all'interno dello spogliatoio un forte senso di appartenenza. Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più interessanti della nuova costruzione biancorossa.
Accanto a giocatori esperti e profili provenienti da altre realtà, la società continua infatti a investire sui giovani cresciuti nel proprio vivaio.
Ne sono la dimostrazione le promozioni in prima squadra di Andrea Cocozza, Simone Pardini, Francesco Colombini e Santiago Andreotti, tutti classe 2007 e protagonisti dell'ultima stagione della Juniores. Una scelta che conferma la volontà di costruire il futuro senza perdere il legame con il territorio.
Lo stesso principio sembra emergere osservando nel suo complesso il lavoro svolto finora dalla dirigenza.
L'impressione è che l'Urbino Taccola non stia semplicemente allestendo una squadra per affrontare la Prima Categoria, ma stia cercando di ricostruire un'identità dopo la delusione della retrocessione.
Perché una categoria si può perdere. Una storia lunga quasi cento anni, invece, continua a vivere attraverso le persone che scelgono ogni giorno di portarla avanti.
E ad Uliveto, la stagione del centenario è già cominciata.

